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    Intervista a Fausto Raciti, segretario nazionale dei Giovani Democratici 

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    Durante un incontro con il PD di Chiaramonte Gulfi, in occasione di una visita nella provincia di Ragusa, abbiamo intervistato Fausto Raciti, segretario nazionale dei Giovani Democratici e candidato alla segreteria regionale del PD.

    Qual è la tua posizione nei confronti del governo Letta?
    Noi pensiamo che il governo Letta sia stato un passaggio necessario per governare, dopodiché, un’opinione diffusa in tutto il Partito Democratico è che il governo metta una marcia in più.

    Segreteria Renzi: una tua opinione a proposito dell’accordo con Berlusconi per la legge elettorale e l’esclusione dei partiti minori.
    Renzi ha avuto il merito di far partire una discussione sulla legge elettorale che sembrava impossibile che partisse. Dopo otto anni questo Paese si libera del porcellum e affronta il tema di darsi un nuovo assetto di regole, poi, è fuori discussione che la legge elettorale sia migliorabile in parlamento, ma i miglioramenti della nuova legge avverranno con l’impegno di tutto il PD e non per aree o frammenti del partito. Non è intenzione di nessuno escludere i piccoli partiti, credo che una legge sensata debba tener conto della loro esistenza  e della loro necessità, senza però consentire a nessuno di poter esercitare potere di ricatto.

    E in merito allo spostamento delle politiche del PD verso il centro? Che ne pensi dell’allontanamento dai partiti come PRC o PDCI?
    In realtà, dai partiti della sinistra antagonista si è allontanato buona parte dell’elettorato più che il PD, nel senso che hanno perso consenso nel corso degli ultimi cinque anni e questo penso che debba spingerli ad interrogarsi sulle conseguenze del loro isolamento politico, lo stesso elemento di riflessione che dovrebbe adottare il M5S, perché l’isolamento politico non ti permette di portare a casa il tuo risultato. Quanto al PD, io non penso che sia in corso una deriva centrista, anzi credo che sul “Jobs Act” per fare un esempio concreto, Renzi abbia adottato una linea che sembra perfettamente degna di un partito progressista, un partito di sinistra che si pone il problema di creare occupazione, di offrire diritti e possibilità agli esclusi del mercato del lavoro, a chi ha contratti precari e individuali e che sono fuori dal sistema delle garanzie tradizionali dello statuto dei lavoratori.

    Parliamo di Grillo e del M5S e della tua denuncia apparsa in queste ore su diversi quotidiani. E poi, una tua opinione sulle vicende degli ultimi giorni nella Camera.
    Io ho sporto quella denuncia il 10 dicembre, quindi prima che per me fosse anche pensabile di candidarmi alla segreteria del Partito Democratico. Penso che un uomo come Grillo, che gode della fiducia di milioni di italiani, possa legittimamente sollevare qualsiasi questione politica, e legittimamente fare opposizione, anche durissima al governo, ma invocare la disobbedienza delle forze armate è una cosa che nessun leader politico può permettersi, perché di fronte alla legge siamo tutti uguali, quindi va benissimo la battaglia politica e non penso che il problema del M5S si risolverà con una denuncia, perché nasce dalla crisi e dai problemi che ne derivano e dalla scarsa legittimazione della nostra classe politica. Da qui a chiedere la disobbedienza alle forze armate ce ne passa e, se devo essere sincero, non ho mai conosciuto colpi di stato progressisti. Per quanto riguarda la vicenda della Camera, credevo dovesse andare di moda l’onestà ed invece è andata di moda la mitomania, nel senso che pretendere di bloccare il parlamento è stata una scelta coreografica, la rappresentazione di un dissenso. In termini concreti, nella vita delle persone che il M5S dice di rappresentare e di coloro che hanno votato M5S non cambia assolutamente nulla, non portano a casa nessun risultato, per cui non li accuso di fascismo, perché non credo a questo tipo di accuse, semplicemente credo che la loro strategia tolga loro peso politico e credibilità.

    Governo Crocetta. Ci sono contrasti del partito con il governo regionale, anche in merito al “regalo” del governatore ai petrolieri?
    In merito a questa  vicenda, quella parte della finanziaria è stata cancellata dall’impugnativa del Commissario di Stato. Per quanto riguarda il resto, credo che il governo Crocetta debba anch’esso darsi una marcia in più, trovare un rapporto diverso con il Partito Democratico e con la società siciliana, costruendo un rapporto e un partito diverso da quello che abbiamo avuto fino a questo momento, in modo che possa avere l’ambizione di affrontare gli enormi problemi di questa regione.

    E per quanto riguarda invece la questione Muos, in particolare la “revoca della revoca”?
    La revoca della revoca avviene perché l’indagine rispetto ai rischi che il Muos comportava nei confronti dei cittadini ha dato dei risultati tranquillizzanti, tra l’altro vorrei sottolineare che la Regione, su questa materia, ha un potere decisionale limitato, è una questione che riguarda il governo nazionale, la difesa e la politica estera. Il Muos c’è e credo che debbano essere costantemente rilevate le conseguenze sulla salute, ma i poteri di intervento del governo regionale sono molto limitati.

    Intervista di Sebastiano Cugnata

    About the author: Sebastiano Cugnata

    Sono nato a Ragusa il 23 Luglio 1992. Studio Filosofia all'Università di Catania. Nel dicembre del 2011 ho avuto l'opportunità di far parte della redazione di Generazione Zero. Curo l'organizzazione di eventi all'interno dell'associazione. Nel 2013 ho dato vita, a Chiaramonte Gulfi, all'associazione culturale l'Eskimo.

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