Migranti, giovani, precari, ambiente|venerdì, ottobre 18, 2019
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    Lettera aperta sull'”emergenza migranti” Pozzallo 

    Tempo di lettura: 4 minuti

    Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani

     e stranieri allora vi dirò che, nel

    vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto

     di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato,

     privilegiati e oppressori dall’altro.

     Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri.

    (Don Lorenzo Milani)

    Cari concittadini e care istituzioni,

    Cari rappresentanti e cari rappresentati,

     

    Mentre si susseguono i soccorsi per i migranti, Pozzallo rischia di scontare l’effetto di un linguaggio ansiogeno ed emergenziale, composto da informazioni sommarie, disarticolate, riduttive e a volte false, dei mezzi di comunicazione, che presentano l’arrivo dei migranti  come un’aggressione, un assedio ed una minaccia di cui aver paura, tra l’altro senza aver alcun rispetto di chi arriva in condizioni disumane e soffre, e vanificando i risultati economici-turistici faticosamente raggiunti in questi anni dagli abitanti di Pozzallo. (liberamente riportato da uno striscione visto a Lampedusa)

     

    Stop al reality show!

     

    La situazione ci sta forse sfuggendo di mano. A Pozzallo si sta diffondendo paura, ansia e odio dovuta all’arrivo di migranti nelle nostre coste. Ma soprattutto dovuto ad una scarsa informazione di come stanno andando realmente le cose.

    Quello che si legge dai giornali locali e sui social network prospetta un’emergenza in piena regola, pericolo imminente e una caccia all’uomo che, inevitabilmente, crea paura.

     

    Anche noi denunciamo l’assenza delle istituzioni centrali e sosteniamo che Pozzallo non può essere lasciata sola ad affrontare la questione migrazione. Ma le misure chieste da “illustri cittadini” e dal Sindaco stesso sono misure sbagliate oltre che allarmistiche.

    Il Centro di prima accoglienza di Pozzallo può ospitare i migranti che arrivano nelle nostre coste fino ad un massimo di 48 ore, il tempo necessario a procedere al soccorso, alla prima accoglienza e all’identificazione al fine di essere trasferiti in altri centri. Ci sono persone invece che sono “ospitate” li da giorni, se non da settimane. Hanno (fortunatamente) il diritto di uscire perché sono libere persone, e non delinquenti che hanno commesso alcun tipo di reato. Qualcuno continua a gridare allo scandalo perché saremmo noi cittadini a pagare per loro, ma questo è palesemente un dato sbagliato. È inoltre opportuno sottolineare che i migranti ricevono accoglienza con il vitto, non certamente con soldi in contanti. I fondi del Ministero dell’Interno servono a pagare i servizi di “vitto e alloggio”, ma ci preme sottolineare che, nonostante la dicitura da hotel, tale vitto e alloggio sono  ben lontani da un’accoglienza che si possa realmente definire tale.

    Se il comune di Pozzallo è in credito con il Ministero la colpa non la si può certamente attribuire ai migranti. Il sindaco ha inoltre invitato il Ministro dell’Interno Alfano a recarsi a Pozzallo per verificare di persona le condizioni del Cpsa. Noi, cittadini molto meno illustri di quegli altri, respingiamo  l’idea di ricevere il Ministro, che è espressione di una certa politica di respingimenti e non di accoglienza. La situazione pozzallese non si risolve con militarizzazione, repressione o respingimenti. Crediamo che la politica debba svolgere il proprio compito per il bene comune e della collettività, che certamente non è determinato dal fatto di possedere o meno un passaporto italiano o europeo.

    La richiesta del sindaco di più militari e forze dell’ordine è una richiesta azzardata e sbagliata. Così infatti si fa passare il messaggio che siamo in presenza di un’emergenza e dobbiamo “proteggere” i nostri cittadini da un’agente esterno che provoca pericolo.

     

    Chiediamo sensibilità e comprensione per una situazione disperata di gente che scappa dalla disperazione e dalla guerra. Molti di coloro che sono arrivati nelle ultime settimane provengono dalla Siria e scappano dalla guerra civile in corso. Chi attraversa il mare mettendo in pericolo la propria vita lo fa perché non ha altra scelta.

    Chiediamo ai giornali locali di smetterla con gli articoli atti a creare paura e chiediamo di abbassare i toni di terrore che giorno dopo giorno si leggono sui social network. Ai giornalisti chiediamo di raccontare la verità dei fatti; fatti che prima vanno verificati e siano frutto di informazione corretta e di non distorsione della realtà. Al Sindaco chiediamo di trovare soluzioni reali e non militarizzare ancor di più la città. Ai concittadini chiediamo calma, comprensione e responsabilità.

     

    Crediamo in un altro mondo possibile.

    E Pozzallo, oggi più che mai, può fare la sua parte per costruirlo.

     

    Fra i primi firmatari:

    Roberto Meloni, Studente presso l’Università di Amsterdam

    Manuela Russino, Ostetrica presso l’ospedale A.Manzoni di Lecco e cooperante Emergency

    Daniela Modica, Medico specializzando in Oncologia Università la Sapienza Roma

    Emanuela Floridia, Assistente sociale

    Giovanna Susino, Impiegata direzione didattica Pozzallo

    Michele Andrea Meloni, Impiegato statale

    Salvatore Alcaras, Insegnante

    Aurelio Modica

    Margherita Benedetto

    Antonella Frasca Caccia, Studentessa di Giurisprudenza Università di Bologna

    Nicola Finocchiaro, Studentessa Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, Università di Catania

    Lara Giardina, Studentessa di Comunicazione e Società, Università Statale di Milano

    Mariangela Meloni, Studentessa Scienze Religiose, Università di Urbino

    Trice Leone

    Claudio Lupo

    Alessandro Maiolino

    Federica Caccamo, Studentessa di Economia, Università di Catania

    Marta Barrera

    Gabriella Alcaras

    Federica Giardina, Studentessa di Politiche europee ed Internazionali, Università Cattolica, Milano

    Massimiliano Perna, Giornalista e scrittore

    Daniele Iozzia, Studente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Università degli Studi di Siena.

    Alessandra Massenzio, Titolare di un’ azienda commerciale

    Giovanni Colombo, Dottore in Scienze Politiche per la cooperazione e lo sviluppo

    Leone Rosa, Educatrice

    Giorgio Campanella, Studente di Scienze della Comunicazione

    Krizia Galfo

    Salvatore Susino, Studente di Medicina, Università di Catania

    Fabio Pitino, Programmatore informatico e musicista

    Marta Barrera, Insegnante presso Ministero della Pubblica Istruzione

    Giovanni Modica Scala, Studente Giurisprudenza, Università di Bologna

    Giovanni Agosta, Studente Scienze e Tecnologie Alimentari, Università di Milano e Lavoratore

    Nino Frasca Caccia, Avvocato

    Giorgetta Di Lorenzo, Impiegata

    Salvatore Mulè, Studente

    Matilde Poidomani, Studentessa presso l’Università di Bologna

    Adriana Russino

    Gabriele Giardina, Studente facoltà di Architettura di Siracusa

    Giuseppe Sapienza, Commerciante

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