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    LETTERA APERTA A UN GOVERNO APPENA NATO 

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    Pubblichiamo di seguito la lettera di Lucia Santoro, del Movimento No Muos. Generazione Zero sin dall’inizio del suo percorso ha sempre dato voce a chi non ce l’ha e continuerà a farlo.

    Apprendiamo con sgomento la notizia del grave fatto realizzatosi a Roma quando, in contemporanea con la cerimonia di giuramento e di insediamento dei nuovi ministri della Repubblica, il grave gesto di un disperato ha rischiato di stroncare la vita di un carabiniere vittima incolpevole del fatto.
    Per l’ennesima volta, la tragedia di un disperato coinvolge altri disperati nella propria tragedia: una persona disperata, rimasta senza lavoro, senza più reddito, senza più possibilità di mantenere la propria famiglia e magari di comperare un gelato o un capo di abbigliamento ai propri bambini, non potendo e non riuscendo più a trovare una via di uscita da questa sua disperazione e mancanza di altre alternative per tentare di vivere una vita decente e costruttiva, preso dalla rabbia, dalla frustrazione, dalla indignazione e dalla disperazione, dirige nella maniera sbagliata e scomposta tale sua rabbia e frustrazione, si impossessa di un’arma e fa fuoco contro un bersaglio umano.
    Comprendiamo tutti benissimo la rabbia, la frustrazione e la disperazione di chi perde il proprio lavoro, il proprio stipendio e, con esso, il proprio diritto a vivere una vita onesta, corretta, normale e dignitosa.
    Non è tuttavia possibile condividere l’atto di violenza perpetrato ai danni di un esponente delle forze dell’ordine il quale si ritrova a svolgere un lavoro di tutore delle forze dell’ordine a difesa di tutti noi ma che purtroppo, come spesse volte succede, viene a trovarsi nella condizione di essere visto come il nemico responsabile dei disagi e dei disastri in cui tutti noi italiani in questi anni ci troviamo a vivere.

    Da troppo tempo, e da troppi anni, assistiamo in Italia al verificarsi di tragedie umane, sociali, personali, che spesso e purtroppo sfociano in atti irresponsabili ed irrimediabili che colpiscono le stesse persone che tali atti li eseguono, o persone a loro più o meno vicine.
    Quanti suicidi, quanti furti, quante rapine, quante tragedie in cui purtroppo vengono a trovarsi coinvolte persone comuni, persone qualunque, persone normali, le quali prima di allora mai e poi mai si sarebbero trovate di propria volontà coinvolte in azioni commesse in situazioni di disperazione o bisogno e necessità.
    Di tale stato di cose debbono principalmente ritenersi responsabili quanti, nel corso di questi ultimi anni, anziché’ amministrare e governare questa nostra disperata nazione nel modo più giusto, corretto, responsabile ed onesto, hanno pensato solamente ad arricchirsi ed a trarre sempre e solo un beneficio personale dai disastri e dalle macerie in cui essi, principalmente responsabili, hanno trascinato l’Italia.
    Quanti politici ladri, disonesti, corrotti, truffatori ed ingrati hanno invaso quotidianamente le pagine e le cronache delle televisioni e dei giornali: ad essi va rivolta principalmente la rabbia, la colpa e la vergogna di quanto successo oggi a Roma, davanti a Palazzo Chigi, dove un disperato rimasto senza lavoro e frustrato, nell’ennesimo disperato tentativo di ritrovare la propria dignità, ha diretto nel modo più sbagliato possibile la propria rabbia e la propria amarezza: contro un esponente incolpevole delle forze dell’ordine, costretto suo malgrado a subire l’onta della tragedia di un disperato.
    A quanti saranno da ora innanzi responsabili di quello che verrà fatto o meno per il paese e per cercare di risollevare le sorti di questa nostra Italia oramai sull’orlo della disperazione e della guerra civile, perché’ in questa situazione disperata oramai tutti quanto ci troviamo oggi coinvolti, se questo non si era ancora capito, cioè SIAMO SULL’ORLO DI UNA GUERRA CIVILE, va il monito di milioni e milioni di cittadini disperati: disperati perché più senza lavoro. Disperati perché più senza reddito. Disperati perché più senza occupazione. Disperati perché più senza possibilità di mantenimento. Disperati perché più senza futuro.
    A tutti voi che a cominciare da domani vi troverete coinvolti a governare un paese distrutto dal malaffare, dalla mala politica, dal malcostume, dalla corruzione e dalla mala gestione dei beni di interesse comune, a tutti voi va il monito di un paese che chiede lavoro, dignità, onestà, correttezza, giustizia, soddisfazione:
    Vostra è la responsabilità di tutto ciò che da domani in poi si verificherà in Italia.
    Vostra è la responsabilità di tutto ciò che da domani in poi la disperazione delle persone rimaste senza casa senza lavoro senza stipendio e senza possibilità di dare un futuro ai propri figli potrebbe causare.
    Vostra è la possibilità di quanto la disperazione di una persona resa irresponsabile dalla propria mancanza di prospettive possa renderla più o meno aggressiva e portarla a compiere gesti folli ed azioni malsane.
    Vostra è la responsabilità di quanto disperante, frustrante e angosciante possa essere la vita di chi cerca un lavoro e non lo trova, di chi ha bisogno di medicine e non ha come comperarle, di chi deve dare da mangiare ai propri figli e non ha da dove prendere i soldi per farlo, di chi non ha la possibilità di curarsi senza soldi perché’ non ha più un ospedale nella propria città, di chi vorrebbe dare un futuro ed un avvenire migliore ai propri figli facendoli studiare ed andare all’università ma non ha i soldi per farlo, di chi si vede chiudere gli ospedali della propria città perché’ lo stato dice che non ha i soldi per mantenerli aperti, ma che vede sperperare tali soldi statali in bombe, aerei, carri armati, armamenti e macchine da guerra.
    Meditate su ciò che farete, signori che siete chiamati a governare l’Italia: fate in modo di agire bene ed al più presto possibile nell’interesse comune e del popolo che vi ha eletti e votato. Nonostante abbiate fatto finta per tanto tempo di non vedere che la disperazione della gente è tanta e potrebbe causare tragedie ben più grandi e gravi di quella verificatasi oggi ai danni di un povero impiegato dello stato che colpa non ne ha, tale fatto fa capire chiaramente come la misura è colma: la disperazione della gente è tanta e tale che rischia di diventare incontrollabile se diretta male.

    Spero sappiate e possiate ben agire nell’interesse comune: che il vostro operato sia diretto verso il bene della popolazione e dei cittadini che sono alla base del diritto e della dignità di una nazione che vuole evitare il rischio di una rivoluzione popolare.

     

    Lucia Santoro, Movimento No Muos

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