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    “DELITTI E DELIRI” 

    Tempo di lettura: 3 minuti“Delitti e Deliri” è la prima fatica letteraria di un giovane ragazzo di 26 anni, Adriano Ficili. Studente di Filologia Moderna all’Università di Catania, è originario di Scicli. Il libro è formato da racconti noir ambientati nei luoghi più cari allo scrittore, tra Scicli e Catania. È edito dall’ Associazione Culturale “Il R.i.c.c.i.o.” formata da un gruppo di ragazzi molto attivi nel settore culturale che hanno creato anche un cartaceo d’informazione, ScicliPress.
    Ma per conoscere meglio Adriano e il suo libro vi propongo l’intervista.

    Quando nasce la tua passione per la scrittura?
    Da piccolo leggevo e scrivevo, ma senza nessun ordine. Dal 2009, l’anno in cui vinsi Racconti nella Rete, cominciai a creare storie, a dare una struttura a ciò che scrivevo, a studiare per dare una struttura. Ciò mi rendeva e mi rende felice. E’ bello andare alla ricerca del proprio stile, distorcere la realtà, fare apparire per vero ciò che è verosimile, e soprattutto ciò che è bello è scatenare emozioni, entrare in simbiosi col lettore.

    Cosa ti ha spinto a scrivere racconti noir?
    Delitti e Deliri è stato definito “noir”, per tanti elementi: le atmosfere cupe, i delitti, il marciapiede, il sangue, la strada. Spesso la mia scrittura si avvicina a questo genere, ma sinceramente non è una cosa voluta, mi viene spontaneo, è un processo naturale. Per me il genere serve solo a catalogare qualcosa che già esiste.

    Parlami un po’ dei racconti.
    Delitti e Deliri è composto da sette racconti, molti dei quali ambientati qua in Sicilia, specialmente a Catania. I luoghi sono reali. I personaggi si muovono meglio nei luoghi che conoscono. Strade, edifici abbandonati, in cui le storie prendono vita. Delitti e Deliri è il titolo anche di uno dei racconti, che si svolge principalmente a Catania, a Piazza Dante. I personaggi delle storie sono costretti a fare i conti con una realtà violenta, col sangue di un omicidio, con passioni morbose celate nello stesso ambito famigliare, con filosofie che tendono a salvare l’Arte con sacrifici umani, con creature celesti che irrompono nelle loro vite “normali”. E c’è sempre un filo che congiunge le storie al cielo, aldilà del disordine, aldilà del caos. I demoni scendono sulla terra lanciando le loro sfide agli uomini, ma forse, come disse qualcuno, è solo la pagina che tende, e che serve, a imprigionare i demoni.

    Scicli, tuo paese natale, è la scenografia della serie Montalbano. Ciò ha influito nella tua voglia di scrivere racconti noir?
    Più che Montalbano ha influito il luogo, cioè i bellissimi paesaggi della nostra terra. Servono a tanto, i luoghi, anche perché sono luoghi sentiti, sono i nostri luoghi, che sempre cerchiamo di difendere. La società cerca di sottrarci a questi luoghi, spesso siamo costretti ad abbandonare la Sicilia, e la letteratura è un modo per riappropriarsi delle cose. Bisogna sentirsi orgogliosi di essere siciliani.

    È stato difficile trovare un editore?
    Uno dei miei racconti era già stato pubblicato da Nottetempo; il fatto è che per l’editoria è una fase di transizione, e io sono convinto che bisogna trovare le persone giuste con cui iniziare un’avventura editoriale. I ragazzi dell’associazione IL RICCIO sono molto attivi, professionali, giovani. Voglio dire, non è facile oggi gestire certe cose, ci sono tanti ostacoli, ma noi ci crediamo, e andiamo avanti. Finora sta andando bene, il libro ha destato curiosità, e tutto ciò è frutto di un lavoro di gruppo. Tanti elementi sono importanti, non solo la scrittura, ma anche la copertina, l’impaginazione, le illustrazioni. Per tutto questo sono contento.

    Hai già in mente di scrivere altro?
    Ho tanto altro nel cassetto, perché non ci si può mai fermare di scrivere, è un bisogno, ho altri racconti, comunque sto lavorando al romanzo. Però sarebbe necessario più tempo… L’abitudine alla lettura e alla scrittura è una delle cose che più mi appassiona, e non so di preciso il perché, ma qualcuno disse che la scrittura trova senso solo in se stessa. Ecco, questo mi esime dall’arrovellarmi!

    Il 15 Maggio il libro verrà presentato a Catania presso la “Libreria Prampolini”, oltre all’autore interverranno: la prof.ssa Rosaria Sardo, docente di Semiotica e Linguistica dei Media al Dipartimento di Scienze Umanistiche; la prof.essa Stefania Mazzone docente di Storia della Filosofi­a del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali; Erica Donzella, scrittrice emergente, autrice della raccolta di poesie “Pyro”.

    Thanks to Adriano Ficili

    Federica Monello

    About the author: Federica Monello

    Sono una studentessa di Lettere Moderne con la passione per la scrittura. I primi articoli li ho pubblicati su un sito d'informazione locale www.i4canti.it. Nell'aprile 2012 inizio la collaborazione con GZ che mi ha permesso di poter esplorare i vari campi del giornalismo, dal dossier storico, a uno tutto mio sulla street art e la cultura underground. Mi sono anche cimentata in articoli dal carattere prettamente politico e la cosa mi entusiasma. Base del mio agire è la volontà di raccontare a quante più persone possibili ciò che succede intorno a noi nel modo più chiaro e veritiero. "Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società". Federica Monello

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