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    Festa della Liberazione: M5S contro ANPI 

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    I “nazicomunisti” del leghista Brescia

     

    ANPI“Ecco a cosa porta il dirsi ‘né di destra né di sinistra” a fare il gioco e dire cose di destra!” Con questa frase dai toni lapidari si chiude il comunicato emesso dalla sezione provinciale di Rifondazione Comunista di Torino, nei confronti del M5S, relativo alla questione dei festeggiamenti del 25 Aprile 2013. Ma partiamo dall’inizio. Sul finire del mese di Marzo, la sezione torinese dell’ANPI “G.Perotti – A.Appendino” cerca un accordo informale con il Consiglio della Circoscrizione 9, per i festeggiamenti della Liberazione dall’occupazione nazifascista, ma anziché trovare una collaborazione con i membri della Circoscrizione, la mozione viene fermamente osteggiata dalla componente di centro-destra, attraverso una delibera datata 25 Marzo 2013, con la giustificazione d’evitare i vandalismi avvenuti durante i festeggiamenti del 25 Aprile dell’anno precedente. I conflitti tra la Circoscrizione e la sezione ANPI non terminano qui, anzi, la sera stessa della delibera, viene presentato un O.d.g, il quale prevede la condanna dei toni e dei contenuti della lettera scritta dalla sezione, riguardo i danneggiamenti verificatisi l’anno precedente e la completa rottura con la sezione locale stessa. A suscitare scalpore, in primo luogo i toni maccartisti e revisionisti del documento (presentato, manco a dirlo, dal leghista Brescia), all’interno del quale si possono leggere perle come: se si sono usati termini come “nazicomunisti” lo si è fatto nei confronti di gruppi che fanno dell’intolleranza, della violenza e della vigliaccheria la loro prassi quotidiana con una sintesi perfetta dei due mali immondi dello scorso secolo: il nazismo, fortunatamente cancellato dal pianeta, ed il comunismo, che domina tuttora in molte nazioni ed ammorba ancora pesantemente vita politica, gangli, istituzioni e poteri della società Italiana”, o ancora: “alcuni Partigiani, Gruppi e Brigate, di ben chiaro colore politico, che, in spregio agli stessi ordini del CLN, hanno compiuto, sui territori italiani sia liberi che occupati dai titini, gravi atti militari, anche molti giorni dopo il 25 aprile, fedeli alla linea politica del terzo attore della guerra, l’Unione Sovietica, che aveva come unico scopo non la Liberazione di popoli e nazioni, ma la sostituzione di una dittatura con un’ancora peggiore: il comunismo”. A sorprendere è, in secondo luogo, il fatto che la proposta sia stata votata sotto il silenzio tombale degli esponenti di centro-sinistra (4 astenuti tra Idv, Sel, PD) e con un voto unanime del Consiglio (10 voti favorevoli su un totale di 14).

    La replica “grillina”

     

    Alle infelici votazioni, l’ANPI ha risposto, denunciando le ambiguità riguardo il testo firmato dai membri del Consiglio, seguita dal comunicato di Rifondazione Comunista, contro le scelte del centro-sinistra e dell’unico Consigliere grillino. A questo punto la replica del M5S è stata istantanea, con un attacco contro la sezione dell’ANPI e contro il PRC, arrivando, addirittura, a scrivere: “Per questo troviamo inaccettabile […] la pericolosa commistione di ruoli tra una sezione ANPI e un partito politico, perché essa rischia di caratterizzare le celebrazioni del 25 aprile come una festa di parte, cioè proprio ciò che vuole chi ha nostalgia del fascismo”.

    Non è la prima volta che esponenti del “MoVimento” esprimono considerazioni del genere, basti pensare alle affermazioni del capogruppo alla Camera Lombardi sul “fascismo buono” o alle aperture di Grillo nei confronti di CasaPound, ma, ovviamente, in un Paese dalla memoria corta, in cui appare normale che un leader politico parli di abolizione dei sindacati, mentre chi ha intenzione di commemorare la lapide di un partigiano viene tacciato di favorire chi è “nostalgico del ventennio”, basta solamente presentarsi come il nuovo che avanza, per potersi mettere alle spalle ogni cosa.

    Giuseppe Cugnata

     

    About the author: Giuseppe Cugnata

    Giuseppe Cugnata, nato a Ragusa nel 1995, ma cresciuto a Chiaramonte Gulfi, studia Scienze politiche e relazioni internazionali presso l'università La Sapienza di Roma. Nell'aprile 2012 comincia la sua attività giornalistica all'interno de “Il Volantino Indipendente”, foglio d'informazione redatto nella cittadina stessa di Chiaramonte. Nell'agosto del 2012 inizia a scrivere per Generazione Zero, curando, in particolare, l'immigrazione e gli esteri. Nel 2013 inizia la sua attività da videomaker amatoriale. Il 29 aprile 2014, Rai 3 trasmette una sua clip sulle agromafie: "Agromafie: dal produttore al consumatore". Dal gennaio 2015 è direttore editoriale di Generazione Zero. I suoi articoli sono apparsi anche su I Siciliani Giovani.

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