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    La vicenda dei Marò – Aria fritta a colazione 

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    270px-Mantralaya-flagI PROFESSIONISTI DELLA DIATRIBA A VUOTO

     

    Italia. Paese che ama più di ogni altra cosa complicarsi la vita, anche su faccende che sembrerebbero di una semplicità risibile. In fondo, il caso cui alludiamo, vale a dire quello per il quale i due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sono accusati dell’omicidio di due pescatori indiani nella loro terra natia, poteva essere risolto in maniera molto semplice. Ergo, si poteva lasciare semplicemente che la giustizia, internazionale in tal caso, seguisse il suo corso. Purtroppo, e lo sappiamo bene, l’italiano non si accontenta mai della soluzione più lapalissiana. Ne segue la forzatura di un processo e di un’indagine al di là di qualsivoglia logica, che è, persino, riuscita a causare quasi un incidente diplomatico fra i due paesi per l’inefficacia con cui la stessa vicenda è stata trattata dal nostro (uscente) governo. Il problema principale dei professionisti della diatriba a vuoto in Italia è quella di non riuscire a capire che, a volte, per coadiuvare un’indagine ed aiutare il corretto sviluppo dell’autorità giudiziaria è necessaria una semplice e buona norma di buon senso: evitare qualsiasi tipo di ingerenza.

    LA GIUSTIZIA, PRIMA DI TUTTO

    Sarebbe illogico e fuori luogo fare una requisitoria a sfavore dei due militari italiani. La presunzione d’innocenza è d’obbligo in ogni caso e questo non è affatto da meno. Il punto centrale della nostra analisi, però, verte sulla necessità ineluttabile di portare avanti il processo in India, dove è avvenuto il presunto delitto. L’innocenza e la colpevolezza dei due imputati sarà comprovata nelle aule giudiziarie della nazione indiana. Quindi sembra assolutamente un’anomalia questo tentativo di vincolare la risoluzione del caso ad un processo “a casa nostra”. In fondo, le famiglie delle due vittime, due pescatori morti per ragioni ancora assolutamente da chiarire, meritano giustizia. Un problema, quello che sta imperversando giorno e notte su telegiornali e talk show di infima qualità, quindi, che nasce dal nulla. La giustizia, prima di tutto. A parti invertite i due poveri pescatori non avrebbero avuto tutto questo spazio sui mass media, purtroppo. Che si smetta di friggere aria in modo ossessivo-compulsivo.

     

     

    Simone Bellitto 

     

     

     

     

    About the author: Simone Bellitto

    Simone “Bob” Bellitto. Nato a S.Agata di Militello (ME) nel 1987. Nato e cresciuto sul giornale on-line “Megaron”, ha collaborato e collabora a giornali on-line quali “Dietrolequinte”, “La Zanzara”, “Abits” e da maggio 2011 a “Generazione Zero” di cui attualmente è redattore nonché operaio in prima linea. Ha partecipato come redattore al progetto europeo “Generazione Zero Sicilia“, finanziato dal programma “Gioventù in Azione”. Scrive di storia, spazio civile, ingiustizie di vario genere e entità. Appassionato di cinema e musica, ha riversato per intero la sua passione per il sociale e per il buon giornalismo nel progetto di Generazione Zero, per una Sicilia migliore o perlomeno più informata.

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