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    Minacciata perché toglie i cani dalla strada 

    Tempo di lettura: 2 minutibiglietto-elisaGravina, paese in provincia di Catania. Sabato scorso Elena torna a casa e trova un foglio di carta con sopra scritto un messaggio poco amichevole: “Leva i cani allora li avveleniamo tutti!!”. Poche parole che lasciano poco spazio all’immaginazione.
    Elena è una ragazza che da molto tempo è attiva nel campo del randagismo, assistendo i cani a proprie spese, facendoli sterilizzare, aiutandoli come meglio può e, soprattutto, custodendoli. Sappiamo che il randagismo è un fenomeno sgradevole in ogni città e ognuno reagisce come meglio crede, chiedendo assistenza al comune o contattando le associazioni di riferimento. C’è chi come Elena, e altri suoi collaboratori, prende il toro per le corna e affronta il problema in prima linea. Evidentemente per qualcuno questo modus operandi non è accettabile. Chissenefrega, qualcuno dirà, di quei cani a spasso; sono pericolosi e “si devono togliere” (questa di solito è la pensata più comune).
    Un comportamento di questo tipo è molto triste, non tanto per il biglietto in sé, che è pure scritto male, ma più che altro per la facilità con cui determinate persone eliminerebbero fisicamente dei poveri cani, forse perché abbaiano troppo, forse perché fanno troppo casino.
    Il comune di Gravina oggi prenderà in esame la questione e l’augurio è che Elena continui il suo appassionato lavoro, possibilmente non da sola, magari con l’aiuto di tutta la comunità di Gravina.
    Ricordiamoci che uccidere gli animali è un reato previsto dal Codice Penale (544-bis del Codice Penale); senza contare che un comportamento così basso e becero non è la soluzione del problema, ma la parte più malata del problema stesso. D’altronde, parliamo di gente malata.

    Ad Elena va tutta la nostra solidarietà.

     

    Attilio Occhipinti

    About the author: attilio occhipinti

    Nato a Ragusa nel 1989, sono laureto in Filosofia presso la Facoltà degli studi di Catania e in Comunicazione e Cultura dei Media all'Università degli studi di Torino. Dall’aprile 2011 scrivo su Generazione Zero, all’interno del quale ho ricoperto la carica di direttore editoriale dall'agosto 2013 fino a settembre 2014. Per circa un anno sono stato il responsabile delle risorse umane, ruolo che mi ha permesso di coordinare i rapporti tra gli autori e i collaboratori. Mi sono occupato di diversi temi curato nei miei articoli, dall'ambiente, alla politica, passando per i tanti problemi che affliggono gli studenti, i precari e gli immigrati. I miei articoli sono apparsi su I Siciliani giovani, rivista mensile di antimafia, mentre in passato ho collaborato con il mensile d’inchiesta Il Clandestino con permesso di soggiorno. Dal 2016 coordino le attività di ufficio stampa dell'Associazione Generazione Zero.

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