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Anonymous blocca il sito di Casapound

Fin dalla sua formazione, Casapound, si è rivelata per quello che è, un’associazione di nostalgici del ventennio, che al grido di “Dio, Patria, Famiglia”, fa parlare di se da ormai diversi anni. Tralasciando l’appropriazione di personaggi storici della cultura comunista e socialista, non sono pochi, gli episodi di violenza che hanno fatto parlare la stampa di tutta Italia, tra i più recenti (e tristemente famosi), l’omicidio a Firenze nel 2011 di due senegalesi, da parte di un militante dell’associazione stessa e ultimo in lista, l’arresto di alcuni militanti della colonna partenopea dell’associazione per con l’accusa di detenzione di armi da fuoco e l’intenzione di voler stuprare una ragazza ebrea napoletana.

Da alcuni giorni, però, il loro sito risulta stranamente non più funzionante. A rivendicare l’azione, con un comunicato ufficiale leggibile sul proprio blog, è la rete di hacker Anonymous Italia. L’associazione, motiva il gesto descrivendo CasaPound come un’organizzazione “fondata inconfutabilmente su ideali vilmente discriminatori e violenti propri del fascismo”. Inoltre ha proposto una petizione online sul sito http://www.thepetitionsite.com/, indirizzata direttamente al Presidente della Repubblica, attraverso la quale chiede esplicitamente lo scioglimento di un’associazione basata sulla violenza e sull’odio razziale: “Ai sensi della legge 20 giugno 1952 n.645 art. 4, ‘Apologia del fascismo’, chiediamo l’immediato scioglimento di associazioni fasciste, a partire da CasaPound e, pertanto, oscuriamo il sito www.casapounditalia.org”. A far scattare la molla, la presentazione di candidati alle elezioni politiche del mese scorso, fatto che, secondo Anonymus, ha trasformato, di fatto, l’associazione in un vero e proprio partito. 

Sebastiano Cugnata

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