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Hugo Chàvez è morto: chi ride e chi piange 

Tempo di lettura: 2 minutiSimón Bolívar, padre della nostra Patria e guida della nostra Rivoluzione, giurò di non dare riposo alle sue braccia, né dare riposo alla sua anima, fino a vedere l’America libera. Noi non daremo riposo alle nostre braccia, né riposo alla nostra anima fino a quando non sarà salva l’umanità.

 

Hugo Rafael Chávez Frías

 (Discorso alla sessione per il 60° anniversario dell’ONU, 15 settembre 2005)

 

Ieri, nel pomeriggio venezuelano (da noi erano quasi le 23.00) Hugo Chávez ha smesso di lottare. Il leader del Venezuela muore a causa una brutta malattia che non gli ha dato modo di cominciare il nuovo mandato, dopo essere stato rieletto nell’ottobre del 2012. Aveva cinquantotto anni. Dal 2011 soffriva di una terribile malattia, un cancro nella regione pelvica che ha poi interessato anche il fegato e il midollo spinale. Chávez si era sottoposto a diversi interventi per rimuovere il tumore e nel dicembre del 2012 fu operato nuovamente nel paese dell’amico Fidel Castro, Cuba. Dopo il rientro a Caracas, però, un’infezione polmonare ha colpito Chávez che, dopo una lotta per circa due mesi, si è dovuto arrendere, per sempre.
Il vicepresidente, Nicolàs Maduro, ha dato, visibilmente commosso, l’annuncio della morte:

https://www.youtube.com/watch?v=EXNymZU–30

Hugo Rafael Chávez Frías, nacque a Sabaneta il 28 luglio 1954. Ancora ragazzo, all’età di diciassette anni, si arruolò nell’Accademia Venezuelana di Arti Militari e, dopo aver conseguito la laurea in Scienze e Arti militari, si iscrisse alla facoltà di Scienze politiche all’Università Simon Bolivar di Caracas, senza comunque ottenere la laurea.
La figura di Simon Bolivar fu fondamentale per l’educazione politica di Chávez, oltre ad altri intellettuali che hanno segnato il pensiero di sinistra, come Marx e Lenin. Sin da ragazzo iniziò quindi a delinearsi il pensiero politico di Chávez, che prevedeva l’unione dei hugo-chavez-health-not-improving-dyingpaesi dell’America latina, in chiave anti-imperialista, e la promozione di un socialismo nazionale anti-americano e anti-liberista. Nel 1992 fu tra i fautori di un colpo di stato militare che però fallì e lo stesso Chávez fu imprigionato. Dopo due anni fu scarcerato grazie ad un’amnistia e nel 1997 fondò il partito Movimento Quinta Repubblica che vinse le elezioni del 1998. Chávez nel 1999 divenne  così il presidente del Venezuela. Presidente fino a ieri pomeriggio.
La politica chavista ha fatto sì che la povertà nel Venezuela diminuisse di diversi punti percentuali, mentre anno dopo anno crebbe l’alfabetizzazione. La nazionalizzazione del petrolio e altre mosse politiche socialiste, le belle parole nei confronti di Gheddafi o di Ahmadinejad, hanno diviso per anni il mondo intero: chi l’ha considerato come un dittatore, chi l’ha paragonato a Castro, chi l’ha visto come una leader che ha saputo migliorare le condizioni di vita dei venezuelani. Sicuramente Hugo Chávez è stato un po’ di tutto.
In questi quattordici anni abbiamo assistito alle accese critiche da parte dei liberisti e degli americanisti, ma allo stesso modo abbiamo osservato come il Venezuela, e forse tutto il Sudamerica, sia entrato in una nuova fase della sua storia. In un mondo occidentale come il nostro, dove l’economia inciampa e dove la disoccupazione e il precariato crescono, viene da chiedersi più di una volta che cosa, e non chi, sia stato effettivamente Hugo Chávez. Senza cadere nei giudizi troppo affrettati.

 

Attilio Occhipinti

 

 

About the author: attilio occhipinti

Nato a Ragusa nel 1989, sono laureto in Filosofia presso la Facoltà degli studi di Catania e in Comunicazione e Cultura dei Media all'Università degli studi di Torino. Dall’aprile 2011 scrivo su Generazione Zero, all’interno del quale ho ricoperto la carica di direttore editoriale dall'agosto 2013 fino a settembre 2014. Per circa un anno sono stato il responsabile delle risorse umane, ruolo che mi ha permesso di coordinare i rapporti tra gli autori e i collaboratori. Mi sono occupato di diversi temi curato nei miei articoli, dall'ambiente, alla politica, passando per i tanti problemi che affliggono gli studenti, i precari e gli immigrati. I miei articoli sono apparsi su I Siciliani giovani, rivista mensile di antimafia, mentre in passato ho collaborato con il mensile d’inchiesta Il Clandestino con permesso di soggiorno. Dal 2016 coordino le attività di ufficio stampa dell'Associazione Generazione Zero.

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