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Dall’URSS con amore 

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Un caso inaspettato

Cosa succede se, da militante, ti permetti di criticare le scelte della direzione del partito? Forse nemmeno la direzione generale del Pcus si sarebbe cimentata in una tale mancanza di democrazia, come quella perpetrata da più di un mese a questa parte, ma acuitesi alcuni giorni fa a Catania. Vincenzo Rosa, è un militante del Pdci, addirittura, uno dei dirigenti della sezione giovanile Fgci catanese, colpevole di aver, assieme al coordinamento provinciale di cui lui stesso era il dirigente, criticato, come è normale fare all’interno di un’associazione (il partito), che più di ogni altra dovrebbe rappresentare l’essenza della democrazia, le decisioni della segreteria nazionale, cioè Diliberto e il suo dirigente nazionale, il catanese Orazio Licandro.

Le grandi purghe

Il pomo della discordia, è da ricercare, questa volta, nei repentini cambi di decisione, assunti dal Pdci, in merito alle alleanze in campagna elettorale (e alla possibilità di avere un posticino in Parlamento) e alle critiche subite da parte della sezione catanese della Fgci, di fatto, successivamente alla pubblicazione del documento di critica, smembrata per ordine della direzione. Questione sotto gli occhi di tutti, è che le decisioni di Diliberto e dei suoi collaboratori sono state nel giro di un mese tra le più rocambolesche, passando da proposte di alleanze con Vendola, a Bersani per poi puntare sul cavallo Ingroia.
Facile che tra i militanti, specie tra i più giovani, possano sorgere delle incomprensioni, in merito alle decisioni della segreteria nazionale; facile anche che molti comunisti addirittura esterni al partito abbiano dapprima non compreso e poi ampiamente criticato, le decisioni di un partito che, con il nome che porta, dovrebbe stare ben attento ad allearsi con il PD, che di sinistra ha ormai ben poco. Ma non divaghiamo troppo.

Lo scontro

Direttamente collegato a questo, il fatto verificatesi giorno 29 dicembre, appunto, a Catania, durante la presentazione da parte di

Il noto leader comunista Stalin, famoso per le sue purghe

Licandro, del completo appoggio alla lista Ingroia, proprio mentre, negli stessi istanti, è lo stesso magistrato palermitano a presentare a Roma, la lista Rivoluzione Civile. L’arrivo di Rosa e degli altri militanti “dissidenti”, accende subito la miccia, tanto che è vietato loro entrare ed assistere, come se fosse la conferenza stampa di Licandro e non un attivo regionale, addirittura tramite l’intervento delle forze dell’ordine.
In merito alla questione, abbiamo sentito Vincenzo Rosa che ci ha lasciato queste dichiarazioni: “Come giovani della Fgci, di cui io ero coordinatore provinciale (giovanile del pdci), ci siamo recati all’attivo regionale (aperto tra l’altro al “pubblico” perchè si presentava la lista Rivoluzione Civile), per presentare un ODG in cui si chiedeva il ritiro dell’azzeramento della Fgci. Infatti, ai primi di dicembre e a seguito della produzione di un documento politico da parte nostra, nel quale contestavamo la scelta del partito di inseguire il Pd e partecipare alle primarie, io venivo dimesso di imperio da Orazio Licandro e dalla segreteria provinciale e la Fgci catanese commissariata. Il tutto avvenuto calpestando i procedimenti previsti dallo statuto nazionale del partito. Come si può vedere dal video da noi prodotto, non solo ci è stato impedito di potere presentare l’ODG, ma addirittura è stata chiamata la Digos per vietarci l’ingresso. Gli agenti (increduli per quanto stava accadendo) hanno proceduto alla nostra identificazione informandoci del fatto che se non fossimo andati via, il responsabile (cioè il segr. provinciale) avrebbe sporto denuncia per violazione di privato domicilio”.

Per la democrazia nel PdcI

Le manifestazioni di solidarietà verso i ragazzi della Fgci, creatori tra l’altro del blog “Per la democrazia nei comunisti italiani“, espresse da parte di numerosi compagni, non sono state, ovviamente, bene accolte dai dirigenti del Pdci. Vedi i casi di Malerba, giornalista, tacciato d’essere uno “Spaccatore della sinistra catanese”, e  Goffredo D’antona, di Avvocati Liberi. Dell’avvocato abbiamo raccolto le dichiarazioni:

Non sono iscritto a nessun partito, ho cari amici sia nel PDCI che in Rifondazione. Ritengo la vicenda, sia pur spiacevole, comunque superata. E spero che le incomprensioni possano essere un giorno chiarite.
Altra precisazione che tengo a fare riguarda il professor Licandro.
Nel 2008, circolava nell’ambito della sinistra catanese il suo nome come possibile candidato sindaco. Sul suo nome furono posti dei veti, da una parte della sinistra catanese, veti che io non condivisi in alcun modo, ribadendo, nel mio piccolo, che la scelta su Licandro poteva essere una giusta scelta.
Di ciò, me ne ha dato atto di recente l’allora segretario provinciale del PDCI Salvo Cannata, avvocato come me e mio caro amico.
In merito alla qurelle.
Come più volte ribadito mi sono limitato a dare la mia personale solidarietà, ad un mio amico Vincenzo Rosa, per quanto accadutogli. Solidarietà da amico ad amico ed in veste personale, non avendo nessun ruolo se non quella di fare l’avvocato.
Non ho compreso perché questo mio gesto sia stato amplificato e intepretato come un mezzo per colpire il dott. Ingroia. Ho pubblicamente espresso delle perplessità, sulla lista Ingroia, Come tanti hanno fatto. Non ho bisogno di trovare pretesti indiretti. Le cose che non condivido mi piace esprimerle per iscritto sempre mettendo il mio nome e cognome.
Non ero presente i fatti del 29 dicembre, in ogni caso, ritengo sempre sbagliato chiamare le forze dell’ ordine in ambito politico, e in ambito dello stesso partito.
Come prima evidenziato quello che dovevo dire l’ho detto. E considero la vicenda chiusa.
Spero che al più presto venga chiarita e risolta la querelle tra e negli organi del PDCI e la FGCI catanese, lo dico anche qui in veste personale.

 

 Sebastiano Cugnata

 

About the author: Sebastiano Cugnata

Sono nato a Ragusa il 23 Luglio 1992. Ho conseguito la laurea in Filosofia all'Università di Catania. Nel dicembre del 2011 ho avuto l'opportunità di far parte della redazione di Generazione Zero.

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