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    Altragricoltura in sciopero della fame 

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    La protesta eclatante di Altragricoltura mette a nudo una verità sacrosanta. E’ finito il tempo delle passerelle, degli annunci mediatici, del teatrino della politica. Il tempo delle parole vuote e dei giochetti elettoralistici è finito.

    Il campo per un tentativo di salvataggio della nostra serricoltura non è quello localistico e delle misere beghe dei soliti noti, bensì quello regionale.

    I punti programmatici e rivendicativi di Altragricoltura sono condivisibili e attuabili.

    La Regione Sicilia deve invertire l’indirizzo economico fino ad oggi seguito.

    La Sicilia non può e non deve trasformarci in piattaforma commerciale a tutto svantaggio delle nostre produzioni agricole. Occorre attuare una nuova politica economica che sappia garantire il lavoro e la certezza del reddito delle nostre micro e piccole imprese, vero tessuto economico della Sicilia.

    Chiediamo al Presidente Crocetta di dare risposte concrete.

    Gli annunci mediatici sapientemente “gonfiati” e gli ovvi provvedimenti di normale amministrazione, da tempo auspicati, di tagli ad insopportabili provvedimenti di Cuffaro e di Lombardo (sostenuto anche dal PD) non riescono più a coprire una realtà governativa di improvvisazione e di mancanza di programmazione.

    Deve venire a Vittoria non per distribuire premi in manifestazioni inutili ed essere contestato, giustamente per l’ambiguità verso il MUOS, ma per confrontarsi con gli agricoltori e dare indicazioni chiare e concrete.

    I primi provvedimenti di natura economica, però, sono in continuità con il “modello Confindustria” del suo predecessore, e la nomina di un funzionario della Confindustria ad Assessore all’economia, ne è la conferma.

    Un modello che condanna all’emarginazione e alla chiusura le micro e piccole imprese. Invece di collegarsi con le organizzazioni e i movimenti che rappresentano questi operatori, che rappresentano più del novanta per cento delle imprese, preferisce raccordarsi con Confindustria che è solo una minoranza di grandi imprese.

    Bisogna far valere le prerogative dello Statuto Siciliano:

    Occorrono:

    1) La rimodulazione delle misure del P.S.R. a favore delle micro e piccole imprese (non solo agricole);

    2) La moratoria dei debiti, l’impignorabilità dei mezzi da lavoro e l’istituzione di un organo di controllo sull’attività vessatoria (nella maggior parte dei casi) di Riscossione Sicilia (ex SERIT) e la trasformazione del concessionario da una società per azioni in un istituto a misura di cittadino e di impresa, non legato alla sola logica del profitto ma a quella di una riscossione esattoriale umana.

    3) l’istituzione del catasto dell’ortofrutta e delle coltivazioni, così da permettere di sapere cosa si produce nei territori, quante imprese vi operano e cosa coltivano, cosa che chiediamo da diversi anni. Si tratta di uno strumento di programmazione capace di garantire una efficace difesa delle nostre produzione di qualità dall’attacco della omologazione di prodotti simili, ma di qualità inferiore prodotti altrove.

    Purtroppo la proposta di istituzione del catasto è stata fortemente osteggiata non solo da tutto il centro destra, da Cuffaro e da Lombardo e da tutti i sostenitori del neoliberismo ma anche dal silenzio colpevole del PD e dei tanti grilli parlanti.

    Di queste cose deve occuparsi il Presidente Crocetta.

    Nel manifestare la nostra solidarietà ad Altragricoltura non possiamo non sottolineare l’inadeguatezza della nostra classe politica (basti pensare alla scelta autoreferenziale dei dirigenti locali di SEL che hanno impedito a Malannino e agli agricoltori di candidarsi nella lista unitaria della Sinistra alle recenti Regionali determinandone la sconfitta) emerge con forza l’esigenza di respingere la logica gattopardiana, delle finte rivoluzioni e delle finte opposizioni utili solo a far restare tutto come prima non cambiando nulla.

    Vittoria, 08/12/2012

      Davide Guastella, segreteria Rifondazione – Federazione della Sinistra (FdS)

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