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    IKEA – Perle ai porci o veleno ai cani? 

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    “Una multinazionale è più vicina al totalitarismo di qualunque altra istituzione umana.”

    (Noam Chomsky)

    IL CASO

     

    Il colosso svedese IKEA negli ultimi tempi vola fra le nubi ed il fango. L’exploit commerciale della catena e gli spot iper-progressisti hanno avuto, negli ultimi anni, il compito di dare alla multinazionale un volto umano. Il rovescio della medaglia è stato il rozzo trattamento, qualche settimana fa, di impiegati che vegetano, di fatto, in un precariato prossimo alla cattività.
    Un’ulteriore tegola arriva, adesso, dalla città di Catania dove l’ennesimo accadimento controverso rischia di minare ancor di più l’immagine “progressista” dell’azienda svedese. Il problema in questione è relativo all’avvelenamento di tre cani in prossimità del parcheggio dell’IKEA della cittadina del liotru (vd. elefante)Ovviamente la prima, cinica, considerazione che ci viene in mente è quella che il profitto che non si arresta né di fronte allo sfruttamento né alla miseria e, dunque, non potrà certamente accogliere con la morte nel cuore l’avvelenamento di queste tre povere bestie. Dal canto suo la multinazionale svedese dell’arredamento, rigetta le “imputazioni” ribattendo di avere contattato le autorità nominate al controllo e alla cura degli animali randagi.

     

    QUALE VALORE HA UNA VITA?

     

    Questo sottotitolo non deve essere considerato nell’ambito di una mera propaganda animalista. Sinceramente, però, il dubbio legittimo che in questa città il diritto alla vita, umana o animale, non sia completamente rispettato sopraggiunge quasi immediato. Per esempio, pare chiaro come lo stato di abbandono delle periferie (in questo caso la zona industriale catanese) faccia proliferare il randagismo: questi poveri reietti della società vagano in cerca di cibo come zombie menomati dal degrado civile di un’intera cittadina. A volte il rimedio (vedi le “epurazioni” di massa di alcune città dell’est europeo) appare sotto forma di “soluzione finale”: i randagi vengono prima perseguitati, poi avvelenati e infine rastrellati. Non stiamo di certo profetizzando sulle future mosse della comunità catanese, periferica o no, non sia mai, ma quando l’avvelenamento di tre animali in un parcheggio di una multinazionale dell’estremo Nord europeo accade con cotanta facilità ed indifferenza, facilmente ci si chiede: dove finisce la società civile ed il suo tanto acclamato progresso?

     

     

     

    Simone Bellitto

    About the author: Simone Bellitto

    Simone “Bob” Bellitto. Nato a S.Agata di Militello (ME) nel 1987. Nato e cresciuto sul giornale on-line “Megaron”, ha collaborato e collabora a giornali on-line quali “Dietrolequinte”, “La Zanzara”, “Abits” e da maggio 2011 a “Generazione Zero” di cui attualmente è redattore nonché operaio in prima linea. Ha partecipato come redattore al progetto europeo “Generazione Zero Sicilia“, finanziato dal programma “Gioventù in Azione”. Scrive di storia, spazio civile, ingiustizie di vario genere e entità. Appassionato di cinema e musica, ha riversato per intero la sua passione per il sociale e per il buon giornalismo nel progetto di Generazione Zero, per una Sicilia migliore o perlomeno più informata.

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