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    Usa il volto di una vittima di mafia per la campagna elettorale 

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    mafia vittima

    Graziella Campagna


    Graziella Campagna
    era una ragazza, una ragazza di 17 anni. Faceva la stiratrice a Villafranca Tirrena, nel messinese, un mestiere da 150mila lire al mese, in nero, negli anni ’80. La sua è una storia di ragazze di Sicilia, come tante questa terra ne sa regalare, se non fosse che la vita le venne spezzata, il 12 dicembre dell’85, da cinque colpi di fucile a canne mozze. La complicata vicenda giudiziaria che porterà all’ergastolo per Gerlando Alberti junior e Giovanni Sutera è forse emblematica della lentezza della nostra macchina giudiziaria, forse troppo inquinata da quel partito che si rubrica sotto il nome di “garantista” e farebbe meglio farsi chiamare “dell’impunità”, perlomeno quando ci sono di mezzo vicende mafiose. Eppure, è anche emblematica del buon lavoro compiuto dalla magistratura, in queste terre maledette. Ma, sgradevoli indulti e lungaggini a parte, la storia di Graziella Campagna è oggi al centro di altri dissapori.
    Il politico Buzzanca ha usato il volto di Graziella a fini impropri, cioè per un proprio manifesto elettorale, nel quale proprio la stessa ragazza è incorniciata in una sorta di palla di Natale, di quelle che s’appendono all’abete. La cosa ha naturalmente destato un certo sdegno nell’opinione pubblica dell’antimafia, ma, sopratutto, ha visto la reazione dei familiari della vittima, che hanno rilasciato un comunicato.

    “La famiglia Campagna invita l’onorevole Giuseppe Buzzanca a ritirare i manifesti elettorali nei quali viene associata la sua immagine alla foto di Graziella, uccisa dalla mafia il 12 dicembre del 1985, o comunque a voler eliminare dal manifesto la fotografia di Graziella, per motivi di buon gusto, oltre che di decenza. La famiglia Campagna si considera distinta e distante dal modo di fare politica di Buzzanca e del suo partito nonché dalla sua cultura e dai suoi trascorsi politici.

    La mafia si combatte in altre sedi e le vittime di mafia, come Graziella Campagna, si devono ricordare con altri metodi e con gesti concreti, non con le parole o gli slogan elettorali.”

    Messina 22/09/2012

    La famiglia Campagna

     

    La risposta di Buzzanca, apparsa sul blog il 22 settembre, spiega le ragioni di un tale coinvolgimento e chiede scusa ai familiari.

    Apprendo con rammarico il contenuto del comunicato stampa diffuso dalla Famiglia Campagna alla quale, prescindendo da qualsiasi equivoco od errore sorto nella redazione della locandina elettorale, porgo le mie più sentite scuse. Tengo comunque a precisare che l’intento del redattore della locandina elettorale è stato quello di associare la mia immagine ad una serie di iniziative portate a termine nel corso della mia sindacatura, tra le quali la manifestazione promossa nel 2008 dall’Assessorato Arredo urbano, denominata “l’Albero del Villaggio”, con la quale ha inteso coinvolgere tutti i villaggi del comune di Messina in un Natale insieme. Abbattendo i confini e le separazioni tra centro cittadino e periferie, ciascun villaggio è stato invitato ad allestire un Albero di Natale da collocare in prossimità della piazza principale, che si imponesse all’attenzione della commissione scientifica nominata per valutare  il valore ed i contenuti di interesse socio culturale rappresentati attraverso un messaggio che in occasione del Natale imponesse momenti di riflessione  e di attenzione sui temi proposti liberamente da ciascuno. Tra gli alberi di Natale giudicati di maggiore interesse dalla commissione e che sono stati ritenuti meritevoli di menzione c’è quello di Tremestieri, collocato davanti alla chiesa madre del villaggio.

    All’interno di ciascun addobbo i ragazzi  della parrocchia hanno inserito le fotografie delle vittime della violenza e della mafia volendo in questo modo rendere omaggio alla loro memoria ed invitare tutti a non dimenticare.

    Nel ribadire le mie scuse alla famiglia Campagna, respingo comunque qualsiasi tipo di strumentalizzazione della vicenda con finalità politiche.

    Giuseppe Buzzanca

    Giulio Pitroso

     

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