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    SINDACO di Catania: ma anche…BERETTA 

    Tempo di lettura: 2 minutiNella sede arcivescovile del Museo diocesano, l’on. Giuseppe Beretta (Pd) ha annunciato la sua candidatura a Sindaco di Catania. Avremmo esclamato l’HABEMUS PAPAM, ma da Moretti in poi sappiamo che l’investitura provoca gravissimi danni psichici a chi è chiamato a portare la croce della responsabilità. Non è questo il caso del nostro Giuseppe, che è pronto, non solo a una tale responsabilità, anche ad imporre a se e al popolo siciliano la Croce(tta) della Presidenza della Regione. Una croce piccola, ma non meno pesante, e in diretta continuità con quella del “Gran Lombardo”.L’annunzio era nell’aria: non c’era iniziativa della Cgil a cui non partecipasse, assieme alla deputata regionale del Pd Concetta Raia, che si discutesse della mobilità urbana o dei call center.

    Un uomo dal multiforme ingegno, cui la sorte imporrà un lungo errare. Ma, poiché la grazia divina che avvolge il luogo dell’annunciazione può risultare insufficiente all’esito vittorioso, è stato più opportuno invocare altre e più terrene garanzie. A rassicurare i catanesi vengono chiamati “i moderati”, una setta di torinesi sostenitori di Fassino e della Tav, e che si definiscono “formazione politica centrista liberale”.

    Francamente non ce n’era bisogno.Tutti conosciamo il Pd catanese e il suo deputato, il suo sostegno caloroso a Lombardo, l’organicità delle sue pratiche consociative. In ogni caso, per Beretta, l’evocare l’alleanza  tra il trono, l’altare e tutte le potenze della vecchia Italia, può servire ad allontanare lo spettro che lo impaurisce.

    Più interessante è chiedersi chi siano questi “moderati”. Tra essi il deputato Portas e l’imprenditore Francesco Tornatore, due imprenditori di call center con i quali la Cgil qualche settimana fa ha concluso accordi ed organizzato un convegno alla Baia verde. Di essi discuteremo in dettaglio. Quello che colpisce è l’elenco dei sostenitori: dal segretario della Cgil Villari al presidente della Compagnia delle Opere (Comunione e Liberazione).

    D’altra parte Beretta è esplicito: vuole un incontro con “imprenditori, liberi professionisti, MA ANCHE CON I LAVORATORI”. Veltroni ha colpito ancora: Calearo non è bastato. Ma è probabile che i lavoratori, che dagli imprenditori e dai liberi professionisti sono sfruttati e vessati, lascino Beretta solo, in compagnia dei primi. Non prevalebunt.

    Per il circolo Rosa Luxemburg del Prc di Catania, Gabriele Centineo

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