Migranti, giovani, precari, ambiente|domenica, luglio 12, 2020
Ti trovi qui: Home » News » La banale marcia dei ‘sdisanurati

    La banale marcia dei ‘sdisanurati 

    Tempo di lettura: 2 minuti

    Una sera di mezza estate per ricordare

    Ragusa Ibla

    Il 19 luglio è una data particolare per chi è nato nel triangolo di terra che galleggia sul Mediterraneo meglio conosciuto con il nome di “Sicilia”. Il 19 luglio, così come il 23 maggio, è un giorno di memoria, di spinta e di azione. Il 19 luglio 2012 quattro movimenti della futura ex-provincia di Ragusa hanno dato vita ad una serata di commemorazione per Paolo Borsellino e per tutte le vittime illustri della mafia, elencate durante un corteo da P.zza San Giorgio alla Villa di Ragusa Ibla. La folla non era sicuramente quella delle grandi occasioni, a causa probabilmente della notte di mezza estate in cui ha avuto luogo la manifestazione, ma ha annoverato alcune presenze illustri: il sindaco Nello Dipasquale, il suo avversario politico Peppe Calabrese e il Presidente al Consiglio Comunale Giuseppe Di Noia. Significativa e particolare la presenza di questi uomini, sorridenti e amici davanti ai flash, ringhianti e subdoli davanti alle penne. Inoltre è sembrata piuttosto strana la presenza di qualcuno, soprattutto per le implicazioni personali in ambiti poco onorevoli.

     

    L’altra Ragusa

    “La mafia è dentro le istituzioni, dentro la politica” abbiamo ascoltato durante il dibattito aperto quando il corteo è giunto all’interno della Villa di Ragusa Ibla. La mafia è un atteggiamento che non è definibile soltanto in ambito giuridico come lo stesso Borsellino spiega nel discorso tenuto agli studenti dell’Istituto Tecnico Professionale di Bassano del Grappa; la mafia è molto più, la mafia è soprattutto mutismo e rassegnazione di chi si accontenta di una bella parola per mettersi l’anima in pace con un passato e con un presente ingombrante. Sembra, infatti, questo il filo rosso della manifestazione del 19 luglio: un corteo e un tam-tam di consuete banalità che lasciano il tempo che trovano se le azioni non avvalorano questo spirito d’iniziativa (non nuovo a Ragusa) e degno di lode, ma fine a se stesso. Le parole assumono un significato solo se correlate ad una azione che non può rimanere circoscritta all’ambito delle speranze. Ragusa è molto più che manifestazioni, movida e politica: Ragusa è anche mafia con una piccola differenza rispetto al contesto siciliano degli anni ‘90: a Ragusa ha sempre giocato a nascondino e continua a farlo, trovando terreno fertile in quegli uomini “‘sdisanurati” che amministrano la cosa pubblica.

     

    Simone Lo Presti

    About the author: attilio occhipinti

    Nato a Ragusa nel 1989, sono laureto in Filosofia presso la Facoltà degli studi di Catania e in Comunicazione e Cultura dei Media all'Università degli studi di Torino. Dall’aprile 2011 scrivo su Generazione Zero, all’interno del quale ho ricoperto la carica di direttore editoriale dall'agosto 2013 fino a settembre 2014. Per circa un anno sono stato il responsabile delle risorse umane, ruolo che mi ha permesso di coordinare i rapporti tra gli autori e i collaboratori. Mi sono occupato di diversi temi curato nei miei articoli, dall'ambiente, alla politica, passando per i tanti problemi che affliggono gli studenti, i precari e gli immigrati. I miei articoli sono apparsi su I Siciliani giovani, rivista mensile di antimafia, mentre in passato ho collaborato con il mensile d’inchiesta Il Clandestino con permesso di soggiorno. Dal 2016 coordino le attività di ufficio stampa dell'Associazione Generazione Zero.

    Aggiungi commento