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Piazza Statuto: Mezzo secolo dopo 

Cinquant’anni fa a Torino

Piazza Statuto. Torino. Cinquant’anni fa, fra il 6 ed il 10 luglio 1962, ci furono le premesse per l’evidente dissoluzione di un sogno di ritrovata agiatezza nel miracolo economico. La propaganda del benessere e del consumo toccava la sua apoteosi. In quei giorni la UIL ebbe la “fantastica” idea di approvare con la FIAT, separatamente dagli altri sindacati del lavoro, un contratto per i metalmeccanici che avrebbe gravemente leso i diritti di questi ultimi. Quest’ulteriore schiaffo alla dignità fece montare in collera una moltitudine di lavoratori che non tollerava più l’idea di essere ancora dissanguato miseramente. Lo sciopero generale ed i disordini con le forze di polizia di quei giorni furono il sintomo di qualcosa che stava cambiando. Un anticipo debordante della contestazione sessantottina. Fu lotta senza quartiere contro i padroni per difendere lavoro e salariati.

E oggi?

Oggi cosa ci rimane delle ceneri di Piazza Statuto? Da più parti trova appoggio l’esecutivo di un governo crudelmente neoliberista. Gli altri tacciono o fanno finta di nulla. Una risposta come quella di mezzo secolo fa sembra impossibile. Che ne sarà di questo paese lasciato alla deriva? Si avrà più il coraggio di portare la lotta nelle piazze senza paura come in quel determinato periodo storico?

 

Di Simone Bellitto

 

 

 

About the author: Simone Bellitto

Simone “Bob” Bellitto. Nato a S.Agata di Militello (ME) nel 1987. Nato e cresciuto sul giornale on-line “Megaron”, ha collaborato e collabora a giornali on-line quali “Dietrolequinte”, “La Zanzara”, “Abits” e da maggio 2011 a “Generazione Zero” di cui attualmente è redattore nonché operaio in prima linea. Ha partecipato come redattore al progetto europeo “Generazione Zero Sicilia“, finanziato dal programma “Gioventù in Azione”. Scrive di storia, spazio civile, ingiustizie di vario genere e entità. Appassionato di cinema e musica, ha riversato per intero la sua passione per il sociale e per il buon giornalismo nel progetto di Generazione Zero, per una Sicilia migliore o perlomeno più informata.

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