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    Operazione Crocetta. Parla Mimmo Cosentino (Dossier “Qualcosa è cambiato?”) 

    Tempo di lettura: 3 minuti

    Abbiamo ascoltato Mimmo Cosentino, responsabile organizzazione del Partito della Rifondazione Comunista in Sicilia in merito ai cambiamenti politici che stanno attraversando la Sicilia

     

    Come giudica la condizione politica della Sicilia dopo le amministrative e in vista delle elezioni regionali di ottobre?

    Siamo ad un passaggio di grandi mutamenti politici, simile a quello dei primi anni novanta. Allora il cambiamento ebbe due caratteristiche. Fu indirizzato sulle forme di governo e sulla costruzione del consenso attorno a singole figure (i sindaci della primavera: Bianco e Orlando), procedendo su una modernizzazione istituzionale portata avanti dal Prof. Libertini, uomo del Pds legato alle grandi aziende capitalistiche, che concentrava i poteri nelle mani degli esecutivi e vanificava i controlli amministrativi e il ruolo dei consigli comunali. Sono stati i Novanta e il primo decennio del ventunesimo secolo gli anni del rilancio della grande accumulazione in Sicilia: i finanziamenti delle grandi opere come la privatizzazione dei servizi pubblici,

    Logo Pd

    a partire da sanità, acqua, rifiuti, hanno premiato i consorzi tra imprese del nord, nuovi cavalieri del lavoro, lega delle cooperative. Il gattopardo non solo ha vinto ancora una volta, ma ora l’opposizione e i cittadini non hanno strumenti amministrativi per impedire l’assalto alla diligenza. Ti faccio notare che settori dell’antimafia rituale, della cosiddetta società civile, cavalcarono questo “rinnovamento”, che non faceva i conti con le questioni nodali della democrazia e dell’economia politica. Sono gli stessi personaggi (ci sono anche settantenni e ottantenni) che oggi cavalcano l’anticasta, il grillismo, il Crocetta sostenuto da Confindustria Sicilia, da Lumia e Cracolici, allo spregiudicato sindaco di Vittoria, dalla parte della Cgil avvezza al peggiore consociativismo e alle squallide lottizzazioni clientelari, e che su La Sicilia del 25/6 riceve la dichiarazione di sostegno alla sua elezione a Governatore del capogruppo dell’Mpa all’Ars D’Agostino. E’ lo stesso schieramento che ha sostenuto il Lombardo accusato di rapporti con la mafia, e che poi ha provato a mettere le mani su Palermo con Ferrandelli, non riuscendo nell’intento.
    Oggi però il passaggio di fase avviene cavalcando, nel pieno della crisi economica, l’onda dell’autonomismo, per contrattare (art. 38 dello Statuto regionale) con lo stato centrale l’entità delle  risorse e decidendo quali settori delle classi dirigenti isolane debbano gestirle e giovarsene. Bruciato il consenso dei berlusconiani, viene avanti un aggregato trasversale e trasformista, che comprende anche l’incredibile Sonia Alfano. Non è per caso che di questo schieramento faccia parte il cavaliere Mario Ciancio, e che La Sicilia sia uno dei maggiori sponsor dell’operazione Crocetta, così come lo è stato nel sostegno a Lombardo.

     

    A Palagonia Valerio Marletta, candidato sindaco della lista Palagonia Bene Comune (Fds e IDV), ha stravinto. Si aspettava un risultato così? Cosa significa questa vittoria?

    Palagonia è stato un successo importante, cosi come Barcellona Pozzo di Gotto, dove la Sinistra con dentro anche la Cgil, vince contro la mafia, contro Nania, ma anche contro Crocetta e l’Alfano. Tutto ciò ci dice che esistono nella realtà siciliana esperienze di alternativa significative e una crescente disponibilità di settori sociali indisponibili alla omologazione e alla passivizzazione.

     

    Quanto inciderà la figura e l’operato di Raffaele Lombardo nella scelta dei Siciliani quando si presenteranno alle urne? Lo avranno già dimenticato?

    Lombardo ha trasformato la Regione siciliana in una macchina infernale di clientele e di riproduzione del consenso, che portano dritto al dissesto finanziario dell’ente. Nella campagna elettorale peserà anche questo, così come la sua diabolica capacità di collocare pezzi di classe dirigente cooptata dal mondo delle professioni, mixando eredi dell’entourage cuffariano con nuove facce, da Massimo Russo a figure pubblicamente spendibili, per intestarsi sotto mentite spoglie il merito del rinnovamento. Alle elezioni regionali Lombardo proverà ad essere presente nei diversi schieramenti, sicuro di potere, novello caimano, riprendersi il potere. Il problema non è Lombardo, ma la sua lucida e spregiudicata disponibilità a rappresentare gli interessi e gli affari della borghesia mafiosa. E qui sta il nodo di quale alternativa, delle forze, dei tempi, delle alleanze, dei passaggi da fare. Sapendo che un atteggiamento idealistico neohegeliano fa il gioco dell’avversario. NON ABBIAMO BISOGNO DI NARCISI E AVVENTURIERI.

     

    In linea con il nostro dossier: qualcosa è cambiato?

    La domanda merita una risposta aperta. Sì, se non prevalgono nella sinistra sociale e politica chiusure autoreferenziali e/o politicismi. Occorre una rottura consapevole e intelligente per spostare in avanti i risultati della primavera. Ricordiamoci che l’esito elettorale ci ha consegnato un quadro confuso dominato dalle liste civiche e dalla frammentazione. Voglio ricordare come l’esito referendario abbia oggi un approdo che tradisce quella vittoria, che l’art. 18 e la riforma del mercato del lavoro passano con i voti del Pd e la sostanziale accettazione della maggioranza della Cgil, che a sinistra si muove poco e spesso con poca efficacia. Necessita un lavoro paziente di ricostruzione teorica, organizzativa, unitaria, sociale e politica della sinistra. Magari rilanciando il lavoro d’inchiesta nei territori. Non è, non sarà facile, il pensiero unico liberista ha avvelenato tutti i pozzi, compresi quelli dell’antimafia. Fatte salve le dovute eccezioni. Eccezioni, appunto.

     

     

    Intervista di Attilio Occhipinti

    7 Risposte a Operazione Crocetta. Parla Mimmo Cosentino (Dossier “Qualcosa è cambiato?”)

    1. michele frisenna

      come al solito le aree delle segreterie regionali, come nel caso di giambrone, invidiosi del risultato compiuto dagli ragazzi palagonesi, cambiano discorso, lo sviano, hanno paura di affrontarlo, come mimmo cosentino che non è mai riuscito a diventar sindaco, nonostante le varie cariche, e che oggi non riesce ad accettare il risultato più importante della sicilia e della storia degli ultimi 20 anni! i soliti ignoti!

       
    2. roberto

      ma che sviare? Gli ha fatto i complimenti. Che doveva dire?

       
    3. Tito Siculo

      Al solito Mimmo Cosentino fa l’infame e sminuisce il risultato storico di Palagonia. Noi a Scordia lo conosciamo bene, ha fatto una marea di cazzate ed ha sempre pensato a fare il dittatore nel suo circolo. Poi un giorno un gruppo di ragazzini guidati da un pazzo arrivista ( così lo ha definito Mimmo) lo hanno cacciato a calci in culo ed hanno riconsegnato il circolo a coloro che lottano per una Scordia migliore.

       
    4. michele frisenna

      un esponente regionale, che ha molto a che fare con catania e provincia, che ha visto crescere politicamente valerio marletta, non può solo fare i complimenti ma potrebbe e dovrebbe piuttosto analizzare e prendere esempio da come si vince. cosentino, cosi come cangemi, non hanno speso una parola per palagonia, cosentino è venuto solo al comizio di ferrero, non hanno preso palagonia come modello perchè l’invidia si sa, è una brutta bestia. i complimenti li hanno fatti tutti, da fli all’udc al pd. da un esponente regionale di spicco ci aspettiamo altro. in ogni modo cosentino presto sarà fuori anche dal regionale, come accaduto nel locale e provinciale. oggi scordia respira, tutti hanno possibilità di dire e far valere la propria opinione. facciamo una statua a chi è riuscito ad opporsi a questo sistema becero presente purtroppo anche da chi non ti aspetti.
      la vittoria di valerio è la vittoria di tutti, ma ricordate che non è vostra(cosentino e cangemi)

       
    5. michele frisenna

      ho saPUto che ci ritroviamo cosentino nella segreteria regionale. chiederemo ufficialmente al segretario nazionale di scegliere, come diceva uno slogan, FAI UNA SCELTA DI PARTE, o COSENTINO o tutti i compagni.

      per guardarci allo specchio, per uscire pubblicamente senza dover nasconder nulla, per non esser mai più attaccati quando ci viene detto: ” avete fatto la promozione a cosentino, in politica funziona cosi, più sbagli più sali di livello”.

      vi preghiamo anche a voi di generazione zero, uno spazio che accoglie sempre le migliori interviste ed esclusive, ma sbaglia alla grande quando intervista gente come cosentino. preferiamo sapere e conoscere le vicende politiche da altri esponenti, non da chi ci fa vergognare di chiamarci comunisti!

       
    6. Tito Siculo

      Cosentino è stato calato dall’alto dal suo santo protettore Ferrero, non rappresenta nulla se non un uomo di fiducia del segretario nazionale. Evitate di intervistare certa gentaglia che di comunista non ha nulla.Cosentino, il futuro ci appartiene, ti scacceremo via!

       
    7. Generazione Zero Sicilia

      Carissimi lettori,
      come ben sapete il nostro lavoro è molto difficile e spazia in moltissimi campi. Dando uno sguardo anche a vecchi articoli, potreste vedere che non ci risparmiamo di sentire nessuno. Purtroppo il centro-destra, la destra e altri non rispondo quasi mai alle nostre domande, quindi non riusciamo a sapere molto spesso dalla loro bocca perché accade questo o l’altro fatto, di cui sono responsabili le amministrazioni comunali/provinciali/regionali. Come sapete, infatti, lavoriamo in tutto il Meridione.

      Non ci potremmo permettere né ora né mai di essere un giornale di partito, meno che mai di una parte di un partito. Nelle nostre pagine troverete le dichiarazioni e gli interventi di esponenti di tutte le forze d’opposizione. Per capirci, un nostro modello è il Manifesto.
      Detto questo, bisogna dare per scontato che il nostro compito è comunque articolato attraverso scelte partigiane, ma sempre nel rispetto del buonsenso. Sarebbe impossibile ricostruire la verità dei fatti e, quindi, fare analisi, senza sentire anche le parti dei movimenti/partiti/sindacati e senza collaborare all’informazione con essi. Noi possiamo solamente fornire uno spazio neutro di confronto tra le parti, specie di Sinistra. Come diceva Vittorini a Togliatti, non suoniamo il piffero della Rivoluzione, quindi mettetevi l’anima in pace, perché è nostro compito e nostra missione sentire tutti ed elaborare quello che ci dicono.

      Nello specifico, noi non possiamo prendere posizione rispetto a quello che ha fatto Mimmo Cosentino, che si è gentilmente prestato a questa indagine sui cambiamenti, ma solo rispetto alla responsabilità legale che potremmo avere per ciò che pubblichiamo su di lui. Pertanto, come è stato giustamente concesso spazio alle sue dichiarazioni, ben venga uno spazio per chi vi si oppone: basta contattarci e avrete un megafono a vostra disposizione.

       

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