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    Il Sindaco di Niscemi sapeva tutto sul MUOS? Risponde Gianfranco Di Pietro 

    Tempo di lettura: 5 minutiGianfranco Di Pietro è un ingegnere ambientale, vivo sostenitore del NO MUOS, consigliere comunale di Niscemi, la città al centro del movimento NO MUOS, che sta accedendo gli animi di centinaia di siciliani. Di recente, sono emersi dati riguardanti possibili responsabilità dell’Amministrazione Comunale di cui fa parte Gianfranco Di Pietro, in animate discussioni su facebook.

    I mezzi multimediali sono stati abbastanza efficaci nella diffusione delle notizie relative al Muos. Una discussione su un social network può valere tanto in termini di credibilità. Questo non è rischioso?
    E’ un rischio che corriamo quotidianamente. Il movimento NO MUOS, come tutte le campagne nate e cresciute attraverso i nuovi mezzi di comunicazione, possono incappare in prolissi dibattiti inconcludenti che campeggiano nei forum per settimane, o in infinite discussioni che stancano gli animi dei sostenitori, talvolta su questioni infondate o su “pettegolezzi” che diventano vera e propria verità. I social network sono uno strumento potentissimo, però limitando al minimo le regole dei dibattiti generano questi effetti secondari, che a volte possono essere controproducenti, se non si riesce a controllarli.


    Pochi giorni fa sul gruppo (il 26 aprile) “No Muos- Contro le antenne inquinanti da guerra”è stato pubblicato un documento che proverebbe che l’Amministrazione Comunale era al corrente dell’imminente costruzione del Muos dal giugno 2007. Che cosa ne pensa lei, che è un consigliere della maggioranza?
    Penso quello che abbiamo sempre detto, il problema purtroppo all’inizio è stato sottovalutato.

    Ricordo che nella Base sono già presenti ben 41 installazioni radio, e la proposta che arrivò attraverso una prima analisi dell’Assessorato Regionale era presentata come una sostituzione di alcune installazioni esistenti con altre 5 di cui 3 paraboliche.

    Infatti tutti sanno che in prima battuta i tecnici del Comune diedero un parere favorevole, relativo solo all’impatto sulla fauna e sulla flora della Riserva. Ma questo parere è stato dato dopo che numerosi altri enti interessati, quali ad esempio la Sovrintendenza ai BB.CC. di Caltanissetta, che con la nota citata lo comunicava, approvarono anch’essi l’impatto ambientale sugli animali, sulle piante e sul paesaggio.

    In realtà il problema sta nel fatto che le istituzioni regionali e nazionali non hanno mai posto seriamente la problematica sanitaria relativamente ai rischi dell’esposizione alle microonde.

    Solo dopo un’attenta analisi, fatta dal Sindaco e dal sottoscritto, spinti anche dalle prime notizie sulla militarizzazione della Sicilia, ci siamo accorti che dietro quella richiesta di “upgrade” e sostituzione di installazioni esistenti si celava ben altro. Di lì in poi iniziò tutta la battaglia per una terra libera e salubre.


    I 290 commenti della discussione relativa al documento postato da tale Gaetano Minardi dovrebbero provare che l’argomento era di un certo interesse. Si tratta di un documento pubblico oppure è stato ottenuto illegalmente?

    Non sono un legale esperto in diritto amministrativo, ma quel documento trattasi di una missiva della Sovrintendenza di Caltanissetta la quale comunica il proprio parere sull’installazione ad un altro Ente qual è il Comune di Niscemi.

    Occorre capire che questa faccenda, per la legislazione vigente, viene trattata come se la Marina Militare degli Stati Uniti fosse un’impresa privatache ha chiesto ai vari enti

    Il documento che scagionerebbe il Sindaco da qualsiasi responsabilità

    interessati i permessi di costruire. Ecco perché i documenti non possono essere pubblicati, è come se si pubblicassero i progetti approvati delle abitazioni costruite dai cittadini, contenenti le planimetrie delle stanze e degli impianti… Mentre è possibile prendere visione degli atti ma con una motivazione valida, quale ad esempio l’espressa volontà di presentare dei ricorsi alla giustizia. Mi rendo conto che è un’ assurdità, ma uno dei problemi sulla diffusione delle notizie è proprio questo.


    Nella discussione lei sostiene varie volte di essere in possesso di un altro prezioso documento, che scagionerebbe da ogni accusa morale il Sindaco di Niscemi. Ma è tenuto a non pubblicarlo dal segreto d’ufficio. Potrebbe spiegare a un profano che cos’è il segreto d’ufficio?
    In qualità di Consigliere Comunale ho pieno

    Il documento che proverebbe eventuali responsabilità del Sindaco

    diritto d’accesso a tutti gli atti del Comune, ma proprio per le motivazioni che spiegavo prima, certi atti non possono essere pubblicati. Nulla a che vedere perciò con i servizi segreti o robe simili. Il Sindaco si è impegnato mediante ben due ricorsi (TAR e CGA) e un esposto alla procura, mediante la costituzione di un coordinamento dei Sindaci del comprensorio, ed alle numerose manifestazioni contro questa decisione di installare a Niscemi il MUOS. Chi lancia accuse, purtroppo lo fa ad una settimana dalle amministrative, per cui è chiaro che è solo demagogia da campagna elettorale. Dispiace vedere che tematiche così importanti possano essere strumentalizzate per un fine che nulla ha a che fare con la salute dei cittadini. Tra l’altro chi lancia queste accuse non si è mai presentato alle manifestazioni che il movimento NO-MUOS ha fatto negli ultimi anni, ed oggi vengono a fare la morale agli amministratori locali. Dovrebbero vergognarsi. Sono diversi anni ormai che noi il MUOS, da cittadini, da amministratori e da militanti, lo abbiamo contrastato. E’ continueremo a contrastarlo solo ed esclusivamente perché pensiamo che sia un grave danno per le nostre comunità, non perché vogliamo fare passerella e cercare voti sotto elezioni


    Si sapeva a Niscemi che le antenne già esistenti potevano essere dannose per la salute dei cittadini e, soprattutto, lo sapevano le scorse amministrazioni?
     Voglio ricordare che nel 1992 l’Italia pensava ad altro fuorché all’inquinamento elettromagnetico, e ben altre erano le preoccupazioni sulla militarizzazione fuorché i “ponti radio” e le radiocomunicazioni tra i militari in codice MORSE. Le guerre telecomandate non facevano nemmeno parte delle fantascienze più spinte. Ecco perché non si prestò anche quella volta la dovuta attenzione. Qualche manifestazione fu fatta all’epoca, ma ben diverso era il contesto culturale rispetto a queste tematiche.


    L’infiltrazione mafiosa è un pericolo che ruota attorno al Muos? La vostra Amministrazione ha pagato per le sue posizioni antimafia già da tempo: non vi sentite in pericolo?

    Un buon amministratore deve governare per il bene comune della propria città. Di certo favorire i poteri mafiosi non è un bene per la città, contrastarlo invece deve essere un impegno continuo e costante. I cittadini lo sanno e con il proprio voto premiano chi sta dalla loro parte.
    Fare antimafia oggi di certo non è difficile come dieci anni fa, ma non per questo non si corrono dei pericoli, i poteri mafiosi sono diventati sempre più subdoli, ma capire dove sta la parte giusta non è difficile per chi conosce il territorio e le persone che vi vivono.
    Con l’amministrazione Di Martino abbiamo attuato le white-list per gli appalti pubblici, siamo stati tra i primi in Italia, e forse per questo il Sindaco ha ricevuto un attentato incendiario alla sua autovettura . Ma la gente lo sa da che parte stiamo, e sa che è giusto continuare così.
    Il Muos come qualsiasi grande affare sicuramente è attorniato da sanguisughe mafiose che cercano di accaparrarsi qualcosa. Non capiamo ad esempio perché sebbene i lavori vengano eseguiti su territorio del Ministero della Difesa non vengano attuate le leggi antimafia vigenti sugli appalti pubblici. Non comprendiamo nemmeno perché su questa faccenda non si faccia chiarezza. Sono già apparsi numerose notizie in merito alle imprese coinvolte nei lavori, perché il Governo e la giustizia non affrontano queste problematiche, visto che sono lavori eseguiti in un luogo di proprietà demaniale?

    Intervista di Giulio Pitroso

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