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    Sanità pubblica a Leonforte- Lettera di un lettore 

    Tempo di lettura: 2 minutiRiceviamo e pubblichiamo questa lamentela da parte di un/una cittadino/a dell’ennese, nostro lettore, che ha voluto così manifestare il suo disappunto su questioni locali inerenti la pubblica sanità. La nostra redazione si limita a riportarla non manifestando disapprovazione, né approvazione.

    E’ passato un anno dalla morte di Gabriella Gallo. “Dando alla luce è morta” si scrisse allora, perché Gabriella Gallo era morta di parto. Qualcuno scrisse pure che nel 2011, in un moderno Paese dell’evoluto occidente non si poteva ancora morire di parto… eppure… Forse era meglio scrivere che non di parto era morta, la giovane donna, ma di carenze strutturali e di inefficienze operative. Dopo il fatto si chiusero i reparti di ostetricia e ginecologia di Leonforte e Piazza Armerina, creando disappunto fra la gente e disagio fra gli operatori di Enna e Nicosia. Si provò per qualche tempo a protestare ma essendo blanda la protesta e indifferente la classe dirigente la cosa finì lì. Ci si chiese come mai nulla prima fosse stato fatto e come mai il comune poco o nulla poi provvide a fare, ma anche questo esercizio annoiò e finì lì pure. Un anno dopo ci “confortano” le notizie riguardanti le morti in sala parto relative ai comuni del ricco nord. Mal comune mezzo gaudio avrebbero sentenziato i latini, ma noi che latini non siamo più, ci infuriamo all’idea che mettere un figlio al mondo comporti gravi ed incalcolabili rischi, noi che latini non siamo più ci dispiaciamo all’idea che la sanità pubblica non sia più cosa nostra ma di cosa nostra; ecco, noi che però dei latini abbiamo ereditato l’uso costante della ragione, vorremmo meglio capire il perché di talune anomalie: perché l’eliporto tarda ancora a venire? Perché si continua a operare in una struttura non attrezzata di necessaria sala di rianimazione? Perché a distanza di un anno, non si è chiarita la dinamica dei fatti che hanno portato al dramma? Perché i medici e il personale ospedaliero TUTTO non hanno saputo chiarire i fatti, per accertare responsabilità e eventuali inadempienze? Perché il comune di Leonforte non si è dichiarato parte lesa? Perché la cittadinanza non si è mossa adeguatamente, dichiarando la propria rabbia e cercando per se e per i propri figli le necessarie garanzie sanitarie? A distanza di un anno nulla è mutato, il paese langue nell’apatia collettiva e istituzionale. L’amministrazione arranca in attesa che il mandato si consumi, esaurendo risorse e dignità. E noi? Noi, che quel dramma non vivemmo direttamente, proviamo a supportare chi continua a chiedersi perché…  perché si è strappata una madre a tre bambini? Perché ad una madre arrabbiata e straziata non si è dato conforto e aiuto? Perché le anime nobili in abito talare e in abito laico, non hanno portato il conforto cristiano che impongono agli altri? PERCHE’!

    La zia Maria

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