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    No TAV – Sul famigerato video del “Corriere della Sera” 

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    Noi non vogliamo essere considerati complottisti.

    E’ fuor di dubbio una premessa doverosa riguardo all’articolo che stiamo per esporre qui di seguito.  Ma complottismi di sorta a parte, è successo davvero qualcosa di strano, ambiguo e quasi paradossale in Val di Susa, in una delle giornate calde della protesta “No TAV”, vale a dire l’opposizione al mastodontico ed altrettante inutile progetto di treni ad altà velocità che vorrebbe collegare Torino e Lione.

    Quel “qualcosa di strano” cui alludiamo è il famigerato video in cui un presunto manifestante del movimento, tale Bruno Marco, ha fronteggiato e ripetutamente schernito un carabiniere, il quale ha ricevuto un encomio dall’Arma della propria corporazione per non aver reagito al flusso di insulti. Come se non abusare del proprio potere e non agitare il manganello per aria fosse un optional e non un dovere.

    Comunque sia non è questo il punto che vogliamo toccare in questa situazione. Bensì vorremmo interrogarci ed interrogare il lettore di quest’articolo riguardo il video in sé e per sé. Poichè in realtà questo video “ci puzza” un pò. Dunque è indubbio porsi qualche interrogativo sulla vicenda ed allo stesso tempo operare un pò di “guarda caso” per non essere, una volta tanto, schavi di telecrazia quotidiana come ci è soliti essere. Iniziamo.

    Guarda caso il manifestante, che chiama “pecorella” l’agente, si fa riprendere così, in tranquillità, mentre da sfoggio di una notevole capacità d’improvvisazione, degna della Commedia dell’Arte.

    Guarda caso, una troupe del Corriere della Sera, che non sarà un giornale neo-fascista, ma di certo nemmeno un giornale proletario, si trova là pronta ad immortalare la scena ed a creare lo scoop.

    Guarda caso, Repubblica, giornale non dissimile dal Corriere, rincara la dose dedicando la prima pagina all’accaduto. Altri giornali invece, schiettamente di destra, avevano già pensato di dedicare la prima pagina al povero Luca Abbà dandogli letteralmente del cretinetti.

    Guarda casa, come abbiamo già detto prima, il poliziotto si becca un encomio e diventa eroe nazionale, contrapposto ai manifestanti brutti, sporchi, cattivi e comunisti mangiabambini.

    E infine, guarda caso, la troupe del Corriere che ha immortalato il video viene malmenata senza complimenti. Ovviamente il primo pensiero è quello della ritorsione per la pubblicazione del video, anche se nelle condizioni che abbiamo elencato era fin troppo facile pubblicarlo. E guarda caso lo schernitore viene anche mostrato in un video del giorno successivo in cui, fra lamentele, viene portato via, degno finale di questo, a nostro parere, copione troppo facile da mettere in scena.

    Ora noi non vogliamo mica che le nostre parole siano “oro colato”. Ma è necessario, comunque, per onestà intellettuale e professionale mettere nero su bianco queste considerazioni di fondo e porre/porci le seguenti domande:

    Come mai il video è stato girato e montato con cotanta facilità e semplicità?

    Come mai il video è giunto alle TV al momento giusto per screditare la protesta No TAV?

    Perché il video ha quasi monopolizzato il dibattito, oscurando i motivi della protesta e obnubilando fatti incresciosi come i vili incendi alle vetture dei leader del malcontento?

    Perché, nonostante tutto, c’è ostinazione nel portare avanti un progetto abietto e sconsiderato, cercando in tutti i modi possibili ed immaginabili di porre il bavaglio al dissenso, celebrando e canonizzando soltanto exempla del tutto negativi?

    Chi avesse coraggio di rispondere, risponda. La nostra è semplicemente una riflessione. Meditiamo però bene che il silenzio ovattato dell’assopimento collettivo di certo non cambia le cose, né tantomeno le migliora.

    Simone Bellitto

     

    About the author: Simone Bellitto

    Simone “Bob” Bellitto. Nato a S.Agata di Militello (ME) nel 1987. Nato e cresciuto sul giornale on-line “Megaron”, ha collaborato e collabora a giornali on-line quali “Dietrolequinte”, “La Zanzara”, “Abits” e da maggio 2011 a “Generazione Zero” di cui attualmente è redattore nonché operaio in prima linea. Ha partecipato come redattore al progetto europeo “Generazione Zero Sicilia“, finanziato dal programma “Gioventù in Azione”. Scrive di storia, spazio civile, ingiustizie di vario genere e entità. Appassionato di cinema e musica, ha riversato per intero la sua passione per il sociale e per il buon giornalismo nel progetto di Generazione Zero, per una Sicilia migliore o perlomeno più informata.

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