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    Pressione fiscale per Contribuenti.it 

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    LA TOP 10 DELLE IMPOSTE PIÙ ODIATE DAGLI ITALIANI NEL 2012

    1. Aggio esattoriale
    2. Accise su benzina, energia elettrica e metano
    3. Canone Rai
    4. IVA
    5. Bollo auto
    6. TIA/TARSU
    7. IMU/ICI
    8. Contributi consorzi di bonifica
    9. Ticket sanitari
    10. Imposte sui redditi/Irap

    ROMA – Questa è nuova la top ten delle imposte più odiate dagli Italiani. Lo studio, effettuato da Krls Network of Business Ethics per conto Contribuenti.it Magazine dell’Associazione Contribuenti Italiani è stato condotto attraverso Lo Sportello del Contribuente, su un campione casuale di cittadini maggiorenni residenti in Italia, intervistati telefonicamente nella prima settimana di febbraio.
    Come si evidenzia nella classifica, la tassa più invisa agli Italiani è l’aggio esattoriale percepito dagli Agenti della riscossione che unitamente agli interessi della riscossione incidono sensibilmente nel bilancio familiare.
    Al secondo posto si collocano le accise su benzina, energia elettrica e metano che quest’anno hanno fatto lievitare sensibilmente il costo del carburante fino a farlo diventare il più caro in Europa.
    Al terzo posto si colloca il Canone Rai, che è risultato anche l’imposta più evasa dagli italiani. Dal sondaggio è emerso che due cittadini su tre pensano che il Canone Rai sia un “abbonamento annuale” e non una tassa e che la pubblicità è ingannevole.
    Al quarto posto si piazza l’IVA che, con l’aumento dell’aliquota dal 20 al 21%, scala la classifica della top ten di ben 4 posizioni rispetto al 2011 e si prevede che con l’ulteriore aumento dell’ imposta sui consumatori annunciato dal governo per settembre dal 21% al 23% potrebbe scalzare dal primo posto finanche l’aggio esattorile.
    Al quinto posto si classifica il sempre verde “bollo auto”. Molti cittadini pensano che sia un’imposta desueta al pari del canone rai.
    In generale le imposte più odiate sono quelle sono indirette, che si pagano senza tener conto del reddito pro capite.
    Se, infatti, sembra logico da parte del cittadino partecipare al prelievo fiscale collettivo in maniera progressiva rispetto al reddito percepito durante l’anno, non sembra altrettanto accettabile vedersi tassare ripetutamente in base ai consumi. Tale imposizione colpisce il cittadino senza tener contro della propria capacità contributiva in dispregio al dettato costituzionale.
    Infatti, paradossalmente, le imposte indirette incidono maggiormente sulle famiglie più povere anziché su quelle più benestanti.
    In alcuni casi, poi, addirittura si assiste ad una doppia imposizione indiretta come nel caso dell’applicazione dell’IVA sulle accise presente sull’acquisto di carburante o nel consumo di energia elettrica.
    Solo 1 cittadino su 5 capisce perché paga le tasse. 4 su 5 si considerano sudditi di una amministrazione finanziaria troppo burocratizzata che molto spesso viola i diritti dei contribuenti.
    Ciò che incentiva maggiormente l’evasione fiscale, che nel 2011 è cresciuta del 14,1% raggiungendo – considerando anche l’evasione derivante dall’economia criminale – la cifra astronomica di 180,7 miliardi di euro all’anno, sono gli sprechi di denaro della pubblica amministrazione, la sua inefficienza, la scarsa qualità dei servizi offerti che unitamente alle violazioni allo statuto dei diritti del contribuente, i mancati rimborsi fiscali, il fisco lunare e l’inefficacia delle esattorie rendono superfluo la gran parte del lavoro fatto nella lotta all’evasione fiscale dalla Guardia di Finanza e dalle Agenzie fiscali. Quest’ultime, ogni anno, riscuotono per gli enti impositori, meno del 10% di quanto accertato.
    Dallo studio emerge anche l’Italia ha il tasso di evasione più alto in Europa: su 100 euro di reddito dichiarato sfuggono al fisco ben 54,5 euro.
    Nella speciale classifica degli evasori, l’Italia è al primo posto (54,5% del reddito non dichiarato), seguita da Romania (42,4%), da Bulgaria (39,8%), Estonia (38,2%), Slovacchia (35,4%).
    In Italia i principali evasori sono gli industriali (33,2%) seguiti da bancari e assicurativi (30,7%), commercianti (11,8%), artigiani (9,4%), professionisti (7,5%) e lavoratori dipendenti (7,4%).
    A livello territoriale l’evasione è diffusa soprattutto nel Nord Ovest (31,4% del totale nazionale), seguito dal Nord Est (27,1%). dal Centro (22,2%) e Sud (19,3%).
    Perché si evade? Dall’indagine condotta per il magazine “Contribuenti.it” è emerso che il 42% dei contribuenti evade per l’insoddisfazione verso i servizi pubblici erogati dallo stato a fronte dell’alto prelievo fiscale, per il 39% per la complessità delle norme (fisco lunare) ed il mancato rispetto dei diritti dei contribuenti e solo il 19% per la scarsità dei controlli o per mancanza della cultura della legalità.
    Inoltre, l’84,7% degli intervistati ritiene che il nostro sistema fiscale favorisce l’evasione. Un cancro che per il 66,7% degli italiani è da estirpare, risposta che presenta punte del 70,3% al Sud e del 69,6% al Centro.
    “Per combattere l’evasione fiscale – ha affermato Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – bisogna riformare il fisco italiano introducendo la tax compliance, seguendo ciò che avviene nei principali paesi europei che hanno ridotto le aliquote fiscali, migliorato la qualità dei servizi pubblici e sopratutto eliminato gli sprechi della pubblica amministrazione. L’evasione fiscale è diventato lo sport più praticato dalle grandi imprese italiane. Fino a quando non migliorerà l’efficienza dell’amministrazione finanziaria e si taglieranno le spese della casta, il governo avrà bisogno di far cassa ad ogni costo, incassando i soldi “pochi, maledetti e subito” attraverso l’accertamento con adesione, un vero e proprio condono permanente. E si premieranno sempre i grandi evasori fiscali, che preferiscono pagare le tasse a forfait e con il massimo sconto”.

    Da Contribuenti.it

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