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E l’aeroporto di Comiso?- Intervista a Biagio Guastella 

Se si pensa alla città di Comiso, negli ultimi tempi, il pensiero va diretto all’aeroporto. Era il 2007 quando l’onorevole D’Alema inaugurò la struttura e adesso? Anno 2012:  potremo finalmente decollare dalla provincia di Ragusa?
Biagio Guastella della Fabbrichi di Nichi di Comiso ha risposto alle domande di Generazione Zero sulla tanto sperata apertura dell’aeroporto, e  non solo su questo.

Biagio, il Presidente della regione Sicilia, Raffaele Lombardo, ha detto che nel mese di luglio ci saranno i primi voli. Tu cosa ne pensi?
Beh! Ovviamente me lo auguro. Sarebbe anche ora dato che, da quasi quattro anni, la struttura è completata e non ha visto ancora un utilizzo opportuno. La dichiarazione di Lombardo, a dire il vero, appare un po’ fumosa. Ha parlato di un certo Garry Walsh, presunto amministratore delegato della Ryanair, col quale si sarebbe incontrato per un accordo. Innanzitutto l’amministratore delegato della compagnia citata pare sia Michael O’Leary mentre Walsh non appare nell’organigramma della compagnia. In secondo luogo si parla di un accordo misto per voli civili (20%) e commerciali (80%): l’unico problema è che Ryanair finora non fa trasporti commerciali. Comincerà con Comiso? Di fatto ancora non si sa nulla. Tuttavia indubbiamente, se l’aeroporto aprirà i battenti, lo si dovrà in primis all’ex sindaco di Comiso, Giuseppe Digiacomo (oggi deputato PD all’ARS), senza il quale (con tutti gli errori che gli si possono attribuire) la struttura non sarebbe mai nata. Poi, un ruolo determinante per l’immediata apertura dell’aeroporto, l’ha Lombardo (a prescindere dalla fumosa interlocuzione con Ryanair) che ha garantito fondi regionali per 4,5 Milioni di € per lo start up. Una cosa è certa: nessuno dovrà nulla all’attuale folkloristico sindaco comisano, Giuseppe Alfano, che nell’aeroporto ha visto soltanto uno strumento col quale trascorrere qualche piacevole pomeriggio scorazzando sulla pista con auto sportive. A spese dei comisani in tre anni e mezzo il sindaco ha compiuto 380 “visite di rappresentanza” di cui svariate a Roma e Dublino senza mai concludere alcunché per l’aeroporto (giustificazione ufficiale di tali viaggetti).

Cosa è accaduto all’aeroporto dal 2007, anno dell’inaugurazione, a oggi?
Nel 2007 non fu inaugurato l’aeroporto ma la pista. L’aerostazione era ancora in costruzione. Quel giorno, il costruendo aeroporto fu intitolato al martire antimafia e segretario regionale siciliano PCI, Pio La Torre. Poi,  Alfano, vigliaccamente sostituì il nome di La Torre con quello del generale fascista, gasatore del nord Africa, Vincenzo Magliocco. Quell’inaugurazione, contestabile quanto si vuole, oltre ad essere stata a costo zero per il Comune (le spese sono state rimborsate da So.A.Co.) servì a porre la struttura sotto i riflettori del Paese. La struttura fu completata nel 2008 e ancora è da capire perché per quattro anni è rimasta chiusa.

Ci racconti questo episodio che ha coinvolto la pista dell’aeroporto, il sindaco Alfano le Ferrari?
Struttura chiusa ma non  per tutti. Infatti giravano voci, a Comiso, di aerei privati che decollavano e atterravano, gare di auto e moto. I ragazzi della Fabbrica di Nichi di Comiso si trovarono, per caso, nelle zone della struttura sabato 3 Dicembre 2011 verso le 17.00 e riprese lo spettacolo sconcertante che si presentava ai loro occhi: il sindaco, Giuseppe Alfano, che assisteva, da padrone di casa, allo sfrecciare di due Ferrari e una Porsche sulla pista. Hanno documentato il tutto e abbiamo fatto una conferenza stampa. Oggi il sindaco, a seguito di questa vicenda, risulta  indagato per abuso d’ufficio. La logica berlusconiana del bene comune visto come proprietà privata di chi vince le elezioni è tristemente evidente. La cronaca locale ci informa poi di un’altra curiosa vicenda. Dentro l’aeroporto, infatti, tale Francesco Sacco (condannato con 41 bis) aveva aperto un’agenzia di casting cinematografico! Ovviamente il tutto all’insaputa del povero sindaco.
Alfano non ha ancora risposto all’interrogazione consiliare, presentata da Marco Salafia (PD), sulla affaire Ferrari/Porche. Ci rimangono una serie di comunicati contraddittori del sindaco nei quali parla di fantomatiche iniziative a scopo benefico, non meglio identificate, in collaborazione con fantomatici “club Ferrari” (e la Porsche???) poi diventati “privati cittadini che ruotano attorno alla concessionaria Ferrari di Ragusa.
Ad ogni modo il 6 Dicembre la struttura passa dalla responsabilità della ditta appaltatrice al comune di Comiso e, lo stesso giorno, da questo alla So.A.Co. (Società dell’Aeroporto di Comiso). Ancora oggi non si sa chi pagherà gli operatori di volo. O, meglio, manca il decreto del Governo che si assume gli oneri fiscali per gli operatori di volo. Senza i 4,5 Milioni di €, predisposti dalla giunta Lombardo, l’aeroporto non sarebbe mai partito. Grazie a quei fondi si potrà cominciare a volare ma il pressing sul Governo, per la firma del decreto, dovrà essere continuato pena la chiusura dell’aeroscalo al termine di quei 4,5 Milioni. Speriamo, tale pressing, veda Alfano in seconda fila perché, ad oggi, la sua presenza non ha prodotto nulla di buono.

Cosa ci puoi dire riguardo alla SO.A.CO, la società che gestisce l’aeroporto?
La So.A.Co. (società mista 65% privato, 35% Comune di Comiso), il cui presidente è il dott. Rosario Dibennardo, ha preso la gestione dell’aeroscalo, come dicevo, solo dal 6 Dicembre 2011 perciò è prematuro formulare qualsiasi giudizio. Certo ha già fatto installare un impianto di video sorveglianza sulla struttura che non è cosa da poco visti gli accadimenti di cui sopra. Solo nei prossimi mesi potremo formulare giudizi più concreti sul suo operato. Tuttavia non nascondo fiducia in questa società e nel suo Presidente.

Oggi qual è la situazione in cui verte non solo l’aeroporto, ma anche tutta la città di Comiso?
L’aeroporto, dopo il passaggio a So.A.Co., potrà effettivamente aprire i battenti nella prossima estate. E’ stato istituito un gruppo ristretto per definire due problemi: a) Convenzione con Enav per il servizio di assistenza al volo (resa possibile sempre dai fondi regionali); b) l’individuazione di un nuovo sito per il deposito carburanti. Al tavolo è stata posta anche la questione relativa alla possibile interferenza del Muos di Niscemi con l’attività aeroportuale. I rappresentanti dell’Aeronautica militare hanno risposto che non esiste alcuna interferenza. Nei prossimi giorni è previsto un tavolo tecnico in Prefettura per fare il punto della situazione. Vedremo come si evolverà il tutto. Nel contempo, Alfano, è riuscito a far fallire il Comune di Comiso (con tutto ciò che il dissesto si porta con sé in relazione ai costi per i cittadini). Un Comune indebitato non  va automaticamente al dissesto, è chiaro che il sindaco anziché far risanamento per aggiustare una situazione deficitaria si è messo a fare lo spendi e spandi e ha condotto l’ente nel baratro. Le strade sono ridotte un colabrodo, la gestione dei rifiuti è un caos e le discariche abusive nascono come funghi. Comiso non sta bene e chi si occupa della sua salute  è il responsabile diretto di tale situazione. Per fortuna con l’aeroporto ha ormai poco a che fare, solo questo mi fa già ben sperare per l’infrastruttura. Per Comiso mi auguro che Alfano si dimetta e se non lo farà, per vedere la primavera della città si dovranno aspettare nuove elezioni.

Biagio Guastella, Fabbrica di Nichi, Comiso

Grazie a Biagio Guastella per la sua cortese disponibilità.

Di Attilio Occhipinti

About the author: attilio occhipinti

Nato a Ragusa nel 1989, sono laureto in Filosofia presso la Facoltà degli studi di Catania. Dall’aprile 2011 scrivo su Generazione Zero, all’interno del quale ho ricoperto la carica di vicedirettore editoriale dal luglio 2012 al luglio 2013. Dall'agosto 2013 sono il direttore editoriale. Per circa un anno sono stato il responsabile delle risorse umane, ruolo che mi ha permesso di coordinare i rapporti tra gli autori e i collaboratori. Ho curato diversi ambiti e trattato diverse questioni nei miei articoli, dall'ambiente, alla politica, passando per i tanti problemi che affliggono gli studenti, i precari e gli immigrati. I miei articoli sono apparsi su I Siciliani giovani, rivista mensile di antimafia, mentre in passato ho collaborato con il mensile d’inchiesta Il Clandestino con permesso di soggiorno.

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