Migranti, giovani, precari, ambiente|mercoledì, Gennaio 20, 2021
Ti trovi qui: Home » Ambiente » No Muos – Intervista a Lucia Santoro

    No Muos – Intervista a Lucia Santoro 

    Tempo di lettura: 11 minuti

    Abbiamo voluto sentire Lucia Santoro del movimento ambientalista No-Muos riguardo ad una particolare manifestazione che si è tenuta il 6 gennaio, giorno della Befana.

     

    Lucia, che cos’è il movimento No Muos?

    Il movimento No-Muos è un movimento apartitico e apolitico nato a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, creato da un insieme di  liberi cittadini con lo scopo di protestare contro l’installazione di un sistema di antenne denominato  MUOS,ossia delle mega antenne satellitari per telecomunicazioni delle forze armate statunitensi. Tali antenne stanno per essere installate dentro la base Usa che si trova nel cuore della riserva naturale “Sughereta”  a soli 3 kmdal centro abitato di Niscemi, riserva naturale dove i nostri contadini non possono nemmeno piantare un chiodo sui muri di casa senza incorrere in multe e denunce,ma dove tuttavia  gli Usa stanno compiendo uno scempio del nostro territorio e del nostro ambiente nel silenzio o nel timore più assoluto da parte degli organi preposti.

    La protesta nasce dal fatto che,come anche dimostrato da  seri studi scientifici condotti da rinomati e rispettabili scienziati quali i professori  Massimo Coraddu e  Massimo Zucchetti del Politecnico di Torino, le onde elettromagnetiche ad altissima frequenza generate da tali antenne avranno degli effetti negativi sulla salute umana,su quella degli animali e sull’ambiente circostante,per un raggio d’azione di oltre 100 km. Significa che per una distanza di oltre 100 kmdal  Muos  nessun essere umano, animale e vegetale potrà ritenersi esentato dal correre seri rischi per la propria salute. E quando si parla di seri rischi per la salute, si parla di sterilità, tumori, leucemie, aborti, malformazioni sui feti, malattie infantili, lesioni cerebrali e altre gravissime patologie che,ripeto,potrebbero colpire tutti coloro che si trovano ad essere investiti dal raggio d’azione di queste antenne. Quindi anche i comuni  limitrofi, ossia Gela, Riesi, Butera, Mazzarino, Caltagirone, Scoglitti, Vittoria, Grammichele, Palagonia, Mineo, Comiso, Ragusa, Caltanissetta, ecc. sarebbero interessati da tale devastazione della salute pubblica.

    A tale attentato alla nostra salute il movimento si oppone,mediante riunioni,volantinaggio, diffusione di notizie via internet e Facebook, dibattiti pubblici, sit-in e manifestazioni di protesta,nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica e renderla partecipe dei rischi che correrebbe con l’eventuale messa in funzione di tali antenne,e cercando di spronare la stessa opinione pubblica a ribellarsi tutta compatta nel tentativo di contrastare l’assurdo silenzio che vigeva sino a poco tempo fa attorno al sistema MUOS.
    Da ricordare inoltre che inizialmente tali antenne avrebbero dovute essere installate dentro la base USA di Sigonella, cosa che però non è successa in quanto si e’ scoperto che le onde elettromagnetiche emesse dal Muos avrebbero potuto provocare seri problemi alla strumentazione di bordo degli aerei militari che volano su Sigonella, se non addirittura provocare l’innesco delle bombe trasportate su tali aerei. Si è dunque scelto di costruire tali antenne qui a Niscemi. Non si è pensato però che a pochi km da Niscemi da qualche mese avrebbe dovuto già essere operativo e funzionante il nuovo aeroporto di Comiso, il quale essendo già da diverso tempo pronto per essere funzionale, non viene ancora aperto. E poiché le onde emesse dal Muos colpirebbero in pieno gli aerei che decollerebbero ed atterrerebbero a Comiso, vuoi vedere che è questo il vero motivo per cui quell’aeroporto, nonostante sia già stato inaugurato da tempo, non viene ancora aperto?

    Non ultimo, vi è  il fatto che, essendo il Muos progettato per essere adoperato come strumento di guerra, poiché servirebbe per telecomunicazioni militari a scopo bellici, e poiché Niscemi ripudia la guerra in tutte le sue forme,ecco che il senso della protesta operata dagli esponenti del movimento NO-MUOS assume le dimensioni di una protesta pacifica e pacifista, ma nonostante ciò determinata e decisa, come determinati e decisi sono i perlopiù giovanissimi fondatori del movimento.

     

    Com’è cominciata la tua esperienza all’interno del movimento?

    A scanso di equivoci, prima di rispondere a questa domanda ,devo fare una precisazione:le cose che io  dico ed esprimo in questa mia intervista sono tutte ed esclusivamente mie e solo mie considerazioni personali e non esprimono assolutamente i pareri e le intenzioni del Movimento No-Muos. Io parlo solo ed esclusivamente a mio nome e non a nome o come portavoce del movimento,che apprezzo e rispetto così tanto.

    Il mio interessamento così deciso al movimento no-muos nasce qualche mese fa,in seguito ad una amara esperienza fatta personalmente:e’  accaduto che al centro sociale “Salvatore Liardo”, credo fosse il mese di Ottobre,si e’ tenuto un convegno organizzato da un partito politico avente come tema il Muos e gli effetti nocivi che le onde elettromagnetiche hanno sulle persone e sull’ambiente circostante. Quindi una cosa molto attuale a Niscemi.

    Da un paio d’anni a Niscemi si parlava del Muos, dei danni alla salute, dello scempio del territorio, e dei problemi ad esso connessi. Già nel 2009 vi era stata una marcia di protesta,capeggiata dal sindaco Giovanni Di Martino e dalla amministrazione comunale,molto sentita dalla popolazione,la quale tutta quanta era scesa in piazza per protestare ed opporsi al Muos. Di tale protesta si parlò per un po’ di tempo, dopodiché sull’argomento Muos ripiombò il silenzio. Venne fatto un ricorso al tar da parte dell’amministrazione comunale,ricorso rigettato nei mesi scorsi, dopodiché l’amministrazione comunale ha deciso di fare ricorso al CGA.E adesso si attendono gli esiti di questo ulteriore ricorso.

    A questo convegno tenutosi nel mese di Ottobre mi recai fortemente convinta di trovarvi l’aula piena di gente interessata alla questione che così da vicino ci riguarda tutti,e immenso fu il mio stupore quando dovetti constatare con i miei occhi che, della faccenda Muos, ai miei concittadini ben poco o nulla importava:l’aula del centro sociale era semivuota,ci saranno stati non più di 100 persone interessate ad assistervi,e la cosa che mi amareggiò ancor di più fu il fatto che, di queste 100 persone, pochissimi erano i niscemesi, e che  tanti fra i presenti venivano da fuori Niscemi e dai paesi limitrofi. La cosa mi amareggiò, mi nauseò e sdegnò talmente tanto che la stessa sera mi misi davanti al PC  e col mio profilo Facebook scrissi un messaggio di sdegno e vergogna nei confronti dei miei stessi concittadini e degli stessi politici locali che quasi interamente avevano disertato quel convegno. Ricordo chiaramente che i soli presenti erano il sindaco Di Martino,un assessore  e solamente tre o quattro consiglieri comunali. Da quella mistura  di amarezza,nausea,vergogna e indignazione nacque quella sera il mio bisogno di dire alla gente di Niscemi che cosa c’e’ che non va,secondo il mio punto di vista, nel senso di comunità della cittadinanza niscemese, e contemporaneamente il bisogno e la necessità di informare quante più persone sui rischi e sui pericoli in cui incorrerebbe la popolazione di Niscemi e di tutto il circondario qualora il Muos prendesse forma ed iniziasse a funzionare.

    Dopo quella sera, venuta a conoscenza della esistenza su facebook del gruppo di persone facente parte del movimento No-Muos, mi iscrissi a questo gruppo e da allora anche io mi dedico a diffondere le informazioni di cui vengo a conoscenza,ad esprimere i miei pareri e le mie verità, che molto spesso collimano con quelle di quegli splendidi ragazzi e ragazze appartenenti e fondatori del movimento,ed a cui va tutto il merito dei niscemesi e non se la protesta e’ ancora viva e che continuano imperterriti  la loro battaglia per la verità ,per le loro idee e per la loro salute .

     

    Su YouTube c’è un video molto particolare riguardo al 6 gennaio, giorno dell’Epifania: puoi spiegarci meglio cos’è successo?

    Per quanto riguarda il 6 Gennaio, è accaduto questo: visto che tale giorno è la festa dell’Epifania, ed è appunto in tale giorno che la Befanaviene per consegnare dolciumi e caramelle ai bimbi che nell’anno passato sono stati buoni,mentre consegna  il carbone ai bimbi che sono stati monelli,si e’ scelto appositamente tale giorno per far sì che la Befanasi presentasse alla base Usa per consegnare il carbone a coloro i quali,secondo il pensiero di tanti,si sono comportati da cattivi. Quindi, carbone ai militari Usa.

    Praticamente ,è  avvenuto questo: dopo aver effettuato per diversi giorni un volantinaggio a tappeto per tutta la città, comunicati a mezzo stampa, propaganda tramite facebook ,pubblicizzazione dell’evento nei vari modi possibili, ci si è riuniti alle 11 di mattina del 6 Gennaio davanti la base Usa di contrada Ulmo. Purtroppo è accaduto che dopo vari giorni di bel tempo, pioggia, grandine, freddo e vento abbiano imperversato per tutta la giornata e fatto sì che ci si è ritrovati non in tantissimi come si sperava e come le previsioni avevano fatto credere. Ciononostante, almeno un centinaio di volenterosi si e’ ritrovato ad assistere e partecipare convinti e compatti. Tra questi volenterosi, da segnalare la presenza di alcune associazioni ambientaliste, quali Fare Verda Vittoria e Legambiente Vittoria, la presenza di tanti cittadini provenienti dai paesi limitrofi, di Giuseppe Maida,tanto caro ai niscemesi per le sue numerosissime battaglie in difesa dei diritti civili dei niscemesi, l’ultima delle quali effettuata la notte del 24 Dicembre scorso,quando per protestare contro il Muos e sensibilizzare l’opinione pubblica  ha trascorso la notte di Natale pernottando in tenda davanti al cimitero di Niscemi, a cui si è aggiunta la presenza del giornalista Antonio Mazzeo, che tanto sta facendo per la comunità niscemese, di giornalisti di varie testate televisive e di giornali, dello stesso sindaco di Niscemi Giovanni Di Martino e del presidente del consiglio a rappresentare il consiglio comunale.

    Durante il sit-in, ci sono stati degli interventi da parte di alcuni rappresentanti del movimento No-Muos, da parte di Antonio Mazzeo e dello stesso sindaco Di Martino,il quale descriveva cosa si e’ fatto a livello legislativo da parte della amministrazione comunale,ed a cui sono state poste delle domande da parte di chi assisteva all’intervento nel tentativo di meglio chiarire quale fosse la posizione alquanto insolita e incerta finora tenuta da parte del consiglio comunale.
    Dopodiché si è passati all’atto materiale della consegna del carbone da parte di alcune delle esponenti del No-Muos agli americani. Atto di consegna avvenuto simbolicamente, in quanto, sotto stretta  sorveglianza di numerosi  agenti di Polizia e dei Carabinieri venuti a tenere a bada una comunità di individui pacifici di per sé, le Befane nostrane, cantilenando la filastrocca “No al muos, no alla guerra, via gli Americani dalla nostra terra“, provvedevano a spargere per terra il carbone e la cenere  davanti ai cancelli chiusi della base Usa. Infatti, come da buona tradizione, nessun “cattivo” si è fatto vedere ai cancelli per ricevere il carbone .
    Dopodiché, attorno alle ore 17 circa, le persone partecipanti alla protesta si sono trasferite al Palazzetto dello sport “Pio La Torre” di Niscemi, dove si è tenuta una assemblea pubblica che inizialmente avrebbe dovuto tenersi in piazza alle ore 20, ma che si è scelto di anticipare ed effettuare in un luogo chiuso anziché all’aperto proprio a causa del maltempo che continuava ad imperversare.

    In tale assemblea pubblica in tanti hanno preso la parola ed espresso i propri pareri e dato le proprie indicazioni e lanciato le proprie proposte nel tentativo di migliorare e coordinare sempre più e sempre meglio le future azioni di protesta.

     

    Sei soddisfatta della manifestazione che si è tenuta, appunto, il 6 gennaio?

    Dal mio punto di vista,posso ritenermi sia soddisfatta che insoddisfatta dal come è andata la manifestazione. Per quanto riguarda l’insoddisfazione, devo lamentare di nuovo la mancanza del grosso della gente di Niscemi. Molto probabilmente a causa del maltempo e della forte pioggia,addirittura grandine, non c’e’ stata tutta l’affluenza di gente e la partecipazione sperata da parte di tutti i ragazzi che hanno dato l’anima e tutto se’ stessi per far sì che la manifestazione si effettuasse ,e funzionasse come sperato. D’altro canto, la pioggia battente caduta per quasi tutta la mattinata, ed il forte vento ed il freddo che hanno segnato il resto della giornata avrebbero scoraggiato chiunque non fosse particolarmente motivato ad uscire di casa,e proprio nell’ultima giornata festiva  natalizia.

    Tuttavia, desidero esprimere la mia soddisfazione personale in seguito ad una constatazione da me fatta qualche giorno fa quando, rivedendo su facebook  le foto inserite dai vari partecipanti alla manifestazione,mi sono resa di una cosa: se e’ vero  che la gran parte dei manifestanti erano giovani se non addirittura giovanissimi e che mancava la presenza dei “grandi”, degli adulti, di coloro che, più maturi per età che per altro, dovrebbero essere i responsabili ed i vigilanti del cammino dei giovani,e’ anche vero che questi 50, 100 giovani presenti lì davanti a quei cancelli chiusi,”tenuti a bada ” da tanti di quei poliziotti che non si erano mai visti se non per le manifestazioni del G8, non si sono fatti scoraggiare nemmeno dal freddo e dalla pioggia e dalla polizia, ed hanno tenuto forte, hanno manifestato forte il loro dissenso verso una politica di sopraffazione e di distruzione del loro territorio e dei loro diritti, non si sono fatti scoraggiare dalla grandine ed hanno affrontato impavidi e senza retrocedere le avversità del tempo, quasi a voler dichiarare a coloro che vogliono spegnere la loro luce: “Noi siamo qui, difendiamo i nostri diritti, la nostra salute, il nostro futuro e la nostra dignità, e nulla e nessuno riuscirà a farci retrocedere da questa posizione, perché noi teniamo accesa la lampada della verità e non vogliamo che qualcuno o qualcosa, con la prepotenza, con la presunzione, con l’arroganza, con il potere, con la cattiveria e con l’inganno, spenga questa luce e ci tolga la nostra dignità ed il nostro futuro“.

    Ecco, questo io penso di questa giornata che reputo straordinaria per l’effetto che  secondo me essa ha avuto: perchè questa giornata ha dimostrato chiaramente che ci sono questi 50,100 giovani che rappresentano il coraggio e la dignità di un popolo che non molla. Perchè ci sono questi giovani che sono testardi, fermi e uniti nel loro proposito,che vogliono e pretendono un futuro ed un avvenire migliore per se’ e per i propri  concittadini loro pari. Perchè ci sono questi giovani che rappresentano lo zoccolo duro di una protesta che non arretra perchè non arretrano loro, che credono nei propri principi e vivono e lottano per affermare i loro diritti e la loro dignità.

     

    Che rapporti ci sono con le altre associazioni ambientaliste? E che rapporto c’è, invece, con l’amministrazione locale?

    Per quanto riguarda le associazioni ambientaliste,come dalla stessa manifestazione si evince,si e’ assistito alla partecipazione ed alla cooperazione di Legambiente Vittoria e di Fare Verda Vittoria,le quali compaiono anche come membri su  facebook del gruppo “NO MUOS CONTRO LE ANTENNE INQUINANTI DA GUERRA IN SICILIA”. Di altre associazioni ambientaliste, credo che si stiano cercando di allacciare rapporti di collaborazione con WWF,con Legambiente Italia e con associazioni faunistiche e di difesa dell’ambiente e del territorio,ma se devo essere onesta non saprei dire a che punto ci si trovi  in questo tentativo di collaborazione.

    Per quanto riguarda i rapporti  con l’amministrazione comunale, a mio avviso dovrebbe essere maggiore e più decisa la presenza e la collaborazione della amministrazione tutta,del consiglio comunale e dello stesso sindaco. Secondo me la città sente la mancanza di una vera e propria volontà da parte della amministrazione comunale tutta che sproni la cittadinanza a prendere coscienza dei danni che si stanno verificando sul territorio e sui disastri che subirebbe la  salute pubblica se il Muos iniziasse a funzionare. Potrebbe o dovrebbe essere il sindaco, come capo della città, seguito a pari passo, senza se e senza ma, dal consiglio comunale tutto e dalla propria squadra di assessori, a presentarsi tutti uniti e compatti davanti alla città, alla presenza del proprio popolo, della propria gente, a parlare ed esprimere pubblicamente i dubbi, i timori, le intenzioni e la propria volontà di combattere con forza e determinazione il  pericolo verso cui andiamo incontro,affiancando magari questi giovani così vivaci e volenterosi a guida del popolo di Niscemi e della propria gente, nel tentativo di rivendicare il proprio diritto alla salute e di salvaguardare e difendere il proprio territorio. Credo proprio che la gente di Niscemi interpreti in questo modo la mancanza di spinta che manca da parte dei politici della città.

     

    Quali sono le prossime mosse?

    Innanzitutto credo che si debba continuare ad insistere sulla informazione. Secondo me è fondamentale continuare a diffondere e divulgare quante più informazioni possibili in ogni modo per cercare di far sì che si abbatta  il muro del silenzio che si e’ cercato di creare attorno alla faccenda Muos. Bisogna fare in modo che la cosa si sappia e che se ne parli. Bisogna cercare di fare in modo che quante più persone possibili, sia a livello locale, ma anche regionale e nazionale,vengano a conoscenza del problema. Bisogna insistere sui mezzi di informazione, fare in modo che internet, stampa, televisioni, giornali ne parlino. Bisogna fare in modo che nelle scuole se ne parli, bisogna fare in modo che i giovani ne parlino, bisogna fare in modo che quelli meno partecipi e meno informati vengano informati e vengano a conoscenza del problema. Quindi che ben vengano internet, facebook, che si continui col volantinaggio,che si mandino mail di protesta trasmissioni televisive, che si scriva a testate giornalistiche augurandosi che se ne parli.

    Contemporaneamente bisognerebbe fare pressioni su politici sia locali che regionali e nazionali per far sì che anche nei palazzi del potere se ne parli e si discuta del problema, anche perchè essendo una decisione politica del governatore Lombardo, probabilmente deve essere una ulteriore decisione politica quella che possa impedire la costruzione del Muos.

    Si dovrebbe insistere particolarmente sull’evidenza del fatto che non sarebbe la sola Niscemi ad essere coinvolta nel disastro del Muos, ma che quasi mezza Sicilia verrebbe interessata dal problema, e far sì che in ogni comune, in ogni città siciliana interessata al problema si creassero dei comitati e dei movimenti No-Muos anche lì, e che tutti insieme questi movimenti potessero cooperare tra di loro e collaborarsi a vicenda,impegnandosi ognuno in ogni città a diffondere quante più notizie e quante verità possibili.

    Si potrebbero fare tante e tante di quelle cose,per salvare la nostra Sicilia dal disastro che ci incombe: se tutti uniti collaborassimo e ci rendessimo partecipi gli uni della sorte degli altri, allora sono fermamente convinta che riusciremmo indubbiamente a sconfiggere questo mostro chiamato MUOS che ci vuole divorare e fare tanto ma tanto male.

    Forse sarò utopista, ma io in questa mia asserzione ci credo.

    Lucia Santoro, No-Muos

     

     Attilio Occhipinti
     

     

     

    Aggiungi commento