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    17 Novembre: “STUDENTI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI! 

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    Giornata Mondiale dello Studente: data simbolica o effettivo potenziale?

    17 Novembre 1939: gli occupanti nazisti assassinano nove studenti dell’Università di Praga e i loro insegnanti.

    17 Novembre 1973: un carro armato distrugge il Politecnico di Atene per reprimere la rivolta studentesca contro la dittatura militare degli Anni di Piombo.

    17 Novembre 1989: in Cecoslovacchia la commemorazione del massacro del ’39 fornisce un imput alle masse studentesche che cominciano la loro rivolta contro il regime.

    Eventi significativi: ci ricordano con amarezza che lo Stato può costituire un reale pericolo per il popolo, il quale dovrebbe invece essere costantemente tutelato da esso.
    Il “Leviatano” di Hobbes è la perfetta allegoria del potere assoluto: il governo, detenendo la sovranità assoluta e indissolubile, è come se assumesse le sembianze di un crudele mostro biblico a tre teste il quale priva l’uomo dei diritti naturali ed inalienabili.
    Hobbes, difatti, parla di “contratto sociale irrevocabile”, ossia stipulato tra tutti i cittadini e impossibile da recidere in quanto il popolo non sarà mai omogeneamente d’accordo per l’annullamento di esso. Il suddetto “contratto” rappresenta un accordo che rende ogni cittadino consapevole della sua sorte sociale. Di conseguenza, il despota è destinato a governare secondo il principio “legibus solutus” (sciolto da leggi) e il potenziale del popolo unito, in una simile condizione sociale, è di consistente importanza in quanto l’accettazione del contratto equivale a cedere i diritti inalienabili dell’uomo al despota in questione.
    La suddetta teoria riguardo l’origine dell’abuso di potere è particolarmente eloquente: i tragici eventi sopraccitati illustrano la condizione di popoli che assistono all’annullamento dei propri diritti fondamentali. Gli studenti perdono il diritto di manifestare rendendo onore al proprio coraggio con il prezzo della loro stessa vita. Gruppi di manifestanti inermi furono soppressi durante i loro cortei e le loro rivolte contro regimi dispotici che non concedono loro principi democratici.
    La consapevolezza delle masse studentesche risulta di fondamentale importanza per la rivendicazione dei diritti e conseguentemente per la lotta collettiva finalizzata al raggiungimento dell’obiettivo. Il 17 Novembre è la giornata di mobilitazione mondiale studentesca indetta dall’Assemblea Studentesca Mondiale al Social Forum di Mumbay del 2004. Per commemorare gli struggenti massacri del passato, gli studenti decidono di mobilitarsi congiuntamente a difesa del diritto all’istruzione e all’accesso al sapere come chiave di volta dell’uguaglianza sociale. Organizzazioni come FMI e Banca Mondiale sostengono il capitalismo attraverso proposte che avvierebbero politiche di privatizzazione: l’Assemblea Studentesca Mondiale si oppone a ciò con un appello che ripudia, inoltre, i movimenti di soppressione violenta e il monopolio economico in riferimento all’istruzione e alla ricerca. L’obiettivo delle manifestazioni italiane in proposito è la collaborazione studentesca finalizzata alla riforma dell’istruzione pubblica italiana, al rilancio della ricerca scientifica e all’attuazione di progetti validi e innovativi (vedi “AltraRiforma”, proposta dall’UDS, Unione Degli Studenti, n.d.r.)
    Senza investimenti sulla ricerca il futuro si limiterà ad offrire scarne o addirittura nulle possibilità di accrescere il bagaglio scientifico e l’innovazione tecnologica e di conseguenza la sfera lavorativa si restringerà in maniera tale da impedire alle nuove generazioni una partecipazione attiva mirata al progresso. Nella società odierna la precarietà è considerata erroneamente l’unica risposta alla disoccupazione: le masse studentesche sentono il bisogno di unificarsi sotto un unico principio di giustizia sociale che prevede la realizzazione di un futuro onorevole o quantomeno la disponibilità di strumenti necessari per poterlo realizzare.

    Di Francesca Lelii

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