Migranti, giovani, precari, ambiente|domenica, Gennaio 17, 2021
Ti trovi qui: Home » Scuola » Lo strano caso della segreteria di Catania

    Lo strano caso della segreteria di Catania 

    Tempo di lettura: 3 minutiLo strano caso della segreteria di Catania e la sindrome del “telefono senza fili”.

    Come ogni rientro universitario anche  quest’anno accademico 2011/2012 sembra non essere privo di inconvenienti.
    Tralasciando la singolare, quanto fastidiosa, questione degli studenti di Giurisprudenza della sede di Ragusa, che non hanno ancora ricevuto nessuna comunicazione ufficiale di chiusura della suddetta sede; si è verificata una novità per quanto riguarda la segreteria di Catania.

    L’unificazione delle segreterie di tutte le facoltà negli uffici di Via Landolina (adiacente a Piazza V. Bellini, meglio conosciuta come piazza Teatro)  è, con molta probabilità, una delle misure adottate dall’Università degli Studi di Catania in seguito ai recenti tagli all’istruzione; ma francamente non è stata organizzata e gestita nella maniera più opportuna come dovrebbe essere, invece, nelle competenze di un’istituzione storica e secolare come in effetti è il nostro “Siciliae Studium Generale” datato 1434.

    Le “drammatiche” conseguenze (non tanto dell’unificazione ,quanto della cattiva gestione di questa unificazione) sono state sotto gli occhi di tutti:
    per circa una settimana (dal 3 al 10 ottobre) ogni giorno code di centinaia di studenti si sono presentate negli angusti locali e, chiaramente non potendo esservi contenuti, si sono riversati in mezzo alla strada, ricreando lo stesso ingorgo che solitamente si incontra in quella zona nelle ore serali per via dei vari locali notturni.

    Quali saranno mai state le “modalità” per mettersi in coda e poter consegnare le iscrizioni, e altri documenti, in questa situazione?
    Innanzitutto, non appena arrivati in loco, occorreva iscriversi ad una fantomatica “lista d’attesa” (ne sarebbe esistita una per ogni facoltà), ma questa lista non era a portata di mano, visto che era praticamente impossibile riuscire ad avvicinarsi all’ingresso; quindi , per farsi aggiungere nel “sacro foglio”, occorreva gridare il nome della propria facoltà per ricevere l’attenzione di un funzionario della segreteria, che nel frattempo  era impegnato a gridare i nomi di coloro già in lista.
    Moltiplicate le operazioni per centinaia di studenti al giorno potrete solo immaginare l’indecoroso spettacolo che si è svolto.

    Vista l’ineluttabile scelta amministrativa e il flusso di studenti che ogni anno, nel periodo delle iscrizioni, dovrebbe normalmente essere previsto dall’Università,  non sarebbe utile, ad esempio, indicare dei giorni di “ricevimento” diversificati per  facoltà, o meglio,  per anno?
    In questo modo la segreteria gioverebbe di uno smistamento preliminare, e gli studenti eviterebbero di fare delle code inutili.
    Inoltre, non sarebbe opportuno abbandonare il “sistema liste” che sembra più adatto ad una discoteca o ad una festa di gala?.

    In questa situazione  è stato, inoltre, possibile verificare un fenomeno sociologico interessante che si potrebbe definire  “sindrome del telefono senza fili”.
    Infatti, come in quel gioco che si faceva da piccoli (dove una frase viene trasmessa da un’estremità all’altra della fila, sussurrandola nell’orecchio del vicino, per ridere delle distorsioni che ha subìto alla fine del percorso), in mezzo a quella calca di gente le notizie correvano di bocca in bocca subendo stravaganti alterazioni.
    Il punto è questo:
    gran parte di quella massa era convinta del fatto che l’iscrizione doveva essere consegnata entro il 10 ottobre 2011, pena una mora di 50 euro.

    Innanzitutto il 10 ottobre è la data limite per inserire on-line, nel proprio portale studente, i dati dell’iscrizione –cito quanto riportato sul mav di pagamento della tassa d’iscrizione “ IL PROCEDIMENTO DELL’ISCRIZIONE è PRIVO DI OGNI EFFETTO QUALORA: … >LO STUDENTE NON INSERISCA I PROPRI DATI ENTRO IL 10 OTTOBRE 2011.- una volta confermati quei dati, viene rilasciato un documento da stampare che deve essere consegnato in segreteria ai fini della convalida, ma questo può anche avvenire successivamente al 10 ottobre per gli anni successivi al primo: in possesso di questa informazione, probabilmente, si sarebbe evitato tutto questo panico.

    Inoltre con l’iscrizione on-line si ottiene anche il bollettino di pagamento della tassa di iscrizione che ha, sì, scadenza il 10 ottobre, ma può comunque essere pagata successivamente con una mora (50 euro entro il 31 ottobre, 80 euro entro il 5 dicembre) –cito ancora  “IL PROCEDIMENTO DELL’ISCRIZIONE è PRIVO DI OGNI EFFETTO QUALORA : >ILPAGAMENTO DELLA TASSA SIA EFFETTUATO DOPO IL 5 DICEMBRE 2011.
    Dunque il concetto di “mora” è inapplicabile all’atto della “consegna dell’iscrizione”, perché la mora  è una sovrattassa che si paga nel caso di un ritardo di un pagamento tributario; quale pagamento viene effettuato in merito all’iscrizione? La tassa d’iscrizione.
    Di conseguenza io, studente universitario di Catania, che ho pagato la tassa d’iscrizione entro il 10 ottobre 2011 e che, quindi, ho già inserito on-line i dati dell’iscrizione (perché senza inserire i dati non è possibile stampare il bollettino mav, che serve al pagamento) ho e devo avere molte altre preoccupazioni, ma sicuramente non quella di aspettarmi una inapplicabile mora di 50 euro perché non ho consegnato 2 fogli in segreteria entro il 10 ottobre.
    Mi sembra veramente superfluo argomentare in tal senso.
    Potrebbe essere questa la chiave di volta che spiega questo fenomeno poco qualificante?

    di Massimo Occhipinti

    In risposta a Lo strano caso della segreteria di Catania

    1. Pingback: Dossier sulle mobilitazioni | Generazionezero

    Aggiungi commento