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    Ambientarsi nell’ambiente- Santacroce e l’acqua inquinata 

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    Le politiche ambientali di tutte le più grandi nazioni europee, negli ultimi anni, hanno avuto un’inclinazione particolare per lo sviluppo di fonti di energia alternative agli idrocarburi liquidi e gassosi. Questa tendenza però sembra non toccare il nostro Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, che nel mese di settembre ha firmato cinque Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA), tra le quali spicca l’autorizzazione per l’esercizio della raffineria di Augusta (Siracusa) dell’Esso, il cui esercizio avvenga-si legge nella nota del ministero- nel rispetto delle prescrizioni e dei valori limiti di emissione.

    Nel dettaglio, la raffineria di Augusta, in funzione dal 1950, è uno dei maggiori impianti di raffinazione nel territorio nazionale, con capacità massima di lavorazione annua pari a 14.400.000 tonnellate di petrolio greggio e con una dotazione di 273 serbatoi e 2 pontili con 7 punti di attracco per lo stoccaggio e la movimentazione dei prodotti petroliferi.
    Tema non nuovo in Sicilia, dove- ricordiamo- pendono ancora circa 40 richieste di trivellazione e dove la Regione rimane muta di fronte alle richieste di alcuni cittadini. Come ricorda Christian Recca, dell’associazione “Libera…Mente”, che a fianco di Legambiente ha denunciato l’inquinamento delle acque di fonte Paradiso, a Santa Croce Camerina, “c’è un problema di informazione, il fatto non è stato pubblicizzato al meglio, in quanto l’unica notizia che hanno avuto i cittadini di Santa Croce è stata trasmessa loro tramite un megafono all’interno di un’automobile che ha girato per le vie della città, dicendo di non usare per nessun motivo l’acqua, poiché non era potabile. In seguito, nessuna comunicazione, nessun manifesto è stato affisso nei luoghi più frequentati del paese, se non dopo circa una settimana. Tutt’ora non si sa niente di certo, a parte il fatto che non si poteva consumare l’acqua in quei 2-3 giorni successivi al primo allarme. Si sa che i tipi di inquinamento sono stati essenzialmente due: il primo a causa di presunti ritrovamenti di liquami, presso una fonte in cui si trovava un pozzo e che ha inquinato le falde acquifere; il secondo, reale e denunciato da Legambiente, l’inquinamento da parte delle vicine trivelle”.

    Dopo essere stati contattati dal circolo ibleo di Legambiente, si è portata avanti una campagna di sensibilizzazione ed informazione, sopperendo all’assenza delle istituzioni. “Santa Croce conosce i rischi delle trivellazioni, avendo avuto in passato cattive esperienze e teme che si possano avverare nuovamente. Esistono apposite leggi, in cui si dichiara espressamente che le amministrazioni e le associazioni possono chiedere la revoca di concessioni già in precedenza date, o addirittura la sospensione di progetti già avviati. Il Sindaco di Santa Croce, Lucio Schembari, inizialmente si era schierato contro le trivellazioni e invece dopo qualche tempo, con grande sorpresa, dinanzi ai vertici di Legambiente e dell’amministrazione smentì tutto. Il nostro obiettivo è quello di far cambiare rotta al Sindaco, invitandolo a schierarsi contro queste trivellazioni troppo spesso cause di danni. Se il Sindaco dovesse invertire il senso di marcia, concluderemmo il nostro cammino nel migliore dei modi; se non dovesse bastare ci faremo sentire, raccogliendo firme per fermare le trivellazioni”. Chi vuol esser lieto sia, di doman non v’è certezza.

     

    Alessandro Massari, Simone Lo Presti

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