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    “Scelgo ergo Critico”- come sopravvivere boicottando 

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    La vita universitaria porta ad analizzare in maniera “critica” l’espressione (e ciò che ne consegue) “mantenersi” soprattutto economicamente parlando. Si inizia a guardare dove e su cosa nello specifico poter risparmiare, selezionando un prodotto più tosto che un altro, scegliendo la marca x o la marca y, maggiormente convenienti rispetto a z o h che sia. Lo studente è chiamato, spesso e volentieri per necessità, a diventare un consumatore critico, e a fronteggiare la propria forma mentis (in molti casi acuita e coltivata nella vita in famiglia) da mantenuto e/o spendaccione ( volgarmente colui che vive agiatamente a spese dei genitori in questo caso). A seguito dell’incontro personalmente fatto con la Commissione nuovi stili di vita di Padova, incontro conclusosi con la verifica di un test atto a misurare quanto fossi critica nel consumo, mi sono posta il problema dell’acquisto e del risparmio intelligente, che miri a comperare prodotti e ecologici e convenienti. Comprare ma..consapevolmente. L’incontro prima citato è stato fortuito ed utile proprio perché senza saperlo, mossa dalla sola curiosità, mi son trovata a far esperienza della mission della Commissione, ossia “educare al consumo critico e consapevole, facendo conoscere la propria situazione di consumatore”, e aiutandolo nel boicottaggio di prodotti di imprese che hanno comportanti dannosi nei confronti di lavoratori , ambiente e popoli della terra.

    Nonostante abbia ragione Feuerbach dicendo che siamo ciò che mangiamo, si può benissimo precisare, arricchendo tale tesi, che, considerando la prima un effetto e questa una causa, siamo ciò che compriamo. Il nostro porci in maniera critica o acritica rispetto al comperare, boicottando consapevolmente ciò che è appunto sostituibile con altro, rivela anche il nostro volto caratteriale, intimo e psichico, poiché dietro l’acquisto si cela sempre uno stimolo, che s’inneschi per inerzia o per effettivo bisogno. Cosa fare per scoprirsi critico ed oculato nelle spese? Il miglior test rimane la pratica e dunque..l’effettivo atto dell’ACQUISTARE.

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    Sembra contraddittorio ricercare un costante rapporto qualità prezzo; difatti non sempre accade anzi, la maggior parte delle volte non accade affatto. Ma se ci fermassimo giusto un attimo in più davanti all’espositore di detersivi (esperienza realmente vissuta) e confrontassimo i vari prezzi, le varie etichette, le varie componenti chimiche del prodotto, ci renderemmo conto di come poter risparmiare ecologicamente e finanziariamente parlando, in una società che guarda allo spreco come lo status quo e al boicottaggio come sinonimo di estinzione del bisogno e, conseguentemente, dell’acquisto.

    Boicottare infatti non vuol dire abolire radicalmente dalla nostra spesa un determinato prodotto, bensì considerarne il marchio di produzione, studiarlo ed approfondirlo, giudicarlo eticamente conforme a diritti universali e parametri morali, e sostituirlo con un altro. Magari sarà una sottomarca ma avremo risparmiato e in denaro e in “scrupoli di coscienza”. Avremo agito alla luce dei valori morali di rispetto del lavoro, del lavoratore (quindi valori condivisi) e dell’ambiente quale luogo di produzione e fornitore di materie prime.

    Di Marta Cafiso

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