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    LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE 

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    Allarme “Rosso”: svegliare le masse diventa un’urgenza

    La lotta alla disinformazione ha fomentato da sempre l’eterna guerra intestina tra governi-bavaglio e popoli alla ricerca di coscienza civile e di avanzamento culturale. In epoca umanistica la divulgazione delle idee e il circolo dell’innovazione hanno condotto ad un’esuberante arricchimento intellettuale del popolo, il quale trovava riscontro in un linguaggio chiaro e lineare mirato all’avanguardia tecnologica e all’incremento della coscienza critica individuale. Ciò ha condotto inevitabilmente il popolo ad un’inaspettata consapevolezza in ambito sociale e scientifico che ha ridotto drasticamente l’ignoranza collettiva.

    Questo spiccato slancio sociale costituisce un determinante spunto riflessivo sull’effettivo potere dei mass media, i quali sostengono in maniera determinante il destino della cultura e della coscienza civile di qualunque popolo. I sistemi governativi che mirano sostanzialmente all’arricchimento d’élite, profanano da sempre il nobile scopo dei metodi di divulgazione, monopolizzandone il backstage e muovendo i fili di burattini mastodontici privi di morale.

    Fu Platone il primo a teorizzare una soluzione ideale: il modello di stato per eccellenza, secondo il suo parere deve essere necessariamente caratterizzato dall’emblematica figura del filosofo. Egli, infatti, in quanto privo del diritto alla proprietà, privo del diritto di ricoprire persino il ruolo di padre di famiglia, conseguentemente privo di qualsiasi interesse personale, dovrebbe governare guidato esclusivamente dal senso di giustizia. E la giustizia deriva per definizione dalla ricerca della verità assoluta, inappellabile ed inequivocabile.

    Per la realtà odierna potrebbe dunque esistere un barlume di speranza che potrebbe condurre ad una rivoluzione collettiva: dare il giusto peso all’informazione. Solo nel momento in cui il popolo deterrà la verità potrà insorgere. Scuotere le coscienze e sensibilizzarle all’informazione è ormai una delle poche ma promettenti strade per la possibile realizzazione di uno stato giusto e non elitario, nel quale potrà vigere la trasparenza informativa e la cura degli aspetti sociali prioritari.

    I mass media forniscono l’enorme potere di diffondere con semplici mezzi ogni oscenità amministrativa e ogni cavillo dei reali affari politici: gli attuali mezzi di comunicazione di massa potrebbero costituire la reale voce di un popolo frustrato da un’obsoleta macchina governativa condotta da uomini vili al servizio di scellerati.

    L’insoddisfazione collettiva che deriva da un’effettiva inefficienza dello stato è frutto di un popolo sordo, cieco e incosciente, che rivolge la propria attenzione ai suoi bisogni ma non ai metodi per poterli soddisfare. Un popolo cosciente ha dunque l’effettiva possibilità di trasformare radicalmente il suo destino sociale: pur constatando la longevità dell’operazione, si può ricorrere al credere fermamente nella coscienza individuale e nella potenziale forza delle masse.

    Dunque, via le bende dagli occhi: solo la partecipazione rende liberi.

     

    Francesca Lelii

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