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    Diario parigino: Accoglienza in Sorbona 

    Tempo di lettura: 3 minutiDiario parigino: Accoglienza in Sorbona

    Le questioni burocratiche che si presentano ogni anno, in questo periodo, sul cammino di uno studente universitario (in particolare dell’Università di Catania) mi hanno portato a sfogliare a ritroso l’almanacco dei miei ricordi e ad inserire un flashback all’interno della rubrica: l’accoglienza di uno studente straniero all’ Università “La Sorbona” di Parigi.

    La seconda università della storia del mondo occidentale (1090 d.c.-2 anni dopo l’Università di Bologna) è un’istituzione che accoglie più di 20 000 studenti, pervade il territorio parigino e, nonostante la concorrenza di molte altre università (all’interno della stessa capitale francese), occupa ancora un posto di rilevo; quanto meno per la sua tradizione.
    Oltre all’edificio storico del “Quartiere Latino”, ci sono una serie di “succursali” sparse in diversi quartieri, anche periferici, della Metropoli.
    Nonostante le sue dimensioni , sia fisiche che disciplinari, l’università prevede un solo ufficio per le Relazioni Internazionali che accoglie ogni anno circa 300 studenti Erasmus che si aggiungono alle altre centinaia di studenti stranieri che non appartengono a programmi di mobilità internazionale e che si iscrivono, perciò, a titolo individuale; questo avviene senza ingorghi, attese infinite e proteste.

    La procedura è molto semplice:
    il primo passo è fare una pre-iscrizione on-line dove si indicano i propri dati, si allegano i propri documenti di riconoscimento e una fototessera; in seguito occorre fissare un appuntamento, sempre on-line, per procedere all’iscrizione amministrativa; il giorno e l’orario indicato nella prenotazione, senza nessuna attesa, ci si presenta al cospetto di un funzionario (che gestisce le pratiche di tutti gli studenti stranieri) che, in un tempo massimo di 10 minuti e dietro presentazione del foglio di prenotazione dell’appuntamento, dei documenti dell’università di provenienza  e della carta d’identità, rilascia una carta studente (una tessera equivalente al nostro libretto universitario).

    Una volta superata questa procedura di immatricolazione, si è indirizzati verso gli uffici dei singoli UFR (Unité de Formation et de Recherche- equivalenti ai nostri dipartimenti) per iscriversi ai corsi obbligatori e ad eventuali corsi a scelta; ad esempio uno studente iscritto in filosofia si recherà nella segreteria dell’UFR di Filosofia per iscriversi a corsi come Storia della Filosofia, Filosofia Morale, Filosofia dell’Arte etc., e nel caso in cui il piano di studi presenti la possibilità di destinare un certo numero di crediti a materie di sua scelta potrà indicare sia dei corsi che rientrano nel proprio UFR (in questo caso materie prettamente filosofiche) sia dei corsi che appartengono ad un altro UFR; quindi poniamo il caso che questo studente di filosofia voglia scegliere delle discipline storiche, ad esempio storia contemporanea, si recherà, quindi, all’UFR di Storia…e così via.
    Questa seconda fase viene definita pertanto “iscrizione pedagogica” e, sebbene potrebbe sembrare un’eccessiva burocratizzazione,  risulta una procedura molto veloce:
    basta recarsi nella segreteria di proprio interesse e chiedere di fare l’iscrizione pedagogica; un funzionario vi consegnerà un foglio in bianco nel quale vi chiederà di indicare le vostre generalità, il numero di matricola (riportato sulla carta studente) e l’elenco delle materie scelte con il codice di riferimento (riportato sulla guida dello studente, o nella lista affissa nello stesso ufficio, infine una firma sulla lista di ogni materia scelta (che permetterà al docente di avere l’elenco di tutti i suoi studenti) ed è fatta; in questo modo le file vengono smaltite in una maniera che è impressionante, almeno per noi studenti di università meridionali, dove la burocrazia ha ancora i suoi enigmi e i suoi misteri.

    Dopo aver sbrigato tutte queste pratiche burocratiche, basterà godersi le giornate di accoglienza organizzate dall’ufficio Relazioni Internazionali, che prevedono come eventi principali una colazione interamente offerta dall’Università, inaugurata da un discorso dal presidente della Sorbona, Georges Molinié, e una “serata danzante”.

    di Massimo Occhipinti          

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