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    Ragusani nel fondo… impegnati a resistere 

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    Se per caso vi stesse baluginando nella testa il vago sospetto che lo strombazzatissimo evento di fine estate Ragusani nel mondo non sia tanto il momento di massima glorificazione della ragusanità (sic!), ma semplicemente l’ennesima tragica conferma che per fare qualcosa di importante nella vita un ragusano debba prendere armi e bagagli e andarsene dalla proprio città (avete mai sentito parlare di Bresciani nel mondo, Bolognesi nel mondo, Torinesi nel mondo?), ecco, l’evento di cui si parlerà tra poco fa proprio per voi.

    Ragusani nel fondo nasce da un’idea di Pippo Gurrieri nel 2009 come presa per i fondelli della già citata manifestazione. Invece di premiare però i ragusani che hanno preso armi e bagagli e se ne sono andati per trovare finalmente quello che questa città gli avrebbe mai potuto dare, si premiano a scopo puramente satirico tutti i ragusani che qui ci stanno e che qui continuano a non avere un bel niente.

    Tutto in questa manifestazione è genialmente pensato per ribaltare satiricamente la pomposità al limite del trash di Ragusani nel mondo. Invece della solenne istituzionalità di Piazza Libertà, Ragusani nel fondo avviene ogni anno nella semi dimenticata Rotonda Maria Occhipinti (anche quest’anno, con buona pace del Movimento Azzurro e della potenza salvifica dei suoi chioschi con annessi cessi chimici). Invece delle fanfare dell’orchestra dei carabinieri, musica etnica e gruppi rock locali. E infine, invece di figli di, nipoti di, pronipoti di ragusani sparsi ai quattro angoli d’Italia e del mondo che si fanno la vacanza a casa nostra e ci raccontano di quanto stanno meglio altrove, ragusani DOC che vengono premiati per le vessazioni che subiscono ogni giorno mentre la cittadinanza volge lo sguardo verso Piazza Libertà e si riempie il petto di un orgoglio che sicuramente non le appartiene. Perché mentre su Video Mediterraneo 1 scorrono le immagini del cantante country americano di origine ragusana, il 9 settembre 2011, alla Rotonda Maria Occhipinti si davano le “uova della rinascita” (le uova di cioccolato date ai premiati di quest’anno) ai dipendenti sfruttati del COPAI, ai commercianti del centro storico assediati dalla spazzatura e rovinati dal completo abbandono del quartiere, al Comitato Lavoratori Ragusani in Lotta, agli ultimi strenui pendolari delle ferrovie ragusane e infine… all’acqua, giusto per ricordare che mentre i quesiti sull’acqua pubblica vincevano ai referendum, a Ragusa le trivellazioni petrolifere hanno inquinato gravemente le falde acquifere come accaduto alla sorgente Paradiso.

    Tutto questo condito da una buona dose di riflessione politica, con i ragazzi di Pozzallo e il loro “Teatro dell’Oppresso” e la video inchiesta sulla disastrosa gestione della differenziata in città. Una manifestazione che nella sostanza è piccola, spartana, ma è finalmente un momento in cui si fa luce su tutti i ragusani trascinati nel fondo da disservizi, ingiustizia e corruzione.

    Fondo però a cui però sicuramente riesce ad arrivare il suono dell’orchestra dei carabinieri: ma se con il prezzo di quei mostruosi amplificatori montati ogni anno a Piazza Libertà si iniziasse a coprire i buchi delle strade questo fondo non sarebbe un po’ meno… profondo?

    http://esternobile.generazionezero.org/
    Ester Nobile

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