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    I ragazzi di San Cataldo 

    Tempo di lettura: 3 minuti

    Di Attilio Occhipinti

     

    Il 10 giugno scorso ci siamo recati a San Cataldo, un paese di circa 25.000 abitanti in provincia di Caltanissetta, per assistere ad un’iniziativa per i quattro al referendum promossa da diverse associazioni, come Libera e Legambiente, e partiti quali la Federazione della Sinistra, SEL e IDV. Ma, come è noto, l’occasione fa l’uomo ladro e noi non ci siamo fatti sfuggire quella di fermarci in questo simpatico paesino per tutta la giornata.

    Appena giunti sul posto, erano circa le 10, in compagnia del nostro caro amico e guida  Alessandro Giuliana abbiamo trascorso tutta la mattinata a passeggiare per le vie di San Cataldo. Sono davvero tanti i posti in cui Alessandro ci ha portati: chiese, piazze, la villa comunale. Ma crediamo che tra questi necessitano una menzione particolare la Chiesa Madre e la Torre dell’Orologio: la prima è una chiesa in stile barocco, la principale di San Cataldo, molto grande e bella ai piedi della quale si estende una piazza; la torre invece si trova su un punto molto alto del paese dal quale è possibile ammirare un panorama fantastico. Durante il nostro giro turistico abbiamo fatto una bella chiacchierata con Alessandro, un ragazzo che si spende molto per il suo paese, per la sua valorizzazione attraverso il rilancio del turismo, la salvaguardia del territorio grazie a svariate iniziative, le politiche giovanili con concerti, feste e molto altro. E non è il solo. Abbiamo avuto modo di conoscere diversi ragazzi e ragazze che si impegnano, che lavorano duramente per rendere San Cataldo un posto migliore, lottando contro la politica di abbandono adoperata dall’amministrazione attuale, come per esempio Angelo Anzalone, che lo scorso mese di maggio ha invitato il professore Alberto Giovanni Biuso, docente di Filosofia della Mente presso la facoltà di Lettere e Filosofia a Catania, a tenere una conferenza per la presentazione del suo libro, La mente temporale. Abbiamo visto dei posti bellissimi lasciati così, senza un senso ben preciso, a loro stessi, abbandonati, sporchi, un vero peccato. Una caratteristica questa di tanti e tanti comuni della Sicilia e non è una novità purtroppo.

    Quanti posti ci è capitato di vedere nel corso dei nostri viaggi dove lo spreco, l’assoluta immobilità delle amministrazioni e la totale indifferenza di molti cittadini hanno condannato molte bellezze naturali e architettoniche alla rovina. Il motivo? La pigrizia. L’idea stessa di fare qualcosa, qualsiasi cosa per mutare il pessimo stato in cui vertono parecchi comuni e zone della Sicilia sembra quasi paralizzare i tanti che dovrebbero muoversi in tal senso, politici e non.

    Ritornando a noi, verso sera, intorno alle 20, in piazza “Falcone e Borsellino” inizia l’evento per il quale noi di GZS siamo stati invitati ed è veramente emozionante l’accoglienza che ci riservano una volta esserci presentati: i ragazzi dell’Arci e della Federazione della Sinistra ci mostrano subito tutto il loro interesse e si dicono colpiti dal nostro impegno rivolto a tutta la Sicilia, soprattutto nei confronti dei paesi più piccoli, come San Cataldo, che magari non godono di molta attenzione mediatica; i ragazzi de “Il Sacco”, una rivista locale molto impegnata su quel che accade a San Cataldo, ci manifestano la loro voglia di collaborare con noi per trovare quella piattaforma comune grazie alla quale si possa dare sempre più voce a questo paese e a tutta la provincia di Caltanissetta. L’atmosfera era veramente delle migliori. Ci siamo sentiti molto vicini a questi ragazzi e alle loro iniziative, alle loro idee. La voglia di pensare che insieme, creando un legame forte, si possono fare tante cose davvero importanti.

    In seguito, dopo aver ascoltato i vari interventi, ci siamo intrattenuti ancora a chiacchierare mentre un gradevolissimo sottofondo musicale ad opera dei Dejavù e degli Tziganò ci accompagnava e una leggera e piacevole brezza soffiava in tutta la piazza.

    Purtroppo era arrivato il momento dei saluti, il momento di dirsi arrivederci e di darsi appuntamento qui su GZS per dare un seguito a quanto s’è detto e a ciò che abbiamo imparato dai ragazzi di San Cataldo e cioè la voglia di impegnarsi sempre in prima linea a prescindere da tutto e tutti.

     

     

    Un ringraziamento particolare a Angelo Anzalone e Alessandro Giuliana

     

    3 Risposte a I ragazzi di San Cataldo

    1. Aldo Adamo

      OK… continua su questa rotta…

       
    2. attilio

      Grazie Aldo! Certo che continuiamo! Non siamo soli, l’importante è questo…

       
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