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    Massimo D’Alema risponde a Generazione Zero 

    Tempo di lettura: 4 minuti

    Di Attilio Occhipinti

     

     

    Giorno 22 maggio ci siamo recati a Marina di Ragusa per seguire il comizio del Partito Democratico che si è tenuto presso la sala convegni dell’hotel Terraqua in occasione delle elezioni comunali del 29 e 30 maggio. Presenti al comizio, oltre al candidato sindaco Sergio Guastella, vi erano anche il segretario regionale del partito, Giuseppe Lupo, il segretario del PD a Ragusa, Peppe Calabrese e, ospite d’eccezione, l’onorevole Massimo D’Alema.

    Prima dell’evento, che ha avuto inizio alle ore 18, siamo riusciti ad avvicinare l’onorevole D’Alema:

     

    Onorevole D’Alema, lei pensa che i risultati delle amministrative, nel resto d’Italia, possano

    influenzare l’andamento delle elezioni a Ragusa?

     

    Penso ci sia un vento di cambiamento in tutto il Paese e naturalmente questo arriva anche nel     Mezzogiorno, che ha un motivo in più per cambiare, dato il carattere esplicitamente antimeridionale del governo Berlusconi.

     

    Quale sarà il futuro di Ragusa dopo queste elezioni, visto anche l’apprezzamento di una parte dell’opinione pubblica nei confronti dell’attuale amministrazione?

     

    Il futuro di Ragusa è in mano ai suoi cittadini, non possiamo decidere noi per loro e l’ultima persona che può parlare dell’operato dell’attuale amministrazione sono io. Di certo posso dire che questa provincia ha una grande storia alle spalle e delle importanti potenzialità economiche che non sono state pienamente valorizzate.

     

    Su cosa dovrebbe puntare la città di Ragusa?

     

    Bisogna puntare su quello che c’è di forte qui: su una agricoltura di qualità, che è uno dei punti di eccellenza di tutto il Paese, e sulle potenzialità straordinarie del turismo. Si tratta di puntare su due elementi che sono il volano di una politica di sviluppo. Non mi pare che la Destra abbia una visione a riguardo e questo dipende, soprattutto, dalle responsabilità del governo nazionale, ma anche della classe dirigente locale.

     

    Per chiudere, qual è la sua opinione riguardo all’aeroporto di Comiso?

     

    Io sono stato quello che iniziò la smilitarizzazione di quell’area già tanti anni fa quando la città di Comiso volle aiutarci ad accogliere i profughi della guerra nel Kosovo. Abbiamo avviato la smilitarizzazione, abbiamo reso disponibile per la Sicilia quella grande infrastruttura, avevamo cominciato i lavori, poi è arrivato Berlusconi e naturalmente, come è successo per tante opere nel Sud, tutto si è fermato prima di tutto a causa del Ministro che non si è voluto, per così dire, accollare i costi dei servizi. Non appena torneremo al governo riprenderemo i lavori.

     

    Molte grazie, onorevole D’Alema.

     

    Grazie a voi.

     

     

    Dopo l’incontro con l’onorevole D’Alema ci siamo diretti verso l’hotel Terraqua. La sala convegni conteneva a malapena le persone che incitavano con cori da stadio il loro candidato sindaco: “ Sergio! Sergio! Sergio!”. Peppe Calabrese ha esordito, gridando al microfono, che la coalizione a sostegno di Guastella è unita, omogenea ed è questa la sua forza, ricordando che nel 2003 fu proprio questa unione a fare la differenza e adesso il miracolo si può ripetere grazie all’impegno e all’onestà di tutti. Prima di chiudere Calabrese ha aggiunto che il PD ha tutti i numeri per diventare il partito numero uno in Italia, grazie in particolar modo al Mezzogiorno.

    Dopo Calabrese prende la parola Giuseppe Lupo, il quale manifesta subito una grande fiducia e un grande entusiasmo dopo le recenti amministrative che, a suo dire, sono l’espressione di migliaia e migliaia di uomini e donne che hanno voglia di cambiare. Un vento di cambiamento, dice Lupo, che dal nord sta scendendo verso il sud. “Sergio è il candidato del cambiamento”, così Lupo definisce Guastella, trovando in lui una perfetta sintesi tra società civile e mondo politico. Secondo Lupo bisogna approfittare della crisi della Destra, e la vittoria al primo turno di Guastella può dare quel cambiamento che serve al Paese: “Abbiamo bisogno di un sindaco che lotti per Ragusa!”, così Lupo conclude il suo interevento lasciando il microfono proprio a Sergio Guastella. Il candidato sindaco del PD viene accolto con un’ovazione da parte dei presenti e, ad essere sinceri, ci sembra molto emozionato. Guastella esordisce parlando di cuore, di aggregazione, di incontro tra società civile e politica, di partecipazione e crescita, di pari opportunità per tutti i cittadini. Guastella immagina una città differente, “normale” come la definisce lui, diversamente da quella vista in questi ultimi cinque anni di amministrazione Dipasquale. “Ciò che è mancato è stato l’obiettivo, cioè qualcosa che si basi su un patto con i nostri cittadini. L’obiettivo non è di eleggere solo me, ma tutti noi!”, così Guastella che infine aggiunge, “Non abbasserò la testa e non mi autosospenderò, non abbasseremo la testa né io né voi!”

    L’ultimo ad intervenire è l’onorevole Massimo D’Alema: “ Vi parlo come parlamentare del Mezzogiorno: dobbiamo guardare oltre la triste stagione politica che stiamo vedendo. Negli anni ’90 l’Ulivo diede segnali positivi, ma Berlusconi, il grande imprenditore, che prometteva più occupazione, meno tasse, infrastrutture, niente burocrazia, riuscì a sedurre il popolo e dopo dieci anni niente di tutto quello che aveva promesso è stato fatto”. D’Alema ammette che la divisione all’interno della Sinistra non ha permesso alla Sinistra stessa di battere Berlusconi e poi pone l’accento sul dramma che affligge la nuova generazione esclusa dal lavoro, la pressione fiscale ai massimi storici: 43,8% oltre il limite anche rispetto al governo dell’Ulivo ai tempi dell’euro. “Tasse più alte sui salari più bassi!”, urla al microfono e aggiunge “La distanza tra i ricchi e i poveri, tra il nord e il sud è cresciuta. Il Paese è più debole: unico Paese ad aver tagliato scuola, università, ricerca scientifica e la spesa pubblica è pure aumentata!”. Sempre sulla Destra, D’Alema trova nella strumentalizzazione della paura il mezzo grazie al quale l’attuale governo è riuscito ad insediarsi in questi anni, sfruttando a proprio vantaggio le “paure” dell’immigrazione, dell’Islam, della minaccia commerciale dei cinesi. L’Italia, secondo D’Alema, deve utilizzare il talento dei giovani, soprattutto nel Sud, deve avere fiducia nella qualità del proprio lavoro per stare al pari con un mondo che sta velocemente cambiando. A Napoli, dice l’onorevole, la sconfitta del PD è stata meritata, ma la Sinistra comunque non ha perso.

    D’Alema infine parla del destino che lega tutta l’Italia incluso in particolar modo il Mezzogiorno, considerato il vero motore del Paese: “La gente ha votato per cambiare e il vento sta cambiando!”

    Quello dei ragusani è un voto che vale doppio, afferma D’Alema, poiché può dare il colpo di grazia al governo, al berlusconismo.“Siate protagonisti di queste giornate!”, in questo modo conclude D’Alema, che chiude così il comizio del Partito Democratico.

    Massimo D'Alema

    About the author: Giulio Pitroso

    Giulio Pitroso, nato nel 1989 a Ragusa. Laureato in Lettere Moderne a Catania, in Culture Moderne Comparate a Torino. Ha collaborato con Il Clandestino con Permesso di soggiorno, Sciclipress, IlMegafono.org. Ha diretto dalla sua fondazione Generazione Zero Sicilia fino al luglio 2012. Dallo stesso anno è presidente di Generazione Zero. I suoi articoli sono stati ripresi su Liberainformazione e i Siciliani giovani.

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