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Intervista a “La Pegatina” 

Tempo di lettura: 2 minutiDi Marta Cafiso

Tra i vicoli e le piazze di una Bologna in festa per lo scorso primo Maggio, abbiamo incontrato ed apprezzato La Pegatina, gruppo di giovani musicisti catalani. Il sound caldo e i ritmi instancabilmente ballabili che caratterizzano i loro album, fanno di questi artisti un “adesivo” (come il loro nome stesso dice) tra la loro musica e il loro pubblico.

Sempre disponibili a saziare la nostra sete di curiosità, ci hanno risposto così!..

 

-La Pegatina..come e perché avete scelto questo nome?

Ruben (cantante e chitarrista) veniva chiamato “il pegatina” (= adesivo), poiché era come gli adesivi..stava ovunque! Partecipava a tutte le feste portando con sé la chitarra e, quando la festa terminava, cominciava a suonare lui.

-Chi vi ha supportato nel corso del vostro progetto?

Durante i primi anni di attività ci siamo lasciati guidare dai consigli musicali dei Che Sudaka, il nostro gruppo di riferimento in tutto ciò che facevano: nell’autogestione, nel modo di muoversi sul palco, la loro capacità ecc. Al momento di incidere il primo disco, sono stati a darci maggior aiuto, anche se abbiamo ricevuto i consigli dagli stessi Manu Chao e Gambeat, che collaborarono con noi alla realizzazione dell’album.

-Dove trovate l’ispirazione nello scrivere i vostri testi e la vostra musica?

La notte è il momento migliore per comporre e il luogo più adatto per cercare dentro di se le storie migliori. Più pensi e rifletti, meglio racconti le storie che fanno parte delle tue canzoni. Infatti, quest’ultimo disco (Xapomelön, 2011) racconta molto di noi, nella maniera più naturale.

-Come viene vista La Pegatina dal pubblico europeo e da quello estero?

Anche abbastanza di rado ci allontaniamo dalla Catalogna, abbiamo scoperto che la nostra musica piace molto a livello europeo, considerando che ha un suono esotico, latino e molto ballabile. In più il pubblico capisce che siamo capaci di dare il massimo sul palco e ci divertiamo molto; questo produce come un mimetismo, che fa gustare ed apprezzare la nostra musica al pubblico, anche se non conosce né la lingua né i testi delle nostre canzoni.

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-I vostri album sono scaricabili gratuitamente in rete. Quale pensate sarà allora il futuro dei CD?

Oggi la situazione musicale vari ogni mese, dal momento che appaiono sempre più programmi di download, social network o nuove tecnologie. Diciamo che quando internet potrà essere utilizzato in qualunque momento della giornata, equivarrà a dire che la pirateria non esisterà più, e quindi che anche i programmi di musica saranno più efficienti. Sarà come avere ciascuno un lettore musicale che contenga e riproduca tutta la musica del mondo. I CD, staremo a vedere…

-Abbiamo ballato insieme a Bologna. Ci saranno altre occasioni per riascoltarvi in Italia?

A metà Luglio saremo a Vicchio e a Settembre ed Ottobre torneremo per altre tappe lì. Per il momento non possiamo confermare nulla, però abbiamo davvero voglia di ritornare in Italia!

 

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