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    Ester Nobile, Donne per Ragusa. 

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    Di Giulio Pitroso

    Ester Nobile è una ragazza di 26 anni, candidata al Consiglio Comunale con la lista “Donne per Ragusa”. Risponde alle domande di Generazione Zero Sicilia.

    Perché ha scelto di candidarsi?
    Perché mi piaceva l’idea di una lista di sole donne e poi perché mi piace darmi da fare per cercare di cambiare le cose, anche se in minimo. Inoltre l’idea di supportare Sergio Guastella, uomo che ho avuto occasione di conoscere in più riprese, mi ha veramente galvanizzata. E’ un uomo colto e preparato, con un ottimo curriculum. Penso che possa risollevare questa città che a mio parere è decaduta in molti punti, in questi cinque anni specialmente.

    Quale è il suo programma?
    Vogliamo maggiori servizi alla persona, a partire proprio dalle donne. Lei si chiederà giustamente “ma come? e gli uomini non ne necessitano?”. Certo che si, ma il punto è la carenza di servizi sociali o il loro malfunzionamento fa si che troppo spesso a colmare le lacune siano le donne in famiglia. Questo stato di cose è talmente radicato che è una mentalità. Quante volte ho sentito amiche e parenti essere tacciate di non prendersi cura dei parenti malati o dei figli piccoli a sufficienza perché… Lavorano! No, non deve essere specifico compito delle donne fare questo, deve essere dello Stato.
    Vogliamo una differenziata porta a porta che funzioni veramente, una maggiore attenzione alla cultura, la fine della speculazione edilizia in periferia che sta devastando la campagna più bella della Sicilia e il rilancio del centro storico che tanto bene farà all’occupazione e infine vogliamo l’apertura del Parco degli Iblei.

    Quali sono i suoi progetti?
    Mah… per adesso vivo alla giornata, mi prendo tutto quello che arriva!

    Perché una lista di sole donne?
    So che la parola “lista di sole donne” può fare rabbrividire, può evocare un gruppo di femministe drastiche che congiura contro il crudele mondo dei maschi, ma posso assicurare che nessuna delle candidate ha nulla contro i maschi, anzi, molte se li sono pure sposati! Il fatto è che l’idea è partita dalla manifestazione del 13 febbraio “se non ora quando”: non volevamo perderci di vista, volevamo costruire qualcosa da quel momento. La questione delle escort è solo la punta dell’iceberg della condizione della donna in Italia. Basti pensare ai dati anagrafici e ai dati della presenza di donne in parlamento e non solo nel nostro paese: sconfortante, non crede? Io stessa ho capito che qualcosa non andava trascorrendo vari periodi all’estero e notai che in televisione non appariva mai una valletta, una donna scosciata, nulla. Perché? Perché non è reputato giusto fare vedere la donna come un oggetto di contorno della scenografia. Lo si considera degradante nei confronti della persona. E da questa sensibilità che in Italia pare bacchettona parte poi tutto a cascata: più servizi, più occupazione femminile, più donne attive in politica… Vogliamo partire da qualcosa, e questo movimento può fare qualcosa nel suo piccolo. Ovviamente non vogliamo fermarci al risultato delle elezioni: “comu veni si cunta” per quello! Ma non ci fermeremo certo qui: vogliamo continuare a lavorare sul territorio, dando spazio a chiunque abbia qualcosa da dire e proposte da fare per Ragusa e per le sue donne.

    La stampa vi ha dato la giusta attenzione?
    Bhe i commenti post conferenza stampa sono stati lusinghieri, inoltre il nostro appello contro il manifesto elettorale selvaggio è stato raccolto da varie testate cittadine (non so se lo sa, ma abbiamo denunciato il fatto che i pannelli elettorali sono stati sistemati nei luoghi più sperduti della città, favorendo così l’attacchinaggio selvaggio in tutti i muri di Ragusa. Inoltre nessuno rispetta gli spazi assegnati per legge alle liste sui pannelli, coprendo tutti i manifesti che invece rispettano le regole). Certo, ci sarebbe piaciuto avere le prime pagine dei giornali! Però devo dire che quel che è stato giusto darci ci è stato dato. Ripeto, siamo un movimento nuovo, dobbiamo crescere e si deve mettere in conto un certo scetticismo nei nostri riguardi. Prima di avere visibilità bisogna avere credibilità, e se la prima la ottieni magari anche arrivando a coprire tutti i cassonetti della spazzatura con la tua effige elettorale, la seconda si costruisce con il tempo e con l’esempio.

     

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