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    Intervista a Peppe Vitale, candidato al Consiglio Comunale 

    Tempo di lettura: 2 minuti

    Di Giulio Pitroso

    Chi è Peppe Vitale? Cosa fa nella vita?
    Peppe Vitale (cioè io) è un ragazzo di 25 anni, laureato in Giurisprudenza, che attualmente svolge la pratica forense presso uno studio legale di Ragusa. Mi sono affacciato alla politica nel 2003, anno in cui ho preso la tessera della Sinistra Giovanile. Quando si pensò di porre fine all’esperienza dei Democratici di Sinistra, io e altri compagni decidemmo di entrare in Sinistra Democratica al seguito dell’On. Fabio Mussi e, all’interno di quel movimento, ci siamo spesi sia per le elezioni nazionali che per quelle regionali del 2008 con il simbolo di Sinistra Arcobaleno. Fallita quella esperienza, come è noto a tutti, dopo varie peripezie ho aderito con molti amici e compagni al Partito Democratico, di cui faccio ancora parte e nella cui lista mi candido al Consiglio Comunale. Dal 2004 al 2009 ho fatto parte della Consulta Comunale Giovanile di Ragusa e ci tengo a sottolineare che l’unica attività organizzata da questo organismo e che ha avuto successo è stata nell’estate del 2004, con l’assessore Carmelo Laporta: il torneo di giochi di ruolo “Ludicamente” per il quale mi sono battuto personalmente affinché si potesse realizzare.

    Qual è il suo programma?
    Voglio che Ragusa diventi una città dove i giovani abbiano realmente spazio, dove ci siano spazi pubblici dove potersi ritrovare e condividere le proprie esperienze, senza dover affidarsi alla buona volontà dei privati nella speranza che realizzino qualcosa. Chi mi conosce sa anche che sono un musicista di medio(basso) livello: mi batterò affinché a Ragusa, oltre alle solite feste in discoteca, si organizzi ancora di più musica dal vivo in modo tale da dare maggior spazio ai gruppi e alle band emergenti, e intendo dire TUTTE le band presenti sul territorio, non solo quelle che portano un maggior numero di persone ai concertini che si organizzano.

    Che cosa non funziona a Ragusa?
    A Ragusa non funzionano parecchie cose. L’attività culturale è pressoché assente, anche se l’amministrazione sostiene il contrario: io non credo che bastino qualche sagra o il concerto del divo del momento per consentirci di affermare che a Ragusa c’è una fervida attività culturale. La biblioteca è stata
    inaugurata pochi giorni fa: è sotto gli occhi di tutti che è un’operazione squisitamente elettorale.

    Università a Ragusa. Cosa ne pensa?
    Io mi sono Laureato a Ragusa. Non ho né l’autorità né la faccia tosta di dire “se verrò eletto, farò di tutto per non far chiudere l’Università”. L’Università è un’occasione che non dobbiamo lasciarci scappare, poiché occasione di sviluppo economico, culturale e sociale, e spero che chi di dovere se ne accorga e faccia qualcosa di serio (e non promesse puramente elettorali) affinché a Ragusa l’Università non muoia. Nella peggiore delle ipotesi è opportuno e necessario che il diritto allo studio di coloro che studiano a Ragusa venga garantito nel caso di un trasferimento a Catania, magari istituendo delle borse di studio ah hoc per i più meritevoli che permettano almeno di pagare l’affitto della stanza.

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