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    Manuela Balestrieri, candidata al Consiglio Comunale a Ragusa 

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    Chi è Manuela Balestrieri? Perché ha scelto di candidarsi?
    Emanuela Balestrieri, classe 1982. Ho una laurea specialistica in belle arti (decorazione) e, di recente, ho conseguito una seconda laurea specialistica in arti multimediali, interattive e performative all’Accademia di Brera, Milano. Ho lavorato in molti ambiti diversi, dalle web-tv al cinema indipendente, ong e ambiti museali, ma anche beni culturali e restauro… ricalco perfettamente lo stereotipo della trentenne specializzata e precaria!
    Di recente ho preso una decisione, per così dire, contro tendenza: sono tornata in Sicilia, abbandonando Milano senza troppi rimpianti. Mi sono resa conto che, per quanto riguarda l’arte e la cultura, non c’è lavoro nemmeno nella metropoli italiana del lavoro. O meglio, gli impieghi non mancano, se hai comunque di che mantenerti puoi fare stage non pagati per tutta la vita, ma se proprio devo lavorare gratis preferisco spendere le mie conoscenze al sud, che ce n’è più bisogno. Così sono tornata e ho aperto, insieme al mio compagno (che ha scelto il mio stesso percorso di vita), una piccola web agency.

    C’è tanto da fare in provincia, chi ha occhi per vedere se ne rende facilmente conto, specialmente per quanto riguarda i beni culturali: altrove, con un centesimo di ciò che abbiamo qui, si campa solo di turismo. Il problema è che moltissimi giovani ragusani si formano fuori, acquisiscono la facoltà di valutare oggettivamente quanto sia ricca e bella la loro città, ma poi non tornano e spendono altrove i loro saperi. Penso che questa nostrana “fuga di cervelli” sia una delle maggiori problematiche del nostro territorio. A Ragusa manca quella vivacità culturale che invoglia i giovani a viverci, mancano gli spazi sociali, i centri storici sono spopolati… manca anche il lavoro, è vero, ma in compenso ci sarebbero moltissime cose da fare, per chi ha voglia di rimboccarsi le maniche.
    Per quanto riguarda la politica, ho sempre avuto le idee ben chiare ma non avrei mai pensato di candidarmi. Mi hanno contattata dalla sezione ragusana di italia dei valori per un colloquio, e mi sono presentata. Ho avuto modo di constatare l’apertura e l’onestà delle persone che vi lavorano, ma soprattutto mi sono ritrovata a condividere pienamente il programma che stanno presentando per Ragusa: spazi sociali, beni culturali e ambientali, ecologia… c’è tutto ciò che, a mio parere, sarebbe auspicabile per il nostro territorio. Così ho accettato la candidatura a consigliere comunale.

    Cosa vorrebbe fare per Ragusa?
    Per quanto riguarda il mio impegno personale, si può riassumere in 7 punti fondamentali:

     

    –       Valorizzazione dei beni culturali ed ambientali, da considerarsi risorsa primaria per il lavoro, il turismo, la rinascita culturale del territorio ibleo; stesura di un piano d’intervento per i quartieri abbandonati di Ragusa Ibla e per i monumenti a rischio.

     

    –          Potenziamento e salvaguardia delle università, per un ateneo ragusano d’eccellenza.

     

    –      Spazi sociali e culturali per i giovani, per propugnare la libera circolazione delle idee e favorire il rientro di coloro che si sono qualificati fuori dal territorio.

     

    –          Valorizzazione e modernizzazione delle biblioteche comunali e degli spazi museali.

     

    –      Ecosostenibilità: potenziamento delle energie rinnovabili per il fabbisogno urbano, dei mezzi pubblici, dell’acqua pubblica, del riciclaggio dei rifiuti. Valorizzazione delle aree pedonali e verdi all’interno della città, dei parchi e delle riserve all’esterno.

     

    –         Valorizzazione e creazione di iniziative che favoriscano la circolazione della cultura e delle arti (Ibla Grand Price, Ibla Buskers, etc.).

     

    –         Impegno nella riduzione del digital divide all’interno del territorio ibleo, attuabile avvalendosi di iniziative quali – ad esempio – corsi gratuiti di alfabetizzazione informatica, controlli sulla capillarità della banda larga e istituzione di aree free Wi-Fi.

     

    Ho stilato questi punti partendo da quelle che sento essere le esigenze più pressanti, per me come per le persone che mi circondano, nell’ottica di una globale modernizzazione e crescita culturale del territorio. Sono certa che il cambiamento sia possibile, oltre che necessario, e sono disposta a mettermi in gioco in prima persona per portare avanti ciò in cui credo.

     

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