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    Diario Parigino- Abitare a Parigi da studente 

    Tempo di lettura: 3 minuti

    Di Massimo Occhipinti

    Abitare a Parigi da studente : un mercato immobiliare pieno di difficoltà .

    Arrivare a Parigi per restare, con due valige piene più della speranza dei vent’anni e di qualche libro che di altro, non é un’impresa trascurabile.

    La « festa mobile », che tanto attira il turista, sembra non cominciare mai o comunque sopraggiunge la sensazione di non essere tra gli invitati : la preoccupazione principale é quella di trovare un alloggio definitivo per i prossimi mesi.

    Salvo per i più fortunati, che godono dell’ospitalità degli amici che li hanno preceduti, la tappa ordinaria é l’ostello della gioventù, l’unica sistemazione provvisoria che non aggredisca i pochi soldi che si hanno in tasca ( i prezzi medi sono di 20 euro a notte, in stanze rigorosamente condivise, con bagni in comune con l’intero piano), visto che i prezzi degli alberghi sono proprio esagerati ( a partire dai 70/80 euro a notte, anche allontanandosi dal centro).

    Oltre a fungere da deposito delle membra stremate dalle interminabili giornate di « ricerca », l’ostello, luogo d’incontro multiculturale, permette anche di stabilire i primi contatti tra coloro che cercano una sistemazione mescolati alla folla dei turisti di passaggio; un frenetico scambio d’informazioni , numeri, indirizzi, notizie, indicazioni, suggerimenti accompagnati da foglietti strappati e penne prestate sembra per un momento rendere inutile lo sviluppo tecnologico raggiunto nelle telecomunicazioni.                                                                Secondo l’INSEE, l’Institut national de la statistique et des études économiques (l’equivalente francese dell’ISTAT), 50.000 studenti stranieri si riversano ogni anno nella capitale che già da diversi anni, per una sommatoria di diversi motivi, si trova in una vera e propria « crisi degli alloggi ».
    Nonostante la metropoli sia fornita di un immenso campus universitario come la CIUP (Cité International Universitaire de Paris), di un ente regionale importante e attivo come il CROUS (Centre régional des œuvres universitaires et scolaires) e di residenze universitarie private di diverso genere (numerose quelle a carattere religioso), non riesce a coprire interamente il flusso continuo degli studenti in arrivo, cosi’ coloro che non riescono ad avere una sistemazione di questo tipo si indirizzano al mercato dei privati, già in crisi come detto precedentemente.
    Così ecco le interminabili attese in compagnia di decine di altri studenti o lavoratori di fronte ai civici degli appartamenti, sono numerosi gli “studio” (ovvero i monolocali), per visitare gli alloggi e soprattutto per arrivare a colloquio con i proprietari.

    Le richieste?

    Un “dossier” completo di tutti i documenti d’identità e d’iscrizione all’università, di eventuali borse di studio, delle ultime buste paga dei genitori, e dei garanti residenti in Francia che guadagnino almeno il triplo di un affitto mensile, o altrimenti abbastanza liquidità da versare delle cauzioni importanti (il denaro è sempre un’ottima garanzia).

    Gli affitti variano molto a seconda della zona della città e della grandezza dell’alloggio, ma non ci si può aspettare di scendere sotto i 500 euro al mese.
    Spesso durante ore di attesa, si viene a sapere che il proprietario ha già scelto di affittare l’appartamento senza incontrare tutti i “pretendenti”, tant’è che una studentessa di architettura originaria della Borgogna ironicamente mi dice “A Parigi non sei tu che scegli la casa, è la casa che sceglie te!”.
    Fortunatamente cercando abbastanza si trovano delle condizioni più ragionevoli.

    Uno studente di Napoli mi racconta: “Sono stato alla ricerca di un alloggio quasi per un mese, alla fine sono riuscito a trovarlo in una zona molto centrale a 530 euro al mese.                        Il proprietario mi ha chiesto soltanto un mese di cauzione e nessun’altra garanzia, ma ho visitato case in cui, senza garante francese, sono arrivati a chiedermi anche 10 mensilità anticipate in contanti.”

    C’è da dire anche che dopo essere riusciti nell’impresa di trovare una sistemazione la previdenza sociale francese da un aiuto piccolo ma prezioso: la CAF (Casse d’allocation familiale), ovvero l’ente regionale che gestisce i fondi sociali.
    Lo status di studente gode del diritto di ricevere un contributo mensile per l’affitto, stabilito in base ai metri quadrati e alle condizioni economiche dello studente, ma che si aggira mediamente intorno a un centinaio di euro, che viene puntualmente erogato.
    Una condizione fondamentale è fornire le coordinate bancarie di un conto corrente francese sul quale versare l’accredito; questo non è difficile da ottenere, visto che le banche vengono volentieri incontro agli studenti offrendo almeno un anno di gratuità dei servizi (compreso bancomat e libretto di assegni) e se si è fortunati anche dei “bonus di benvenuto” (25/30 euro circa).
    A questo punto la metropoli ti accoglie fra le sue braccia e comincia a svelare il suo fascino, improvvisamente sembra cessare di esserti ostile… Almeno per il momento.

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