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Conosciamo Francesco Schininà, candidato al Consiglio Comunale di Ragusa 

Tempo di lettura: 5 minutiDi Giulio Pitroso

Chi è Francesco Schininà? Qual è la sua storia politica ed umana?
Sono un cittadino ragusano (classe ‘83), da 7 anni  ho la fortuna di lavorare in un laboratorio di analisi, in particolare mi occupo dell’aspetto amministrativo e dell’approvvigionamento; dall’età di 12 anni sono scout e ho proseguito il mio percorso facendo servizio come educatore per 8 anni: è stata un’esperienza determinante, perché mi ha dato la possibilità di trasmettere tutto ciò in cui credo a decine e decine di ragazzi partecipando attivamente al loro percorso educativo, e di confrontarmi con le realtà scolastiche, sociali e familiari che caratterizzano la nostra dimensione cittadina. Ritengo di essere un cittadino attivo, quindi la mia storia politica, intesa nel suo senso più intimo ed incantevole, è fortemente radicata nei concetti di partecipazione a tutti i processi che caratterizzano la vita della città; sono da sempre stato vicino a Rifondazione Comunista e, dalla nascita di SEL, ho deciso di tesserarmi per la prima volta.

Che cosa è Ragusa?

La Ragusa che vedo è una città corrotta, segnata dal clientelismo e della connivenza della maggior parte dei cittadini che, una parte per meri interessi privati ed una perché costretta da disoccupazione e precariato, si rende protagonista di una complicità più o meno consapevole; Ragusa è una città sventrata di spazi sociali, una città dove non si ha consapevolezza del cosa vuol dire essere cittadino, una città con scarsissima cultura ecologica e solidale, una città dove i giovani sono sempre più distanti dalla politica e dai suoi processi; Ragusa è un valzer di onanismo, una città che si compiace di un porto che non sarà dei ragusani per 60 anni, un porto che doveva generare sviluppo e che invece ha messo in crisi molte aziende ragusane che hanno lavorato per la Tecnis prima e per la Porto Turistico s.p.a ora senza essere pagate; una città che si bea della pavimentazione di piazza San Giovanni, ma non sa cosa metterci dentro, una città con i parcheggi dentro il centro storico e che non sa cosa fare dopo aver parcheggiato…

Cosa manca in questa città? Cosa si può fare per gli spazi sociali?
Questa città manca di una sola cosa… La cultura, intesa come la totalità dell’ambiente sociale e fisico che è opera dell’uomo: viviamo in una città in cui i cittadini sconoscono i concetti di ecologia ed integrazione, in cui l’educazione civica è un miraggio cosi come la democrazia e la meritocrazia. E’ chiaro che lo sviluppo economico di una città non può prescindere dal suo tessuto culturale, bisogna quindi investire nella creazione di spazi sociali, dando il via a forti momenti di associazione e possibilità di espressione, che sono la sorgente di qualsiasi forma di sviluppo. Non è possibile assistere quotidianamente allo spettacolo di giovani costretti a rifugiarsi nei cinema multisala, dove la cultura si “consuma” e non si coltiva; giovani costretti a riparare nei bar o nelle piazze oppure costretti a dover pagare affitti per esercitare il proprio diritto di associarsi, discutere, condividere idee ed esperienze, mentre le poche aree pubbliche vengono gestite in modo esclusivo e privatistico. Non si può più accettare che giovani debbano fuggire da Ragusa per poter esprimere le proprie potenzialità creative, artistiche, musicali e culturali.

Qual è il programma di Francesco Schininà?

Il mio programma si pone innanzitutto un obiettivo primario: dimensionare Ragusa al cittadino che non deve essere vincolato al ruolo di mero utente di servizi, bensì deve essere messo nelle condizioni di essere utente attivo della città, del suo sviluppo culturale ed economico. Io credo che filtrando attraverso questo concetto tutte le scelte amministrative viene naturale, ad esempio, pensare ad un recupero del centro storico che parta innanzitutto da un suo ripopolamento: il Comune di Ragusa ha avvallato un’espansione periferica selvaggia e immotivata quando, spendendo molto meno, avrebbe potuto acquistare le case vuote del centro storico ristrutturarle e rivenderle, a prezzi agevolati rispetto alla periferia, a coppie giovani, gettando le basi per una crescita capillare della piccola economia; invece si è preferito creare un vero e proprio ghetto in barba alla cultura dell’integrazione sociale che sta alla base di una città sana.
Bisogna ripartire dalle “piccole” cose concrete:

– Acqua per sempre pubblica e un no totale e deciso al nucleare, riportando la discussione prima di tutto sulla riduzione del fabbisogno energetico adeguando gli edifici alle classi energetiche di riferimento;

– incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico, attraverso metro bus circolari, che possano servire la città ad anello, a breve distanza temporale;

– sfruttare i parcheggi in periferia (ad esempio dietro la questura) come punto di riferimento per bus navetta dedicati ai dipendenti degli uffici pubblici presenti nel centro storico;

– conseguente eliminazione di gran parte dei parcheggi di sosta del centro;

– istituzione di una sorta di mercato dei piccoli produttori fisso nel centro storico;

– forte ritorno alla piazza, intesa come momento di interazione e scambio culturale, individuando in piazza San Giovanni e la Rotonda (riqualificando la zona come descritto prima) spazi sociali liberi per caffè letterari, concerti, mostre all’aperto e tutto ciò che concerne l’espressione culturale ed artistica dei cittadini ragusani;

– ridare un TEATRO alla città di Ragusa e quindi ridare spazio alle compagnie teatrali del nostro territorio;

– parco degli iblei;

– chiusura del fallimentare consorzio universitario e lavorare per portare a Ragusa facoltà calibrate sulle nostre risorse, che consentano uno sviluppo del nostro territorio e un conseguente ampliamento del mercato del lavoro locale;

questi sono i punti prioritari del mio programma, che ovviamente va contestualizzato all’interno di quello, chiaramente più ampio e specifico dell’intera coalizione.

L’uso di facebook per promuovere la tua candidatura ti è stato utile?
Diciamo che è stato ed è innanzitutto arricchente: dopo una prima fase di diffidenza, legata alla scarsa fiducia della gente nella politica, devo dire che è stato costante lo scambio di opinioni e spunti sulla nostra città e su sul suo futuro. Chiaramente, dal punto di vista della visibilità, facebook permette di arrivare velocemente ad un sacco di persone, a far conoscere le proprie idee e i propri punti di vista. Comunque vada, è un esperienza interessante e stimolante che spero si possa trasferire sulle piazze “vere” e nei centri sociali.

Come mai hai deciso di candidarti? Perché hai scelto Sinistra Ecologia e Libertà?
La decisione di candidarmi nasce dalla convinzione che la città è anche mia e che in questo momento della mia vita posso dedicargli energie, tempo e idee; quindi ho ritenuto doveroso il mettermi a disposizione. So che la mia concezione della politica può apparire un po’ troppo romantica ma è il mio unico modo di viverla.
Ho scelto SEL, oltre alla chiara collocazione politica, perché è stato il primo partito in cui ho respirato la sensazione di cambiamento. SEL ha risposto a quella esigenza primaria di aggregazione e confronto sociale dandosi una struttura concretamente nuova, dove i giovani hanno uno spazio reale, basti pensare che il coordinatore regionale Erasmo Palazzotto ha 28 anni; a livello cittadino mi è stata data seriamente la possibilità di lavorare e dare il mio contributo in un ambiente sano e coerente, tutto qui.

Chi è Nello Dipasquale?
Nello Dipasquale non è altro che un “feudatario” che costruisce consensi sull’ignoranza e sul clientelismo, gestendo di conseguenza i servizi fondamentali della città con l’UNICO fine di un tornaconto personale.

Chi è Sergio Guastella?
Sergio Guastella è un cittadino virtuoso, un professionista serio e preparato che ha deciso di mettersi al servizio della città; senza proclami, ma con semplicità e senso del sacrifico, è riuscito nell’impresa di ricompattare il centrosinistra proponendo fin da subito un modus operandi alternativo. Credo vivamente che scegliendo lui i ragusani hanno la possibilità concreta di ridiventare seriamente CITTADINI.

Chi è Salvatore Battaglia?
Con tutta onestà, nel candidato Battaglia riesco a vedere molto poco, oltre ad un tentativo di accaparrarsi un assessorato in caso di ballottaggio, e di una preparazione inadeguata alla carica di sindaco.

Questa città è colpita dall’emigrazione?
L’emigrazione è la conseguenza inevitabile di tutto ciò che abbiamo precedentemente analizzato: è l’inevitabile risultato del torpore culturale che ha caratterizzato in questi anni la nostra città.

Chi sono i giovani di Ragusa? Rispondono agli stimoli della partecipazione?
Purtroppo l’analisi sui giovani è rapida e letale: chi ha la possibilità scappa via, chi non può nella maggior parte dei casi si adegua per convenienza o per costrizione al sistema economico-sociale “nellista”. Gli altri siamo qui a fare RESISTENZA…

 

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