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Il calacipite 

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Di Marta Cafiso

 

• Il Calacipite (“Calacipitu” in lingua*) fu il mezzo giocoso di locomozione più ambito dai bambini, siculi in primis, che amavano sperimentare le proprie capacità costruttive sul vettore dell’esperienza paterna servendosi dei materiali più facilmente reperibili,sia per costo che per comodità, per il periodo.

• Manubrio: composto da un’asse trasversale, identica a quella posta posteriormente alla tavola, che sporga da entrambi i lati per permettere al guidatore di direzionare il veicolo a suo piacimento, tanto con le mani da supino, quanto con i piedi da seduto. L’asse, come prima citato, è collegato alla ruota “di direzione”

 

• Perno: in legno come collegamento diretto fra la ruota e l’asse. Lo stesso perno poteva essere sostituito da un manubrio verticale di altezza variabile sia in principio di costruzione che nel tempo, per seguire la crescita del guidatore.

• Tavola: in legno mediamente larga e lunga a seconda della costituzione e delle dimensioni del passeggero, che poteva porsi supino o seduto per guidare al meglio il mezzo mediante il manubrio posto sopra la ruota anteriore.

• Ruota: anteriore o di direzione, per orientare al volere del guidatore il veicolo. La deviazione era pur sempre minima per le esigue dimensioni della ruota rispetto alla tavola.

• Cuscinetti per auto: composti da un perno centrale circondato da una struttura cava per accogliere le biglie in acciaio, che, ruotando permettevano il movimento dell’intero cuscinetto e del calacipite. Ne troviamo due posteriori, incastrati all’estremità dell’asse sottostante il corpo del mezzo, e una anteriore, imperniata tra asse e seconda tavola che permetteva di direzionare il veicolo.

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