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Giustizia sociale e pompe… Di benzina 

Tempo di lettura: < 1 minutoDi Bartolo Lorefice

 

Paese strano il nostro. Mentre il paese e il premier vanno a puttane, lo stato sociale a farsi fottere, l’istruzione allo sfascio, accade che, tra una bomba e l’altra (bomba leggasi nel significato militare del termine, senza significati estensivi o gergali) a Gheddafi, il governo decida di tagliare i fondi per la cultura. Cazzo, la cultura no! Ok i tagli alla cooperazione internazionale , ok i tagli all’istruzione pubblica ma la cultura no! Va difesa! E allora cosa si vanno a inventare quei geniacci del governo? Si ripristinano i fondi per la cultura. E chi paga? Noi. Gli italiani. Un centesimo in piu’ per ogni litro di benzina. Tanto, costa soltanto 1,60 euro. Quindi, anche lo studentello che mette 2 euro nel motorino potrà essere fiero di sostenere lo stipendio del maestro Muti o dell’etoile Carla Fracci… E quando chiederà i soldi per metterla la benzina al papà disoccupato a 50 anni o alla mamma operaia, potrà dire che quei soldi, oltre per farsi i giri, hanno una valenza sociale. Che bello. Tutti tassati allo stesso modo. Dallo squattrinato al miliardario con la Ferrari. Cazzo, questo è giustizia sociale!

 

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