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    Giustizia sociale e pompe… Di benzina 

    Tempo di lettura: 1 minuto

    Di Bartolo Lorefice

     

    Paese strano il nostro. Mentre il paese e il premier vanno a puttane, lo stato sociale a farsi fottere, l’istruzione allo sfascio, accade che, tra una bomba e l’altra (bomba leggasi nel significato militare del termine, senza significati estensivi o gergali) a Gheddafi, il governo decida di tagliare i fondi per la cultura. Cazzo, la cultura no! Ok i tagli alla cooperazione internazionale , ok i tagli all’istruzione pubblica ma la cultura no! Va difesa! E allora cosa si vanno a inventare quei geniacci del governo? Si ripristinano i fondi per la cultura. E chi paga? Noi. Gli italiani. Un centesimo in piu’ per ogni litro di benzina. Tanto, costa soltanto 1,60 euro. Quindi, anche lo studentello che mette 2 euro nel motorino potrà essere fiero di sostenere lo stipendio del maestro Muti o dell’etoile Carla Fracci… E quando chiederà i soldi per metterla la benzina al papà disoccupato a 50 anni o alla mamma operaia, potrà dire che quei soldi, oltre per farsi i giri, hanno una valenza sociale. Che bello. Tutti tassati allo stesso modo. Dallo squattrinato al miliardario con la Ferrari. Cazzo, questo è giustizia sociale!

     

    In risposta a Giustizia sociale e pompe… Di benzina

    1. Ciaucescu

      Che bello. Tutti tassati allo stesso modo.O no!!Loro gli euro ce li rubano.

      “Per la prima volta viene tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti
      l’assistenza sanitaria integrativa dei deputati. Si tratta di costi per
      cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui
      prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza
      privata finanziata da Montecitorio. A rendere pubblici questi dati sono
      stati i radicali che da tempo svolgono una campagna di trasparenza
      denominata Parlamento WikiLeaks.
      Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non
      solo ai 630 onorevoli. Ma anche a 1109 loro familiari compresi (per
      volontà dell’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini) i
      conviventi more uxorio.
      Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10
      milioni e 117mila euro. Tre milioni e 92mila euro per spese
      odontoiatriche.
      Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in
      ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche
      private). Quasi un milione di euro (976mila euro, per la precisione), per
      fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro. Quattrocentottantotto mila
      euro per occhiali e 257mila per far fronte, con la psicoterapia, ai
      problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familari.
      Per curare i problemi delle vene varicose (voce “sclerosante”), 28mila e
      138 euro. Visite omeopatiche 3mila e 636 euro. I deputati si sono anche
      fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno
      chiesto il rimborso all’assistenza integrativa del Parlamento per 153mila
      euro di ticket.
      Ma non tutti i numeri sull’assistenza sanitaria privata dei deputati,
      tuttavia, sono stati desegretati. “Abbiamo chiesto – dice la Bernardini –
      quanti e quali importi sono stati spesi nell’ultimo triennio per alcune
      prestazioni previste dal ‘fondo di solidarietà sanitarià come ad esempio
      balneoterapia, shiatsuterapia, massaggio sportivo ed elettroscultura
      (ginnastica passiva). Volevamo sapere anche l’importo degli interventi per
      chirurgia plastica, ma questi conti i Questori della Camera non ce li
      hanno voluti dare”. Perché queste informazioni restano riservate, non
      accessibili?
      Cosa c’è da nascondere?
      Ecco il motivo di quel segreto secondo i Questori della Camera: “Il
      sistema informatizzato di gestione contabile dei dati adottato dalla
      Camera non consente di estrarre le informazioni richieste. Tenuto conto
      del principio generale dell’accesso agli atti in base al quale la domanda
      non può comportare la necessità di un’attività di elaborazione dei dati da
      parte del soggetto destinatario della richiesta, non è possibile fornire
      le informazioni secondo le modalità richieste”.
      Il partito di Pannella, a questo proposito, è contrario. “Non ritengo –
      spiega la deputata Rita Bernardini – che la Camera debba provvedere a dare
      una assicurazione integrativa. Ogni deputato potrebbe benissimo farsela
      per conto proprio avendo gia l’assistenza che hanno tutti i cittadini
      italiani.
      Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un
      privilegio, possono pagarselo, visto che già dispongono di un rimborso di
      25 mila euro mensili, a farsi un’assicurazione privata. Non si capisce
      perché questa ‘mutua integrativà la debba pagare la Camera facendola
      gestire direttamente dai Questori”. “Secondo noi – aggiunge – basterebbe
      semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività
      dieci milioni di euro all’anno”.

      Mentre a noi tagliano sull’assistenza sanitaria e sociale è deprimente scoprire che alla casta rimborsano anche massaggi e chirurgie plastiche private – è il commento del presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – e sempre nel massimo silenzio di tutti.

      …E NON FINISCE QUI…

      “FANNO FINTA DI LITIGARE MA PER LORO E’ SEMPRE FESTA”

      Sull’Espresso di qualche settimana fa c’era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all’UNANIMITA’e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa € 1.135,00 al mese.

      Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.

      STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE
      STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese

      PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)

      RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese

      INDENNITA’DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00) TUTTI ESENTASSE
      +

      TELEFONO CELLULARE gratis

      TESSERA DEL CINEMA gratis

      TESSERA TEATRO gratis

      TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA gratis

      FRANCOBOLLI gratis

      VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis

      CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis

      PISCINE E PALESTRE gratis

      FS gratis

      AEREO DI STATO gratis

      AMBASCIATE gratis

      CLINICHE gratis

      ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis

      ASSICURAZIONE MORTE gratis

      AUTO BLU CON AUTISTA gratis

      RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (41 anni per il pubblico impiego !!! )

      Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l’auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)

      La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.

      La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!

      Far circolare. Si sta promuovendo un referendum per l’abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari………… queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani……

       

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